Siamo tutti scienziati

beata ignoranza: pillole di razionalismo non diluitoSembrerà strano, ma siamo davvero tutti scienziati.
Non tutti, però, siamo consapevoli di esserlo.
Spesso ho visto persone riempirsi la bocca di parole come “la scienza non può spiegare tutto, io credo in XXX” sostituite XXX col nome di un dio qualsiasi o di una qualsiasi pratica pseudoscientifica, come l’astrologia o l’agopuntura.
Un giorno vi parlerò, forse, anche di queste cose, ma adesso voglio rimanere focalizzato su una domanda a cui, incredibile a dirsi, pochi sanno dare una risposta corretta:

Cosa è la scienza?
Sono certo che la stragrande maggioranza delle persone quando uno pronuncia la parola scienza pensa a un tizio con un camice bianco, una provetta in mano e un basso senso della moralità.
In realtà la scienza è un modo di pensare che è stato codificato in poche semplici regole che, incredibile a dirsi, tutti seguiamo inconsciamente per la nostra vita di tutti i giorni:

1) Osservare un fenomeno o il suo effetto su qualcosa.
Ad esempio se sentiamo il rumore di pioggia sul tetto noi non stiamo vedendo la pioggia, ma possiamo percepire il rumore che produce. Se un fenomeno non può essere osservato e\o non se ne possono osservare gli effetti su qualcosa di osservabile, allora probabilmente semplicemente non esiste.
2) Formulare un’ipotesi.
Per rimanere sull’esempio della pioggia, quando sentiamo il rumore di pioggia noi facciamo l’ipotesi che stia piovendo fuori.
3) Ideare un esperimento per confermare o smentire la nostra ipotesi.
Mettiamo una mano fuori dalla finestra e guardiamo se si bagna (se non siamo ciechi potremmo anche semplicemente aprire le persiane e utilizzare la vista per controllare se piove davvero).
3a) Se l’esperimento dimostra che l’ipotesi era falsa, torno al punto 2 e formulo un’altra ipotesi e preparo un’altro esperimento.
Ad esempio se non mi si bagna la mano posso ipotizzare che qualcuno in casa stia ascoltando musica new age di pioggia e per controllare stacco la corrente in tutta la casa, facendo incazzare la mia ragazza che stava lavorando al pc e così ha perso tutto.
4) Se l’esperimento ha confermato la mia ipotesi, posso elaborare una teoria che mi permetta di prevedere il futuro con una certa affidabilità.
“Se sento il rumore della pioggia: molto probabilmente vuol dire che piove.”

Stop. Questa è scienza. (in realtà le regole sono un tantino più stringenti di quelle che ho scritto io, ma per i profani del mestiere già queste bastano per darvi un’idea).

Ecco, ora mi domando perché tanta gente, che è capace di applicare la scienza alle cose di tutti i giorni, a volte è colta da un bug mentale per cui salta uno o più dei punti sopra elencati.

Ad esempio:
Osservazione del fenomeno: sento dentro di me che esiste un dio qualsiasi.
Ipotesi: è un dio benigno che mi osserva, ascolta e cerca di aiutarmi.
Esperimento: prego per avere qualcosa.
Risultato: non succede niente.

Ipotesi 2: sono io che non sono abbastanza degno per ricevere quello che ho chiesto.
Esperimento 2: mi purificherò facendo tante azioni buone e ripeterò la preghiera.
Risultato 2: niente.

Ipotesi 3: ho chiesto troppo, chiederò di meno.
Esperimento: pregherò per avere qualcosa di più umile.
Risultato 3: niente

E via dicendo finchè per caso non otterrò quello che ho chiesto.
Tesi: dio esiste e dovrò solo ripetere il comportamento casuale che stavo facendo prima di ottenere quello che volevo per ottenere di nuovo quello che vorrò.

Sfortunatamente per noi questa si chiama superstizione, non funziona come metodo predittivo e ne siamo tutti afflitti, chi più, chi meno. Per approfondire qualcosa sulla superstizione vi rimando a questo interessante articolo di Alessandro Zocchi, pubblicato sul sito del CICAP.

Cosa non fa parte della scienza? Semplice: tutto ciò che non possiamo osservare. Con “osservare”, però, non intendo solo “vedere con gli occhi”. Basterebbe poterne osservare gli effetti. Ad esempio il guaritore tibetano che impone le mani sui malati è un fenomeno osservabile tramite i suoi effetti: si può osservare il malato che guarisce. La scienza non necessariamente indaga la “causa prima” di un fenomeno. Basta che il fenomeno sia osservabile per rientrare nella scienza. Se, però, il fenomeno non è osservabile, nel senso che il santone non guarisce davvero le persone… Beh, allora non fa parte della scienza, ma della superstizione (ammesso che vogliate continuare a crederci).

Tutto questo per dire che quando dite che la scienza non funziona o che sta rovinando il mondo, state dicendo una cazzata. Quello che potreste giustamente dire è: “ci sono persone che rovinano il mondo sfruttando una maggiore conoscenza dello stesso ottenuta tramite la scienza”.
C’è da dire, però, che non è strettamente necessaria una conoscenza scientifica del mondo per rovinarlo, anzi

[S.G.]

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2 thoughts on “Siamo tutti scienziati

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