C’è a chi non serve

beata ignoranza: pillole di razionalismo non diluito

Sì, per iniziare questa mia rubrica vorrei parlarvi di qualcosa di importante, di serio. Fingermi una persona impegnata e conquistare così la vostra fiducia per le cavolate che scriverò nelle settimane a venire.

Tutti i giorni ci scontriamo con i “ciacciòni“.
Per chi non fosse toscano, il termine ciacciòne è elegantemente definito dal dizionario di lingua volgare, anzi volgarissima, il Borzacchini Universale:

“Ciaccióne: Termine di area labronica che sta ad indicare persona assai ciarliera, impicciona e curiosa, da cui anche il verbo “ciacciáre” nel significato di curiosare.
L’origine è chiaramente onomatopeica imitando in modo grottesco il suono del chiacchericcio, ma la parola in sé ha un suo gradevole connotato umoristico, tale che dire: “….il Papa è un ciaccione” risulta assai più azzeccato e sarcastico che non dire: “il Papa è un impiccione”, anche se i due assunti sono pressoché identici e il Papa ha comunque “rotto i coglioni a tutto il mondo”.
Il grido squarciato: “ma cosa ciacci?!” era un tempo costumanza dei giovinastri che transitando velocemente in piazza Magenta con un ciclomotore durante i comizi politici, si rivolgevano beffardamente all’oratore di turno; si ricorda la storica risposta di un noto parlamentare di area livornese che dal podio ribatté immediatamente: «ciaccio ‘r budello di tu’ ma’!!!», e che risultò poi rieletto con largo suffragio.”

Ci sono i ciacciòni che si fanno gli affari nostri riguardo al lavoro, allo studio, all’eventuale fidanzata o fidanzato; persone che pretendono di dirci cosa fare delle nostre vite e che ognuno di noi liquida con un bonario “vaffanculo“, senza dargli troppo peso.

In questo contesto di amenità vi prego di figurarvi l’eroe della nostra storia immaginaria: un anziano di 85 anni che, una volta smesso di frequentare organizzazioni giovanili di stampo nazionalsocialista, ha passato il resto della vita a studiare la versione per adulti di Babbo Natale; un vecchio che vive in un mondo tutto suo in cui, se uno pensa a qualcosa molto intensamente, un’entità sovrannaturale potentissima esaudisce i suoi desideri.

Il nostro vecchio eroe di fantasia si è prodigato sommamente per proteggere i suoi confratelli che si dilettavano più a inserire i propri piselli in acerbi deretani che in passere maggiorenni (e per questo si distinguono dall’altro vecchio che ha ammorbato per vent’anni la nostra nazione e a cui piaceva pigiarlo metaforicamente nel culo agli adulti che lo votavano, mentre le potte pare che le preferisse minorenni).
Immaginate ora questo anziano signore che, in virtù alla sua grande esperienza in materia, ci viene a dire che (e qui prenderò in prestito le parole del nostro santissimo e stimatissimo Papa: Benedetto XII, del quale ho profondo rispetto e infinita reverenza, per la mia storia immaginaria): “questo [riferito al profilattico] non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv.

…e grazie al cazzo! (mi perdoni l’esimio Diego Cerreti per la citazione)
L’AIDS non si cura (per ora), si previene. E in tutti i casi se verrà sconfitto, sarà grazie alla ricerca medica e non certo grazie alle preghiere e all’astinenza.

Ora, i profilattici non sono sicuri al 100% per quel che riguarda la protezione dall’HIV.
In merito alla loro efficacia, le fonti su internet fanno oscillare i valori dall’80% al 99% e tutti concordano sul fatto che, se utilizzato bene, la sicurezza aumenta sensibilmente. Volendo prendere per buono il risultato peggiore, 80%, viene dunque da chiedersi: è meglio essere protetti all’80% o allo 0%? Domanda retorica, lo so, ma il vecchio della nostra storia immaginaria sembra che non se la sia mai fatta questa domanda, quindi non volevo che anche qualcuno di voi la saltasse sbadatamente.

E comunque, un’altra domanda sorge spontanea: perchè dovrei dar retta a un vecchio rincoglionito e alla sua banda di sottoposti? A loro i profilattici non dovrebbero servire, visto che hanno giurato castità… Certo, se escludiamo alcuni casi anomali a cui farebbero comodo, proprio per prevenire un contagio da HIV, e quelli ancora più rari di sincero pentimento e ritorno a una vita pseudonormale (prontamente allontanati dalla banda). Senza neanche prendere in considerazione le deviazioni più perverse che non contemplano certo l’uso di preservativi, visto che non c’è rischio né di gravidanza né di malattia.
Con che diritto parlano dell’utilità o della presunta inutilità dei profilattici?

Ora il momento di serietà che vi avevo promesso: quante persone sono morte, hanno sofferto o stanno soffrendo a causa di una credenza vecchia di migliaia di anni? Alcuni potrebbero pensare che io sia offensivo, ma forse non si rendono conto dell’offesa alla società che tutte queste morti rappresentano. Qui si ride e si scherza, ma ci sono persone che in questo momento stanno morendo per colpa di una sciocca superstizione che gli è stata inculcata alla nascita e dalla quale non sono riusciti a liberarsi.
Tutti loro meritano che qualcuno mandi in culo il suddetto vecchio immaginario.
Chi cerca di convincere le persone che il profilattico sia una cosa sbagliata e si impegna affinché la sua diffusione tra i giovani sia ridotta il più possibile è chiaramente uno stronzo. Uno che gioca sulla pelle degli altri e ne provoca morte e sofferenze, uno a cui non dovrebbe essere permesso di avere una posizione di rilievo in una società civile.

Ah, nel caso: ogni riferimento a fatti\cose\persone è puramente casuale. Se riconoscete i leader della vostra religione, setta mistica, cerchia di metallari o partito politico in alcuni dei personaggi inventati di questo articolo, sono un po’ cazzi vostri. Ovviamente tutti i link sono solo a scopo esemplificativo e se trovate una correlazione tra alcuni gruppi specifici di persone e la storia immaginaria sopra riportata… Beh, siete voi che siete prevenuti e miscredenti.

[S.G.]

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