Green Hill

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beata ignoranza: pillole di razionalismo non diluito

Apro facebook e mi trovo in bacheca un buon numero di foto tratte da un gruppo (che non nominerò per non fargli pubblicità), dove si inneggia alla chiusura di Green Hill.
Immagini struggenti di piccoli cuccioli che ci guardano con aria affranta con accanto delle scritte a caratteri cubitali del tipo “Non ti faccio pena? Non lasciare che dei brutti scienziati pazzi mi torturino per saziare la loro sete di sangue e di denaro“. Ecco, forse la scritta non era proprio questa, ma il testo sopra le righe era chiaro.

Vedo l’immagine, la elaboro mentalmente e, nel giro di una manciata di secondi, mi incazzo. Lo so, è sbagliato, ma mi incazzo comunque e per spiegare\giustificare la mia incazzatura ho deciso di scrivere questo pezzo.

Partiamo dall’inizio:
All’inizio c’era solo il mostro di spaghetti volante che un giorno si ubriacò e creò l’universo… No, aspettate, sono tornato troppo indietro.

Cosa è Green Hill?
Forse un centro di vivisezione. Forse un centro dove fanno studi dolorosissimi su quei poveri beagle. Forse una macelleria dove i cani vengono presi a calci in bocca dai loro torturatori.
Ma anche no.
Green Hill è un allevamento di cani. Basta.
Un posto dove i cani vengono allevati e fatti crescere in condizioni di salute perfette, migliori di quelle dei cani che teniamo a casa. Ci sono veterinari e nutrizionisti che si occupano di loro e gli danno da mangiare roba che i nostri cani non si sognano nemmeno.
Un allevamento, tra l’altro, sottoposto alle normative italiane in fatto di tutela degli animali. Normative molto restrittive e all’avanguardia in europa e nel mondo.

A questo punto una persona normale si domanda: perchè chiudere l’allevamento di cani?
Non è che chiudendo l’allevamento italiano si chiude allo stesso tempo tutta la ricerca fatta sui cani beagle. L’unico effetto che si otterrebbe è quello di costringere i laboratori a comprare cani all’estero, magari da paesi (est europa, india, cina, etc…) con normative sull’allevamento degli animali molto più “permissive” e dove i cani soffrirebbero certamente di più.

Se un attivista fosse davvero contrario alla sperimentazione sugli animali non dovrebbe andare a cercare di occupare Green Hill. Dovrebbe avere le palle di andare ad occupare i centri di ricerca dove c’è gente che sgobba dalla mattina alla sera, spesso sottopagata, per sperimentare cure di cui magari lo stesso attivista avrà bisogno in un futuro più o meno prossimo. Facile cavalcare l’onda del\della telegiornalista cerebroleso\a che dallo schermo ci parla di come dei ragazzi nobili di spirito e con sensibilità d’animo vanno a liberare dei cuccioli tenuti prigionieri e condannati a morte. Mi piacerebbe vedere cosa ne penserebbe l’opinione pubblica se lo stesso attivista andasse a “liberare” i cani in un centro di ricerca oncologico o in un centro dove si studiano le malattie neurodegenerative, bloccando ricerche che potrebbero salvare milioni di vite.

Il bello di tutto questo discorso è che prescinde dalla dicotomia favorevole\sfavorevole alla sperimentazione animale. Chi è davvero contro lo sfruttamento degli animali per fini di ricerca e li ama, non dovrebbe cercare di far chiudere un allevamento italiano (migliore di tanti altri all’estero); dovrebbe cercare di far chiudere i laboratori.

Ma si sà, certa gente ragiona col culo e quando scoreggia pensa di aver avuto un’ideona. Per loro temo che non ci sia più niente da fare, ma per voi, voi che di questa storia ne sapete solo quanto i giornali e telegiornali vi fanno sapere, per voi c’è ancora speranza e a voi domando: Che senso avrebbe chiudere Green Hill?

[S.G.]

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10 comments

  1. http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_luglio_18/gren-hill-mlatrattamento-2011059763423.shtml
    E’ di queste ore la notizia di un sequestro ufficiale di Green Hill, notizia di cui – vi stupirò – sono contento. Spero che si dimostri se green hill ha infranto la legge, soprattutto visto che si tratta di leggi importanti come quelle sul maltrattamento degli animali. Se così fosse, spero che i responsabili paghino cara la sofferenza che hanno inflitto, così come spero che vengano lasciati in pace se sono in regola, e che la “battaglia” prosegua su altri fronti.

  2. Sono fondamentalmente d’accordo, ma è comunque un modo un po’ semplicistico di analizzare la cosa. Un “allevamento di cani e basta” è quello dove io presi il mio boxer. Green Hill rimane invece un allevamento che ha il solo scopo di fornire animali per la sperimentazione (l’unico in Italia aggiungo), quindi non è proprio la stessa cosa. Mi sembra comunque una buona ragione per volere la sua chiusura. Certo la sperimentazione continuerà, ma perlomeno il suolo italiano non contribuirà più ad essa, ed è sempre meglio di niente.
    Ovvio che poi bisognerebbe protestare davanti ai lager veri e propri all’estero, ma la maggiorparte degli attivisti è comunque gente che spesso ha un lavoro ed un occupazione (i più fortunati, con i tempi che corrono), quindi non è questione di “avere le palle”, semplicemente non tutti possono permettersi di andare all’estero tutti i weekend a protestare o fare presidi. Aggiungo infine che per le ricerche che “salvano miilioni di vite” non vengono quasi mai impiegati animali per i test, ma vengono impiegati quasi sempre per le ricerche sui cosmetici, e non mi sembra che la migliore qualità di lacca per capelli possa salvare poi tutte queste vite. Avrei anche tante altre cose da dire, ma sono pigro e quindi concludo.
    Molta gente ragiona davvero col culo e certo, come il 99% del popolo di facebook, si lasciano trascinare dall’impeto del sentimentalismo generale, ma anche chi scrive “contro” a volte dovrebbe soffermarsi a ragionare qualche minuto di più. 😉

    1. Parlo per me: l’articolo credo ponga l’accento sul fatto che Green Hill è “solo” un allevamento e nient’altro (non è, per esempio, un laboratorio di ricerca, che dovrebbe essere il bersaglio primario di chi è contro la sperimentazione) e che, chiuso Green Hill (magari a ragione, lo vedranno gli inquirenti) chi fa sperimentazione gli animali dovrà prenderli altrove, magari dove le leggi sono più lassiste e dove, anche se rispettate, sono ben più crudeli di quelle italiane.
      Se spostiamo il discorso sull’efficacia della sperimentazione, che personalmente ritengo effettivamente efficace, entriamo in un ambito complesso, in cui a far fede dovrebbero essere i dati medici, e che comunque non può essere affrontata completamente con dei commentini su un blog. Per eliminarla, comunque bisognerebbe che qualche coraggioso sintetizzasse farmaci funzionanti oltre ogni ragionevole dubbio solo con metodi alternativi, su un vasto range di malattie. Contando quanto costa la sperimentazione animale rispetto al resto ci guadagnerebbero anche le case farmaceutiche. Ma, al di là di questo discorso, sperimentazione “medica” e “cosmetica” sono su due piani del tutto diversi, qua nessuno ha mai difeso la seconda, ed è difficile trovare chi lo fa.

    2. Concordo, è semplicistico, infatti questo è un blog di satira più che di divulgazione scientifica 🙂
      Il problema non è tanto “dove” vengono allevati gli animali, ma “perché”. Finché esisterà un perché, ci sarà un dove. In Italia vengono utilizzati poco più di un migliaio di cani l’anno per la ricerca medica (non parlo di cosmesi), cani che ora proverranno da allevamenti esteri. Non so cosa succedesse di preciso dentro Green Hill, ne se maltrattavano effettivamente gli animali. Di questo se ne occuperà la procura di Brescia. Quello su cui volevo mettere l’accento è che non serve a niente chiudere gli allevamenti in italia (a meno che i cani non fossero effettivamente maltrattati) finché ci saranno dei laboratori italiani che utilizzano cani per la ricerca, perché semplicemente i cani verranno presi da qualche altra parte. Quelli che manifestano “per principio”, cioè quelli che manifestano semplicemente contro la sperimentazione animale, è inutile che gioiscano della chiusura di Green Hill.
      Se i cani erano effettivamente maltrattati, è giusto che Green Hill chiuda, ma sarebbe auspicabile che aprisse un nuovo centro italiano che rispetti la legislatura italiana in merito alla tutela degli animali.

  3. Troppo facile ripararsi dietro la satira senza tirare in ballo dati scientifici e statistiche in un discorso come quello sulla sperimentazione animale.
    Parlare di “nuovo centro italiano che rispetti la legislatura italiana in merito alla tutela degli animali” è come voler dotare di confort il treno che trasporta gli ebrei nel lager. Vanno al macello, certo, ma almeno stanno comodi. Mi sembra davvero un ottima scuola di pensiero…..

    1. Mi fa piacere che ci sia ancora qualche sano razzista a questo mondo che è convinto che gli ebrei siano più o meno la stessa cosa dei cani 🙂

      In tutti i casi dimmi un solo pezzo, in questo articolo, dove sia necessario un dato scientifico o una statistica e io provvederò volentieri e immantinente a sopperire a tale mancanza.

      1. Lasciamo stare quello che penso degli ebrei, conosco così tanti doppi sensi e freddure che il discorso devierebbe subito su un binario alternativo. 😀 In ogni caso, dati alla mano o meno, risponderò in un altro modo alla domanda che poni alla fine dell’articolo. Innanzitutto una persona normale che avesse un minimo (e vorrei sottolineari un minimo) a cuore i diritti degli animali non scriverebbe mai che green hill è “soltanto un allevamento di cani” dove stanno addirittura meglio di quelli che teniamo a casa. Partiamo dall’inizio: il tuo “ma anche no” pecca già di superbia, che ne sai di come stanno i cani la dentro? Ci lavori? Conosci gente che ci lavora? L’hai letto su internet? Lo ha detto il portinaio amico del benzinaio che abita al primo piano che lo ha letto sulla gazzetta? Già gli ultimi articoli che ho letto proprio questa mattina sulle indagini della forestale, anche se presi comunque con le pinze, non sono affatto rincuoranti. Ne segue subito “un posto dove i cani vengono allevati e fatti crescere in condizioni di salute perfette, migliori di quelle dei cani che teniamo a casa”. Sulla salute, niente da dire, ma la salute non è soltanto quella fisica, per salute si intende anche quella psicologica, i cani fino a prova contraria sono esseri senzienti che provano emozioni e che hanno determinati bisogni, e di un animale che quando nasce viene immediatamente separato dalla madre per poi essere rinchiuso fino a data da destinarsi (e destinato fino alla morte a questo destino) in una gabbia di mezzo metro quadrato senza nessun contatto umano o con il mondo esterno non si può certo dire goda di buona salute. E già il fatto che vengano totalmente privati di tutto compresa la libertà è un abuso. Che poi finiscano alla sperimentazione o sul banco della carne alla coop, non serve essere dei superanimalisti per capire che una bestia innocente non merita certo un destino del genere, basterebbe soltanto un briciolo di sensibilità e di buon senso. Se non altro, IO da persona normale, mi sono dato questa risposta, ma forse stamattina devo averci azzeccato a mettermi le lenti a contatto, spesso molti si sbagliano e le scambiano con quello che generalmente si compra da salumiere.

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