Un anno di recessione

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Visco “Per l’Italia il 2012 non potrà che essere un anno di recessione”

L'”E grazie al cazzo” di questa settimana in realtà è un omaggio alla categoria piuttosto che al singolo, comunque valoroso, relatore del pensiero economico italiano.

vignetta di Dario Corallo

In un intervento che verrà dimenticato nella storia, l’ex Ministro delle Finanze Visco ha dichiarato con uno spirito rivoluzionario da far invidia a Bush padre e figlio fusi insieme, che non solo “per l’Italia il 2012 non potrà che essere un anno di recessione”, ma “si è pagato il prezzo di un innalzamento della pressione fiscale a livelli ormai non compatibili con una crescita sostenuta”, quindi “occorre trovare, oltre a più ampi recuperi di evasione, tagli di spesa che compensino il necessario ridimensionamento del peso fiscale”.
Una perla che in realtà spiega esattamente il motivo per cui nessuno di noi possa fare il giornalista: urlare una serie di “…e grazie al cazzo” in conferenza stampa potrebbe , sebbene liberare qualche testa, infastidire alcuni partecipanti, tipo il relatore, ad esempio.

Non è finita. Il premio, benché ritirato da Visco, è certamente condiviso con i più alti esponenti della logica economica istituzionale, giacché anche il buon Monti, che non perde occasione per seguire la sua dieta alternata di terribili ovvietà e puttanate epocali (talvolta filosoficamente confondibili), ha voluto buttare lì che in caso l’Italia “potrebbe” aver bisogno di “un sostegno temporaneo con acquisti su mercato secondario e primario di titoli”. Supercazzole a parte, il pensiero è semplice e la nostra risposta altrettanto: la finanza creativa ha rotto il cazzo. L’unica cosa che sia stata creata ad oggi dai nostri luminari lumicini sono forti vergate ed enormi buchi, non un grande sforzo creativo visto che già monelli delle elementari sanno immaginare di meglio.

Basterebbe lasciare il paese in mano a una manciata di giocatori di giochi strategici, videogiochi, o qualsiasi altra idiozia utilizzi i più banali principi di azione e reazione relativi a sistemi gestionali, male che vada al GAME OVER potremmo inserire le nostre iniziali.
Ci ritroviamo invece schiacciati dal peso di un’economia definita “troppo complessa per poter essere compresa dai suoi protagonisti” e al contempo “troppo semplice per poter essere governata dalle istituzioni”; a questo però si era preparati dalla maturità del capitalismo, ciò a cui non riusciamo proprio ad abituarci è il perire soffocati dalle stronzate di quei “buoni a nulla, ma capaci di tutto” a cui i veri giornalisti concedono tanto spazio quanto scarsa resistenza concettuale: tante grazie, senza nessun “al cazzo”.

Chiudiamo con una profonda riflessione di Monti che merita a pieno il nostro disonorevole titolo “Non resterò dopo il 2013”.
“Fottetevi Maya”.

[D.C]

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