Questo bimbo a chi lo do?

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30 anni all’uomo che uccise il figlio di 16 mesi.

e grazie al cazzo!

Sebbene appaia come una sproporzione matematica.

Tratterò questo argomento con la leggerezza consentita solamente a chi figli non ne sta crescendo, quindi tappatevi pure gli occhi, tanto, se vivete in Italia, sarete abituati.

A seguito dell’avvenimento (con conseguente condanna) l’uomo di 26 anni (ehi, avete notato come un 26enne passi da ragazzo a uomo nello stesso tempo in cui si passa da vittima a carnefice? Ecco quand’è che si diventa grandi! Giornalai…), è stato sottoposto a perizia psichiatrica.

E grazie al cazzo!

Osserveranno nuovamente i miei attenti lettori. Ogni volta che ci scappa un bue dalla stalla, o un bimbo nel fiume, è presto trovato il momento di chiudere la stalla, o fare una perizia psichiatrica. E veniamo al punto.

Siamo sicuri, rispetto alle difficoltà nella gestione responsabile delle risorse, che in un mondo sempre più gravemente sovrappopolato, ci sia ancora la necessità di lasciar fare figli a caso a gente qualsiasi?

Considerando per giunta l’aggravante del valore fisso dell’intelligenza all’aumentare dei cervelli presenti, come ci mostra questo documentario, la cui visione completa consiglio vivamente a tutti, è davvero il caso di lamentarci, stupirci e applicare finte riparazioni, quando accadono cose del genere?

Certamente una civiltà in cui qualche altra persona, ente o struttura abbia potere decisionale sulla facoltà privata di avere una prole, sfiora le fantasie asimoviane, ma visti i risultati, almeno un paio di prove ai futuri genitori le chiederei. Voglio dire, in Giappone pare sia necessario dimostrare di avere un posto in cui parcheggiare per potersi comprare un’auto. E spingerei, conscio di non essere l’unico a pensarlo, sull’educazione comunitaria, civica se volete, ponendo quasi l’intero tempo dedicato all’educazione dei bimbi in mano alla società che dovrà sopportarli per la maggior parte del tempo futuro, quando faranno tutte quelle cazzate che normalmente gli sono concesse da genitori male. O genitori bene che da qualche parte hanno comunque scazzato di brutto (come dicono i giovani bene).

Se vogliamo invece rimanere ancorati alla posizione “il figlio è mio e me lo gestisco io”, be’, teniamoci anche questi risultati, che, detto fra noi, sono praticamente un pazzo e un probabile cristiano instabile in meno in circolazione. Rimane a piede libero la madre che comunque, con uno così, un figlio ce l’ha fatto, e pure a lei, se non la libertà, toglierei almeno la patente per riprodursi, che non deve certo avere un patrimonio d’insegnamento da tramandare.

In tutto questo avrete trovato, oltre la mia bimbofobia (non è vero, non è fobia, è che mi stanno sulle scatole in anticipo rispetto a quando mi staranno sul cazzo da grandi), una serie di buchi, di carenze, a livello sociale, ossia una certa incapacità (ormai mancanza di volontà), di gestire le famiglie, i ragazzi, l’educazione e, quindi, il nostro futuro.

Oh, ma tranquilli, ora si fanno le primarie, vedrete voi!

[D.C.]

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