Mary Watching


Una mia stretta parente, con la quale condivido una parte dei miei cromosomi, ha deciso di andare cinque giorni a Medjugorje. Dato che non credo che abbia una tresca con Paolo Brosio, temo ci vada per altri motivi. Nel vano tentativo di dissuaderla dal pellegrinaggio, mi sono andata a cercare qualche informazione al riguardo.

Leggendo la storia della vicenda si ha una fortissima sensazione di déja-vu: nel 1982, in un paesello di campagna decisamente povero e con un alto livello di analfabetismo, alcuni ragazzini vengono scelti per assistere alle miracolose apparizioni della madonna, che parla con loro e rivela dei segreti che non dovranno divulgare a nessuno finché non lo dice lei.
Eppure Medjugorje deve avere qualcosa di speciale, mi dico, se ha tutto questo successo e può vantare affezionatissimi del calibro del sopracitato Paolo Brosio e Claudia Koll.
La cosa strana del fenomeno è che i “miracoli” di Medjugorje non sono stati riconosciuti neanche dalla Chiesa Cattolica.

La cosa è andata più o meno così: a un anno dalle apparizioni, il vescovo di Mostar-Duvno (la diocesi di Medjugorje) dopo un’inchiesta sulla veridicità della faccenda è arrivato alla conclusione che l’intera faccenda era falsa, che i veggenti stavano evidentemente mentendo. La popolarità di Medjugorje però stava crescendo sempre di più, non si poteva certamente ignorare la volontà del popolo, quindi si decise (a quel tempo il nostro amato Ratzy era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede) che si doveva riaprire l’inchiesta.

Dopo alcuni anni finalmente la Chiesa si è sbilanciata: “sulla base degli studi che sono stati fatti a questo momento, non si può affermare che le apparizioni e rivelazioni che si stanno verificando qui siano soprannaturali”, che è un po’ una perifrasi per non dire espressamente che si tratta di una colossale truffa.
E’ curioso come in questo caso, unico nel suo genere, anziché una delle formule usuali, ossia “constat de supernaturalitate” e “constat de non supernaturalitate” (e cioè “risulta essere soprannaturale” e “risulta essere non soprannaturale”), il Vaticano abbia usato un ambiguo “non constat de supernaturalitate” (non risulta essere soprannaturale), che ricordando un po’ il sibillino ibis redibis non morieris in bello mette le mani avanti, senza però sbilanciarsi troppo.
Insomma, il Vaticano non ha autorizzato pellegrinaggi ufficiali, ma lascia comunque libero chiunque voglia farlo in forma privata; hanno visto che la linea dura non funziona: non sia mai che si ritrovino a dover di nuovo santificare un amante della tintura di iodio.

Se v’interessa saperlo, io ci ho riprovato con le mie argomentazioni, ma con la mia parente è andata buca, ed ha deciso di andare comunque: come sempre, il cattolico è tanto veloce a chiudere le orecchie, quanto ad aprire il portafogli.

[F.T.]

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