Nessuno tocchi Uno

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Edizione speciale della rubrica:

Bennato canta Grillo e i grillini lo aggrediscono.

E grazie al cazzo!

Maometto non si può disegnare, Grillo non si può criticare. Ognuno ha le sue regole.

Oh, è democrazia, se ‘r popolo dice ammazzate, te devi ammazza’.

Mi ero ripromesso di no, ma.
Siamo alla chiusura della campagna elettorale, due parole ce le mettiamo, giusto per chiarire. Anche perché mi sono accorto che, dopo i due coglioni che mi sono fatto per stare appresso a Beppe, sono l’unico che che non abbia ancora scritto un pezzo sul Grillosauron (“un urlo per trovarli, un urlo per ghermirli e nel buio incatenarli”, che parla solo per Bocca di Sauron, vede solo attraverso l’Occhio di Sauron e comanda una moltitudine di creature sbavanti dal dubbio intelletto).

Al di là delle fin troppo evidenti analogie tra M5S e il Fascismo (dai discorsi dei protagonisti alla funzione del movimento, praticamente tutto tranne i ricci del leader), al di là del tifo cieco tipico di chi prende posizione in Italia (paese di chiese e lotterie, in cui la ragione è qualcosa che si ha solo quando qualcun’altro pretenderebbe di averne di più), al di là delle pessime gestioni, delle simpatie personali, del momento drammatico… questo.
Questo è il motore del cambiamento.

“Voto Grillo per cambiare questa merda”.

Ora, se in sostituzione del solito “panino alla merda senza pane” potessi scegliere altro, cercherei di evitare la tagliata di stronzo. Se mi passate la metafora del pane.

Per ogni Travaglio, che utilizzerà metà del proprio voto per Grillo tentando un’argomentazione senza negare gli evidenti difetti, ci sono migliaia di “questi qua”.

Queste sono le persone, anzi “la gente”, a cavallo fra massa e folla, cavalcando un’ira a caso, rivolta contro tutti fuorché contro i primi responsabili dello stato di abbandono del paese: loro stessi.

E’ gente che probabilmente non ha mai alzato un dito per la vita politica del paese e per la sua gestione, anzi sicuramente, che altrimenti sarebbero già impegnati in qualcosa che certamente non vorrebbero veder distrutto dall’arrivo degli “sfasciamo tutto” e “arrendetevi e non vi sarà fatto alcun male”. Gente vile che fino ad oggi ha taciuto, mentre ora “forte del numero” si permette di liberare con umana ipocrisia la propria violenza animale. Un po’ come quei tifosi che vanno allo stadio per menare le mani, o come gli amici di Casa Pound che vanno ai concerti con cinghie e coltelli.
In compagnia si può.

Be’, in questa compagnia, io, non ci voglio stare.

Perché sebbene io, come chiunque che non goda di favori di qualche politico pappone, abbia una forte e decisa voglia di cambiamento, pretendo di cambiare in meglio. E dato che, come ci ripetiamo con un caro amico, il pesce puzza dai piedi, la prima cosa da fare è lavare i piedi al pesce.

Tutti a casa. Sono d’accordo. A casa i ladri, a casa i violenti, a casa gli idioti, a casa i vili, a casa gli ipocriti, a casa gli infami.
I rimanenti possono uscire e andare a votare.

Questo. Questo sarebbe il vero cambiamento, il vero “tutti a casa”.

La differenza fra “uno contro tutti e tutti contro uno” e “uno per tutti e tutti per uno”.

Perché se dobbiamo guardarci le spalle, non possiamo vedere dove stiamo andando.

E via via con tutte le banalità, leggendarie banalità delle quali comincio ad essere nostalgico, soverchiato da enormità e assurdità come non se ne può più.

La speranza è che i nuovi eletti siano, nella loro incapacità, distanti dall’elettorato e vicini a fare bene quello che non sanno fare. Insomma, che diventino più simili ai vecchi.

Per i vecchi… per i vecchi non c’è speranza, li conosciamo, quindi non fatemi il cruccio di non averne parlato, ne parliamo ogni settimana, li conosciamo, non ci stupiamo più di dei loro comportamenti, per ora, semplicemente, non li votiamo. Sulla fiducia, per tanto, non votiamo nemmeno i prossimi.

[D.C.]

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2 comments

  1. Commento. Giusto e opportuno censurare moralmente i commenti che vogliono solo gratuitamente insultare. Da una parte e dall’altra. Per quello che valgono poi, certi commenti, non varrebbe neanche la pena di perder tempo a indignarsene. Il cretino che commenta a vanvera c’è sempre. C’è quello che, nel riquadro che hai postato, ha scritto ‘Bennato Vattena a f… nell’isola che non c’è’ utilizzando però anche una certa dose di ironia. Ma alla fine anche questo commento, seppur non esprimente una seria argomentazione, è comunque un’opinione. Per farti capire che intendo, quello che tu hai scritto lo sottoscrivo perfettamente nel momento che Bennato denuncia un attacco per esempio ‘fisico’ alla sua persona. Allora sarebbe fascismo. Ma criticare, anche pesantemente, cavolo, è un cavolo di diritto. E Bennato se lo deve aspettare, se scrive una canzone che tendenzialmente può essere percepita come un ‘endorsment’ alla vecchia classe politica, che non ha al momento un grand appeal. Insomma mica per forza bisogna dirgli bravo. Questo è un riquadro tra l’altro che fa vedere qualche commento, poco rappresentativo credo, in generale. Invece queste critiche, seppur non educate, a te suggeriscono questo: ” E’ gente che probabilmente non ha mai alzato un dito per la vita politica del paese e per la sua gestione, anzi sicuramente, che altrimenti sarebbero già impegnati in qualcosa che certamente non vorrebbero veder distrutto dall’arrivo degli “sfasciamo tutto” e “arrendetevi e non vi sarà fatto alcun male”. Gente vile che fino ad oggi ha taciuto, mentre ora “forte del numero” si permette di liberare con umana ipocrisia la propria violenza animale. Un po’ come quei tifosi che vanno allo stadio per menare le mani, o come gli amici di Casa Pound che vanno ai concerti con cinghie e coltelli.
    In compagnia si può.”
    Non ti sembra un tantinello eccessivo?
    Ciao

    1. So come da me sia normale aspettarsi un grado di imbecillità in meno di questa gente, ed è giusto chiederlo.
      Ma cosa conta?
      Cioè, là dove è normale che scoprire i difetti del “nuovo che avanza” sia un buon motivo per essere brutalmente aggrediti e tacciati di connivenza con il “vecchio che dev’essere spazzato via ad ogni costo”, a cosa serve che io edulcori la valutazione cotanti individui?

      Mi sembra un tantino eccessivo?
      Va, ne conosco di persone che non alzerebbero mai una mano, ma esultano quando qualcuno lo fa al posto loro, che non urlerebbero mai un “vaffanculo” per paura di ripercussioni personali, ma sono pronti a tifare per chiunque dovesse farlo al posto loro.

      Se ‘sta gente volesse un paese migliore, inizierebbe da comportamenti personali migliori, dal terreno dell’ignoranza, della violenza e dell’imbecillità non nasceranno mai frutti di intelligenza, saggezza e bontà.

      Invece continueranno, come gran parte degli italiani, ad essere indulgenti con sé stessi e carogne con il prossimo, così per sé, così per Beppe,
      Ecco perché quella violenza è “normale”, “tollerabile”, “giustificata”, mentre il mio evidenziarla è “un tantino eccessivo”.
      Se dovessimo eliminare tutto il “tantino eccessivo”, non avremmo certo un partito nato dal “vaffanculo” no?

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