La dura posizione del prete

Don Alberto Barin arrestato per violenza sessuale continuata e pluriaggravata.

e grazie al cazzo

Come dire, fuori un altro.

Ma per quanto E grazie al cazzo! sia una rubrica che tratta di disarmanti ovvietà, questa volta la notizia c’è: gli abusi avvenivano per una concussione totalmente slegata dalla paura di una eterna vita di dannazione.
La dannazione sarebbe invece arrivata nella vita che i carcerati concussi avrebbero continuato a fare all’interno del carcere.

Il buon puttaniere, o pastore, come amano definirsi, sfruttava la sua posizione all’interno della struttura carceraria per elargire favori a quei giovani carcerati stranieri disposti ad elargirgli il culo nella posizione preferita.

Negli articoli dei vari quotidiani troviamo però un po’ di malafede da parte dei giornalisti, voglio dire, anch’io per una nigeriana non spenderei più dell’equivalente di qualche pacchetto di sigarette.
Per i migliori invece il buon Alberto riservava una buona parola sulla scarcerazione, dandogli poi appuntamento nel suo studio all’esterno della struttura. Salvificando due buoni concetti del mercato: “cliente soddisfatto torna sempre” e “tanto pagare, tanto valere”. Più una roba da ebrei, ma questa è la secolarizzazione.

Stupite le guardie del carcere, alle quali dava consigli sul matrimonio. Un dubbio però, quando consigliava “sputa sull’ano non sulla cappella, che è lì che sfrega. E alla fine sfilalo lentamente, onde evitare problemi”, avrebbe dovuto sorgere.

Il problema non è tanto che i preti vivano una forte anomalia sessuale, il problema è doverlo dimostrare un caso alla volta, generalmente con l’impiego di notevoli risorse in termini di esche (bimbi, carcerati, disabili…) e investigatori.
Quante mani ci dobbiamo bruciare prima di dimostrare che il fuoco scotti?
“Ma pure tutte, finché non son le mie”, risponderanno i più, e così è.

In questo quadro comunque prende posizione migliore la dichiarazione di Vendola durante il dibattito per le primarie: la sua figura di riferimento è il Cardinal Martini. Chissà che consigli!

A proposito di posizioni chiare infine, l’idea è che forse il catechismo dovrebbe solamente essere più chiaro sul concetto di “posizione del missionario”.

In fondo, se seguissero almeno il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso”, ci sarebbero più seghe e meno inculate.

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