Tre domande semplici per i fan di “Di Maio premier”.

punkgiorno

“Politicians everywhere, coming over to the shows: you can see them at the shows preaching crap like they know it all”
The Casualties – Politicians

Oggi sono stanco, mi perdonerete se sarò sintetico e brutale. È di queste ore l’annuncio della “candidatura di Di Maio come premier”. Sorvolando sul fatto che in Italia non esiste la figura del “premier”, ma quella del Presidente del Consiglio, che non è elettiva (si votano i parlamentari, il Presidente del Consiglio invece lo nomina il Presidente della Repubblica, art. 92 della Costituzione Più Bella Del Mondo™ etc etc), c’è comunque una cosa che mi fa ridere fortissimo: applicare gli strali lanciati dai cinquestelle contro quello che fanno “i politici” a Di Maio e vedere di nascosto l’effetto che fa. Vorrei dunque chiedere come fa un sostenitore di Di Maio a fare pace col cervello sulle seguenti questioni.
Continua a leggere

Annunci

Fascisti: riconoscerli al volo.

collodipapero

In Italia, lo sapete tutti – o quantomeno dovreste saperlo se avete finito la scuola dell’obbligo – l’apologia di fascismo è reato. L’apologia, di per sé, indica l’esaltazione o la difesa pubblica di un’azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive; nello specifico, in Italia, per una serie di spiacevoli eventi occorsi lungo un altrettanto disastroso ventennio (la cui storia dovrebbe essere nota a tutti quelli che hanno finito la scuola dell’obbligo), esiste una legge, ossia la legge n. 645/1952, nota ai più come “legge Scelba”, che sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista. La legge punisce anche chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. “E grazie al cazzo!”, dirà qualcuno, ma no, non è una cosa così scontata.

Continua a leggere

La via di mezzo. Ovvero la vita nella cacca con la testa fuori.

Ventinovemila persone, ventinovemila, un piccolo esercito, ed è proprio il caso di dirlo, ventinovemila persone hanno aderito all’iniziativa “andiamo a sparare all’uragano Irma”.

Non che tra razzisti, religiosi, antivaccinisti, creazionisti, e compagnia bella, non avessi preso contatto con la follia del genere umano, ma l’immagine così evidente, palesemente ridicola, di questi cristiani (giocata sicura) che sparano all’aria per scacciarla è davvero umanamente imbarazzante, una resa incondizionata di fronte alla gestione delle risorse umane del paese. Continua a leggere

Il Merdaio dell’Internet

La tua opinione fa schifo. E non serve a nessuno e a niente, se non a masturbare il tuo ego.

Basta aprire un qualsiasi social per rendersene conto, dove si trova una moltitudine di persone che sostiene con forza questa tesi, qualunque essa sia. E non ti servirà cambiare opinione, perché nello stesso posto, alla stessa ora, troverai una moltitudine di persone pronta a dirti che la tua opinione fa schifo. Perché tutti vogliono essere speciali, diversi, ma senza essere soli, cercando di essere uguali. Un istinto naturale e una necessità sviluppata. Ma come è facile immaginare i risultati sono un po’ quelli di un kebab tonno e Nutella, qualcosa per evitare la quale basterebbe un po’ di spirito critico.

Continua a leggere

L’amore ai tempi dello stupro

C’è chi ha il cazzo e chi il mestruo. Ognuno ha i suoi problemi.

Lui la vide, era bellissima, di una semplicità splendente. Quella mattina si era già innamorato tre o quattro volte, al supermercato, in autobus, due solo davanti la fumetteria, ma lei, wow. Era talmente bella che il pensiero di lui non riusciva a non viaggiare oltre le prime parole, le prime uscite, fino alla scelta delle mete per le vacanze insieme, ai commenti ai film, ai disastrosi esperimenti culinari e ai giochi da fare. Continua a leggere

Perché non riesco ad avere un rapporto sano coi cattolici.

collodipapero

Io non riesco ad avere un rapporto sano con chi si definisce coscientemente “cattolico”. Proprio non mi riesce. Adesso vi spiego perché, anche perché ogni tanto sento il bisogno di scrivere qualcosa che, lo so già, verrà condivisa da poche persone: per non litigare con i propri contatti, per vergogna, per un’improvvisa tendenza all’inazione. Succede ogni volta, ma pazienza, forse anche questa cosa è parte del mio problema. Vabbé, via: cominciamo.

Partiamo da una notizia. L’avrete già letta tutti e non è certo la prima del genere, né probabilmente la più grave o eclatante: almeno 547 bambini, tra il 1945 e il 1992, hanno subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona. Stando ad un’inchiesta avviata nel 2015 dall’avvocato Ulrich Weber, sarebbero 500 i bambini che hanno subito violenze corporali e 67 quelli che sarebbero stati vittime anche di violenze sessuali. Sempre secondo Weber sono stati identificati 49 responsabili di violenze fisiche, psicologiche o sessuali.
Continua a leggere

Forza Panino

“Se la politica è al livello della gente, non è certo perché la gente sia salita di livello.”

Avrete tutti riconosciuto le parole dello stesso autore che già ci deliziò con concetti quali “[…] là dove decade la funzionalità, una vita deve trovare un nuovo senso, nell’estetica o nelle sue espressioni comunque creative […] poiché relative all’uomo. Così un analfabeta funzionale deve smettere di rompere i coglioni e succhiare cazzi a più non posso.”. Continua a leggere