Ricollocazione del personale

“Chi non crede nel demonio non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù, all’inferno ci vai tu.
(K. J. Wojtyła)
Poco dopo il casino della benedizione alla Kadaga, l’ufficio stampa del Vaticano inizia a agitare le braccine smentendo o correggendo o giustificando, probabilmente ignorando che la notizia era stata riportata con dovizia di particolari dal sito ufficiale del parlamento ugandese, che titolava chiaramente “Speaker Kadaga receives blessings from the Pope”.
Com’è come non è, almeno i fedeli sono tranquilli: quando il cervello lo usi a intermittenza, è più facile che un “non era vero, buuu” detto con convinzione dalle alte sfere ecclesiastiche ti convinca che no, non è vero che il papa ha qualcosa contro i gay.
Sospirone di sollievo.
Poche dopo, però viene fuori che un prete ricercato dall’interpol per crimini contro l’umanità dice messa vicino Parma.
Qual è il punto? Questo: stare nell’ufficio stampa del vaticano è un cazzo di lavoraccio.
messicoEh sì. E due. Dopo Ruthiunza, arriva Reverberi, un anziano parroco che qualche tempo fa aveva giurato in tribunale di non saper nulla di desaparecidos o torture a San Rafael, in Argentina.
Peccato che poi sia venuto fuori che a San Rafael la dittatura militare di Jorge Videla ha fatto i peggio troiai e che pare che don Franco Reverberi fosse lì, ad assistere di persona alle torture, non solo senza denunciarle ma tacendo espressamente quando interrogato in merito.
Ovviamente il prete di Sorbolo nega.
Purtroppo per lui, diversi testimoni, fra cui alcuni responsabili diretti dei crimini della dittatura lo accusano: era presente alle torture. E così l’interpol cerca proprio lui, per interrogarlo di nuovo e magari processarlo come complice o fiancheggiatore.
Ok, domani ce lo saremo scordato, il papa avrà detto qualcosa di strano o crudele o campato in aria, ci sarà un nuovo scandalo, altri preti coinvolti in crimini di guerra, o in reati sessuali, o in scandali bancari, o in episodi di razzismo o discriminazione, ma sempre niente che un paio di colpi di vanga e una ricollocazione del personale non possano risolvere: il prete entra nel confessionale, sim sala bim, e ce lo ritroviamo altrove, sempre se lo ritroviamo.
Ad ammazzare, stuprare, truffare e, ovviamente, a dirci cosa fare, che loro sanno cosa è giusto, e cosa no.
[M.V.] 
 
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2 thoughts on “Ricollocazione del personale

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