Non sei tu, siamo noi.

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tupperwaste

Prima o poi succede a tutti. In qualunque relazione d’amore penosa che si rispetti, a un certo punto arriva il momento topico, la tragedia greca, sintetizzata perfettamente in tre parole. Tre Terribili Parole. “Pausa di riflessione”. SBAM. E inizia il sudore freddo, il declino emotivo, si aprono gli scenari apocalittici, si batte la tremenda via del non ritorno. Basta, è tutto finito.

Ma quando è il Presidente della Repubblica a chiederti la pausa? Come si reagisce? Io l’ho presa male, poi ho fatto come al solito, cioè ho creduto al fatto che fosse in tremenda difficoltà, che un po’ s’era rotto anche il cazzo, poverino, che ha pure 88 anni ed è arrivato il momento che uno vuole solo andarsene in pensione signoramia, e allora è finita che m’è dispiaciuto anche per lui. D’altronde, Napolitano ha dovuto sopportare tragedie umane che io non augurerei nemmeno al mio peggior nemico. O forse sì.

Cosa poteva fare il nostro Giorgio? Immaginiamo per un attimo le piaghe che ha dovuto affrontare:

  1. Berlusconi che vuole la grande coalizione PDL-PD (LOL): siamo ormai abituati alle uscite simpaticissime del nostro amato Silvio, ma questa è senza dubbio la più divertente, a mio modesto avviso. Ma non tanto perché sarebbe davvero una pagliacciata; non perché gli elettori se li mangerebbero tutti vivi; non perché, se vogliamo essere ancora ottimisti e credere nelle ideologie, non c’entrano una minchia insieme. No, cerchiamo di essere pragmatici: perché durerebbero al massimo 24 ore, e voglio essere positiva. Se vogliamo poi aggiungere un’altra ipotesi possiamo metterci la sempreverde “c’ha ragione Beppe Grillo, sono tutti uguali, tutti a kasa!!1!1!”;
  2. Bersani che si trova di fronte Berlusconi che vuole l’orgia e Grillo che detta legge e riduce il suo programma politico a un unico semplice punto: dire NO sempre e comunque, per principio. Bersani che, in un impeto d’ottimismo, aveva anche deciso di presentarsi a chiedere la fiducia sperando nei soliti ribelli grillini (sì, quelli a cui ogni tanto parte il microchip e fanno di testa loro) ma poi, giustamente, ha rifatto un passo indietro. Senso di responsabilità? Strategia politica? Rottura di coglioni?;
  3. Grillo e i suoi profeti Crimi e Lombardi: quest’allegra combriccola di paranoici, che vuole mandare a casa la casta, i politici, i tecnici, i portaborse, gli imprenditori, i privilegiati, e che non si è mai posta il problema che, forse forse, il punto non è mandare a casa i vecchi della casta, ma gli incompetenti e i ladri ché sì, sono tanti, ma non tutti; i tre dell’apocalisse non scendono a compromessi, non dialogano, non cedono di un passo rispetto alle loro proposte (che ancora nessuno del M5S ha pensato fosse il caso di illustrarci). Hanno un’idea della democrazia alquanto discutibile che non presuppone il confronto, il dialogo, l’ascolto delle altrui proposte, la mediazione. No, ma sicuro è colpa nostra che siamo abituati male, vaffanculo;
  4. Monti: lui passerà alla storia come quello che ci ha ridonato credibilità a livello europeo ma contemporaneamente ci ha rovinato, ma anche per essersi montato un po’ la testa con la sua Scelta Cinica, con la campagna elettorale passata a dare del matto a Berlusconi, e il cagnolino della Bignardi. Poi l’abbiamo perso di vista, tanto che nessuno ha pensato che in realtà il governo Monti continui a sussistere nonostante i risultati elettorali ne abbiano chiaramente dichiarato il SUPERFAIL.
  5. Il martedì nero eterno: il crollo dei mercati, l’invasione dello spread, la morte nera, gli agenti della Borsa che ci assalgono in massa tipo zombie parade.

Dicevo: cosa poteva fare Napolitano? Il padre amorevole che cerca di far mettere d’accordo i figlioletti che litigano e, non riuscendoci, invece di prenderli a bastonate sui denti, come si dovrebbe, decide di portar loro via i giocattoli. Il discorso di Napolitano suonava più o meno così: “M’avite abboffat a’ uallera, mo’ ci penso io, jamme jà”.

Ed eccoci alla nomina dei “due gruppi ristretti di personalità” (eh no, Napolitano non ha mai detto “saggi”; lo so che ci siamo bruciati un sacco di battute ma dobbiamo accettarlo), forse giusto un tantino opinabile, sia per la presenza di certi personaggi, di cui avremmo fatto volentieri a meno, sia per i metodi adottati che hanno fatto incazzare un po’ tutti da destra a sinistra, da Nord a Sud.

Almeno per una volta siamo tutti d’accordo.

Intanto, in Europa ci hanno declassato da “democrazia” a “Italia, chi?

[S.T.]

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