Il pacco del mattone

Crollo del mercato immobiliare.

e grazie al cazzo!

Avrei potuto intervenire sui 22 milioni di euro in beni sequestrati a seguito degli ultimi arresti nella pubblica amministrazione ma, sebbene mi sarebbe piaciuto vomitare un po’ d’astio e di giusta ira sulla nuova serie di nomi coinvolti, evidenzio invece uno degli aspetti su cui questa filosofia sta avendo effetto. Un aspetto sagacemente portato alle cronache dalle statistiche ISTAT e altrettanto acutamente titolato dall’ANSA.

Ora, che le proporzioni tra gli spicci intascati e il costo di un tetto per la propria testa siano equiparabili alla famosa quanto romantica storia tra l’elefante e la formichina, credo sia piuttosto evidente, soprattutto per chi abbia provato a mettere in relazione diretta i due elementi. Quindi la sorpresa nel leggere che nell’ultimo anno le richieste di finanziamenti a scopo immobiliare siano calati di oltre il 40%, sta nel considerare che c’è ancora gente in grado di affrontare una spesa del genere. Anche se lo stupore può mitigarsi nel considerare i passaggi di proprietà di locali commerciali (spesso dalla vita sempre più breve), l’utilizzo di piccoli immobili come moneta di scambio in certi ambiti, le vincite d’immobili al gioco d’azzardo e qualche semplice trasferimento abitativo.

In un sistema fallace e fallato come quello costituito sulle solide basi di una filosofia economica, egoistico-parassitaria, consumistica e materiale, per di più corrotta, è facile accettare dei vuoti logici come l’accatastamento (per rimanere in tema) di proprietà immobiliari da parte di vere e proprie organizzazioni criminali come “quelli vestiti strani che non pagano l’IMU”, “quelli vestiti per bene che pagano l’IMU con i soldi intascati dall’IMU del volgo”, “quelli vestiti a piacere che potrebbero o meno pagare l’IMU a seconda che gli si consenta o meno di farlo in vite umane” e “quelli con i generi in parlamento senza voti che le proprietà immobiliari le crea”. Questo mentre diviene sempre più normale pensare che, anche in maniera statisticamente corretta, a noi non debba spettare niente, andando serenamente incontro a banalissimi problemi di ordine sociale e civile che non avremmo avuto nemmeno mille anni fa.

Certamente la crisi è il momento in cui l’umanità ha la possibilità di offrire il meglio di sé.

Ed eccoci qui, dove il meglio che possiamo offrire è la crisi.

Intanto leggiamo degli ultimi 22 milioni di euro in beni sequestrati mentre ci arrabattiamo per pagare il prossimo affitto in un impeto di normalità in grado di sconvolgere persino l’italiano medio.

Sappiamo che ci sono zone d’Italia in cui non è conveniente uscire di casa per il rischio che questa venga rubata, case popolari, case occupate, stabili di “il posto è di chi ci sta dentro”. Dev’essere successo questo, siamo usciti dal parlamento e, quando abbiamo provato a rientrare, era già tutto occupato, e chi ci sta adesso non ne uscirà mai, perché sa che in giro è pieno di ladri, che se ti prendono il posto, non lo lasciano più.

Ce ne stiamo così, in mezzo a una strada col naso all’insù, aspettando che qualcuno ci apra, o esca, o almeno ci lanci un paio d’avanzi. Intanto un tizio s’avvicina, ci offre un pacco ad un prezzo irrinunciabile
– C’è il mattone, vero?
– Ma si pazz’, facio truffe emmica miracule.

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