Aveva ragione Pelù.

collodipapero

Stamattina mi sono svegliato in qualche modo sollevato. Il fatto che la Costituzione sia rimasta com’è, in fondo al cervello, è stato accolto positivamente. Dall’altro lato una parte di me mi lascia un vago senso di bestemmia rude: è quella che non riesce a ignorare quanti voti ha preso un fronte che spaziava da Forza Nuova alla Lega e da Berlusconi a Grillo passando per Povia a Pelù.

Pelù. Cazzo. Aveva ragione Pelù. No, calma, non sono impazzito. Aspettate un momento, che mi spiego.

Continua a leggere

Voi che potete. 


Scrivo sempre meno.

Mi arrabbio come sempre, mi indigno, ma al momento di mettere su carta i motivi del mio livore, vengo assalito da un senso di disgusto e di superiorità, lo ammetto, nei confronti di voi tutti, perché trovo veramente assurdo barcamenarsi per insegnarvi qualcosa quando ricadete sempre negli stessi errori, ed io che non ritengo di essere un maestro ma un Razzista, mi annoio moltissimo a ripetere a oltranza le stesse cose.

Continua a leggere

L’insostenibile pesantezza dell’essere gregge.

ostruzioni

Da piccola, se c’era una cosa che mi faceva esplodere di un qualunque adulto al comando, che manco la nitroglicerina surriscaldata, era la risposta “PERCHÉ NO” ad una mia richiesta di spiegazione riferita a un qualunque NO appena ricevuto. Ma cosa stracazzo vuol dire “NO perché è NO”? Continua a leggere

Sarò anche storpio, ma i miei gliel’hanno fatta vedere!

L’Emilia Romagna approva l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione al nido.

L’unica vera proprietà dell’essere umano è il proprio corpo e obbligare questo corpo a delle modifiche forzate è una delle maggiori prevaricazione che altri uomini o la società organizzata possano perpetrare nei confronti dell’individuo.

Ma la vita è fatta di molti pesi e di molte misure.

Così l’ingiusto diventa necessità, financo giustizia, talvolta.

Continua a leggere

Duostatmometrìa.

anovantagradi

La duostatmometrìa (dal greco “σταθμός“, peso, “μέτρον”, misura, e “δύο“, due) è una patologia estremamente insidiosa che colpisce quasi tutta la popolazione – sebbene a livelli diversi – e impedisce alcune facoltà primarie, fra cui quella di valutare razionalmente fatti e soprattutto azioni secondo un metro di giudizio coerente. Oppure quella per cui uno del PD è scemo se al Referendum costituzionale vota come Verdini, Alfano e Confindustria ma non lo è se vota come Salvini, Berlusconi e Grillo (o viceversa), nel senso: “sei una merda se voti come quella gente là, ma io non sono una merda pur votando come questa gente qua”. Duostatmometrìa pura. Continua a leggere

Il problema delle leggi

Il Sindaco di Roma ha qualche problema nel governare la città.

A differenza di quanto lasci pensare la fervente polemica riguardo il referendum, e le possibili drammatiche conseguenze sulla libertà attuativa dei futuri governi, pare che avere una certa discrezionalità e una notevole maggioranza non basti a “make la tua città great again”.

Al di là dei vigili intenti a premiare le buche che hanno richiesto la cittadinanza onoraria, pare che non sia cambiato un granché dall’insediamento del sindaco “che avrebbe aperto il parlamento come una scatoletta di tonno”. Oh, magari era in vasetto e si sa, quei cosi sono tostissimi da aprire. Continua a leggere

La democrazia del farcela

Falsi incidenti a Napoli, coinvolti giudici, avvocati, periti, medici…

Sono le persone, la gente, il popolo, il demos. O almeno una parte di esso.

Un parte importante, nel nostro paese.

Importanti perché rappresentano la valvola di sfogo della pressione sociale, della pressione fiscale, della pressione culturale, sono quelli che ci garantiscono che le cose non volgeranno mai al bene, ma che al contempo ci garantiscono che non volgeranno al peggio. Continua a leggere

L’eco di Eco sul Referendum e altre quisquilie.

collodipapero

La settimana scorsa ho scritto un pezzo fortemente critico sulle non-ragioni del no, o meglio, sul fatto che a fronte di ragioni anche serie la propaganda antirenziana si focalizzi principalmente su mezze verità, attacchi ad personam e minchiate assortite anziché colpire la riforma dove farebbe più male, ossia nel merito. Ma non è che lato-sì sia tutto rose e fiori. Quindi, eccovi questo secondo articolo: decidete voi se nasce per indecisione o per par condicio, sta di fatto che almeno due righe sui potenziali rischi di un Sì vincente mi va di scriverle.

Continua a leggere

Noi, Loro e Trump

Molte persone sono spaventate dall’elezione di Donald Trump.

Molte altre invece ridicolizzano il pensieri di quanti abbiano timore rispetto a un’elezione democratica di un altro paese.

E allora, senza laurea in “elezioni americane del 2016”, senza particolari nozioni geopolitiche, senza profonde capacità analitiche, arrivano le mie considerazioni su questo risultato elettorale, sul suo significato e sul turbare gli imbecilli. E lo faccio perché il mondo non è ancora esploso. Non ancora.

Partiamo da un problema: l’inflazione dello scandalo.

Ne parlavo un paio di giorni fa, ed ecco un esempio di quelli che manco se l’avessero eletto apposta. A seguito delle esternazioni di palese preoccupazione ed incredulità di una parte della popolazione dei social, si è elevata, opposta e di egual misura, una annullante reazione del tipo “Ma che ve preoccupate ‘mbecilli, non è successo un cazzo, siete solo dei piagnoni cacasotto faziosi rosiconi demmerda.”. Continua a leggere

Vince Hillary.

Un’incursione nella psefologia di Franco Sardo

Questi sono solo alcuni dei link che potrei usare per darvi un’idea, caso mai foste arrivati sulla Terra solo stamattina, di quanto la vittoria di Hillary Clinton fosse stata data per scontata. O quanto meno di quanto, in una maniera o nell’altra, venisse dipinta come favorita assoluta, con punte di umorismo involontario a posteriori decisamente memorabili, tipo il “99% di possibilità di diventare presidente” secondo il neuroscienziato e psefologo (calmi, poi vi dico) Sam Wang di Princeton, oppure la promessa di Sciltian Gastaldi di cambiare “nome e identità” nel caso non fosse stata eletta. Il motivo? Sondaggi e opinioni. Cifre e parole a non finire. Certo, c’erano anche opinioni che ci ricordavano come la vittoria di Trump fosse ben più che una risicata probabilità statistica. Ma nessun sondaggio ha mai lontanamente previsto il risultato delle elezioni americane. Come per la Brexit, e molte altre occasioni. Oddio, forse non proprio nessuno.

Continua a leggere