Non è una questione di logica

“L’esistenza di Dio è per definizione inattingibile dalla mente umana, perché in caso contrario avremmo a che fare con un oggetto finito, e non con la dimensione infinita alla quale rimanda il termine Dio. Il concetto stesso di Dio non si può imprigionare con la ragione, non lo si può ridurre in cattività capendolo, e quindi non lo si può usare per giudicare quello che faccio.”
(M. Pozzi)
Quando il probabile futuro sindaco della capitale del mio Stato si premura di rilasciare un comunicato stampa per informarci di aver regalato al papa re una copia con dedica del suo libro “Harry Potter e l’Omofobo Discreto”, giusto per non rimanere troppo indietro rispetto al suo avversario, non riesco a esimermi dal tornare sul rapporto fra Stato e chiesa.
Volevo scrivere un pezzo sul buddismo, quello del profeta sorridente, della spiritualità illuminata e delle pulizie etniche, ma pazienza, ve lo sorbirete la prossima settimana.
Dopo la notizia della richiesta da parte del sindacato degli insegnanti di religione di avere più soldi, che lo sanno tutti che gli avvocati costano, m’è capitata sott’occhio la notizia che in Olanda si sta combattendo in questi giorni una battaglia per togliere lo stipendio statale agli insegnanti di religione delle scuole elementari.
E leggendo le due notizie, facendo un rapido ragionamento, ho scoperto qual è il punto, il nocciolo del problema, e non è una roba di razionalità e spiritualità. Ora, io non so come siano gli insegnanti di religione in Olanda, magari non stronzi come qualcuno dei nostri, ma quello che ho pensato su scuola e religione non è una questione di logica. Non stiamo parlando di cose come l’evidente contraddizione di far insegnare biologia a uno che crede sia inutile studiare l’origine della vita che c’ha già pensato uno millenni fa a dirci com’è andata
cercopiteco
o di far insegnare medicina a qualcuno che pensa che la volontà di una divinità stia sopra le opere e le capacità umane. E per divinità intendo ovviamente la divinità che opera miracoli “perché è buona”, e permette l’esistenza di malattie indicibilmente dolorose e terribili “perché è misteriosa”.
Non è una questione di logica, stavolta il discorso non c’entra col fatto che mi disgarba al cazzo l’idea che in una scuola pubblica vengano usati i miei soldi per insegnare storie di paesi lontani nel tempo e nello spazio piene, quando non di banalità, di odio e di cazzate; non è questo, e non è neanche il fatto che mi fa venire la diarrea al cervello l’idea che nelle scuole un’ora alla settimana remi contro il pensiero logico e vada a ingrassare le file di chi non ha bisogno di prove reali per credere a qualcosa, oggi un dio, domani un mago-santone, dopodomani un falso medico.
(leggetevi Padre Amorth che parla del suo lavoro. Un’intervista la cui lettura protegge dal demonio, ma che allo stesso tempo fa esplodere la tomba di Karl Popper)
Neanche questo: come dicevo, niente battaglia fra fede e ragione, stavolta, la faccenda è proprio più semplice: infatti, il giro d’affari legato all’insegnamento della religione nelle scuole è oltre un miliardo di euro. Una cifra che risolverebbe, per esempio, il problema del finanziamento della cassa integrazione.
Non è una questione di logica. E’ proprio una roba di soldi.
[M.V.]
 
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Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

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