Gesù o Barabba?

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beata ignoranza: pillole di razionalismo non diluito

Popolo! Sei chiamato a decidere!
Referendum!
Referendum!
Ci sono cose che non possono essere scelte solo da poche persone!
Il popolo ha il diritto di scegliere!

Vero. Ci sono scelte che non possono essere affidate a una o solo a poche persone. Queste scelte, ad esempio sono quelle che riguardano l’ambito dell’etica e della morale, sebbene alcuni pretendano di avere il monopolio su questi argomenti.
Tristemente, però, per decidere se una cosa è etica o meno bisogna avere tutte le informazioni necessarie su quella determinata cosa.
Cosa intendo con “tutte le informazioni necessarie”?
Dipende. Per decidere se una coppia gay può avere gli stessi diritti\doveri di una coppia sposata basterebbe sapere cosa è un gay e quali sono i diritti\doveri di una coppia sposata.
Dico “basterebbe”, ma in verità una buona fetta di persone non conoscono nemmeno queste semplici cose o, se le conoscono, gli fa troppa fatica mettere insieme un ragionamento che le unisca.

Questo per dire che anche per un problema relativamente semplice, una buona parte degli italiani non sono in possesso delle informazioni necessarie o non sono in possesso delle facoltà mentali (o della volontà) per elaborare queste informazioni.

Bene, e se il problema fosse più complesso?
Prendiamo, ad esempio la sperimentazione sugli animali. Quali conoscenze dovrebbe avere un cittadino per essere coscientemente in grado di esprimere un parere su questo argomento?
Molte. Le più importanti sono:
– In cosa consiste la sperimentazione sugli animali.
– A cosa serve la sperimentazione sugli animali.
– Eventuale esistenza di metodologie alternative.
– I limiti delle metodologie alternative.

Il problema è che per capire davvero questi pochi punti importanti serve almeno una conoscenza di base di discipline come la biologia generale, la medicina, la genetica,la chimica, la biochimica, la fisiologia animale e umana e la biologia molecolare.
Possiamo dire, senza paura di cadere in errore, che chi non possiede almeno una conoscenza generale di queste materie, difficilmente avrà la capacità di esprimersi con coscienza su un tema come la sperimentazione sugli animali.

La cosa vi sembra eccessiva? Pensate se venisse fatto un referendum dal tema: “è giusto usare il titanio per le navicelle spaziali?”
Quanti sarebbero in grado di dare una risposta cosciente (cioè non tirata a caso)?
Bisognerebbe almeno avere conoscenze di ingegneria aerospaziale, aerodinamica, fisica, chimica, scienza dei materiali, ma anche di scienze politiche, geografia ed ecologia (per capire da dove viene il titanio e l’impatto umano e ambientale dovuto alla sua estrazione).
Considerando che la scelta o meno del titanio metterebbe a rischio vite umane, questa scelta viene lasciata a chi può effettuarla con coscienza.

Tornando alla sperimentazione sugli animali: se non si facesse si metterebbero a rischio vite umane (le vite di chi sta aspettando una cura in fase sperimentale) e, proprio come per il titanio, solo poche persone sono in grado di prendere una scelta cosciente.

A questo punto mi domando: Perché? Perché cavolo la gente vuole scegliere su qualcosa come la sperimentazione sugli animali, tema di cui non capisce un cazzo (mi si perdoni il francesismo), ma non si sogna nemmeno di interferire con la progettazione di navicelle spaziali?

Stesso problema riguarda la sperimentazione su cellule staminali embrionali, la fecondazione assistita, l’inseminazione artificiale e gli OGM. Tutti temi per cui l’uomo medio si sente in diritto di esprimere un giudizio senza avere di fatto la capacità di farlo.

Popolo! T’è andata bene la volta che hai scelto Gesù, non sfidare di nuovo la fortuna mettendo ai voti cose di cui non capisci una beneamata sega!

[S.G.]

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6 comments

  1. Nonostante di base approvi quanto hai scritto, credo che questa sia una questione un po spinosa… insomma, su un problema di carattere tecnico, come l’uso o meno del titanio per gli shuttle, il ragionamento file: decide chi ha le competenze necessarie.
    Tuttavia su altri problemi, chi è che decide quali siano le competenze necessarie? potresti rispondermi “è ovvio quali siano, l’argomento trattato è questo, quindi le conoscenze sono quelle collegate all’atgomento stesso”. Nulla di piu giusto, ma un cattolico potrebbe ribattere che le competenze necessarie sull’interruzione di gravidanza, per esempio, sono sapere cosa dio dice riguardo alla vita e quando la si puo considerare vita.
    é chiaro che chi vota, sia in un referendum che durante le elezioni così come in qualsiasi altro tipo di votazione, dovrebbe informarsi sull’argomento, cosa che non accade quasi mai perchè l’uomo spesso invece di ragionare preferisce affidarsi ad una personalità forte da seguire. Ma quali siano le competenze necessarie su questioni che vanno a toccare la sfera emotiva/irrazionale delle persone è difficile stabilirlo al di là dell’aspetto puramente tecnico.

    1. Se un religioso può provare che la conoscienza di Dio (e la sua esistenza prima ancora) è necessaria per comprendere i meccanismi della fecondazione assistita, ben venga. Se è possibile dimostrare che esiste un’entità ultraterrena che ci tiene a quello che facciamo e che ci punirà se facciamo ciò che non vuole, allora mi sembra giustissimo tenere in considerazione l’opinione di questa entità quando si prendono certe scelte.
      PS: ovviamente se non può provarlo rimarrà confinato nel numeroso insieme di quelli che non possono far altro che “attaccarsi al cazzo”

  2. Sticazzi,, insomma. Se un farmaco funziona voglio sentirmelo dire da chi lo sperimenta, non da chi ci spera. Altrimenti si torna al pensiero magico.
    Sarebbe BELLISSIMO poter eliminare la sperimentazione animale.
    Ma, a quanto ne so, e NESSUNO mi ha mai portato una prova definitiva a sostegno del contrario, NON SI PUO’.
    Dunque si possono migliorare le norme che regolano come vengono trattati gli animali, ci si può impuntare affinché vengano fatti controlli, si può fare il culo a dadini a chi infrange quelle leggi, ma non si può ABOLIRE l’unico strumento funzionante di ricerca sui farmaci; le alternative (per ora complementari) vanno studiate, incrementate, ma – per ora – non bastano.
    “La botte piena e la moglie ubriaca” è un proverbio, la realtà è altro. E il fatto che tutto sia possibile è un mito psicologico che si supera durante l’adolescenza. Insomma, torno all’incipit…
    Sticazzi.

  3. La differenza tra l’una e l’altra questione è che mentre il problema del materiale della navicella coinvolge solo conoscenze tecnico-scientifiche, quella sulla sperimentazione animale coinvolge l’emotività della gente. E l’emozione, il sentimento, è una caratteristica umana di cui nessuno riesce veramente a liberarsi (qualcuno c’ha provato durante la seconda guerra mondiale, si chiamava Hitler) e che quindi non possiamo trascurare. Il sentimento si lega all’etica e alla morale, due cosine parecchio noiose perché sono la voce della nostra coscienza, che dice alla maggior parte di noi cosa è giusto fare e non fare.

    1. A dire il vero il problema della navicella è anche un problema etico, perchè se per estrarre quella data materia prima devo devastare un pezzo di foresta dove abitava una tribù di aborigeni, ci dovrebbe essere anche un certo livello di emotività da parte delle persone.
      Il punto è che, se il “tecnico” decide che è indispensabile usare quella materia, o non si costruisce la navicella o si devasta la foresta e la tribù aborigena.
      Allo stesso modo, se il “tecnico” decide che sperimentare sugli animali è indispensabile (ai fini di una determinata ricerca), allora o smettiamo di sperimentare o si usano gli animali.
      Non possiamo però mettere in dubbio l’utilità intrinseca della sperimentazione sugli animali (stesso dicasi per OGM, fecondazione assistita e altro).
      Sempre più spesso ho sentito dire: “la sperimentazione sugli animali è inutile!” o “gli OGM fanno male!” da gente che non aveva le capacità per esprimere un giudizio del genere.
      Per dire se una cosa è etica o meno bisogna soppesare pro e contro, ma la maggior parte della gete non è in grado di comprendere i pro e i contro di questi argomenti. O, meglio, comprende solo i contro, perché i contro derivano dall’emotività, mentre i pro derivano dalla logica. Per questo non si può chiedere alla “gente” di esprimersi su temi di questo tipo.

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