No Tav Sì Awww

tupperwaste

Oggi ci spostiamo all’estero perché sta arrivando la torrida stagione e abbiamo tutti bisogno di una vacanza lontani dallo stress e dai LOL del Belpaese.

Come ben saprete, la vicina Turchia, in queste ultime settimane, è animata da grandi proteste organizzate da gente che evidentemente non sa che fare e abbraccia gli alberi. I soliti fricchettoni ambientalisti.

Il compagno Erdogan, amico del popolo e signore delle riforme democratiche, ha deciso di costruire un centro commerciale (sì, come quello freschissimo in cui ci piace spendere le nostre estati qui in Italia) in piazza Taksim, esattamente dove adesso è situato l’ormai famoso Gezi Park, considerato il polmone verde della Istanbul moderna.

Dunque, la domanda è: chi cavolo lo vuole un polmone verde? A cosa ci serve un polmone verde quando potremmo avere un centro commerciale? EH?

A parte che lo sanno tutti che è decisamente più pratico radere al suolo un bosco considerato inutile (cit.), e quindi non c’è motivo di fare tutte ‘ste storie per 600 alberi.  Recep v’ha detto che li piantiamo da un’altra parte, ma che vi frega.

Poi quello mi si incazza e fa bene a passare alle maniere forti. Ah turchi, pure noi in Italia c’abbiamo uno così aggressivo ma mica abbiamo fatto tutto ‘sto casino. Daje su, state calmi.

Cercate di capire: Erdogan è già fortemente adirato perché l’Europa l’ha bacchettato duro e lui ha risposto qualcosa come “MA CHI VE S’ENCULA?!” (scusate, il labiale era poco chiaro ma credo proprio di non esserci andata molto lontana con l’interpretazione). Ammetto che l’Europa abbia peccato un po’ di ottimismo in questa situazione, perché era palese che Recep avrebbe risposto in questo modo, non essendo la Turchia europea ed essendo noto all’universo tutto che i turchi possono fare un po’ quel cazzo che gli pare perché sono punk.

E sappiamo tutti che da punk a terrorista il passo è breve. Non so voi, ma quando ho letto le dichiarazioni di Erdogan, che sospetta ci sia un’organizzazione terroristica dietro il movimento di protesta, ho subito pensato ai No Tav.

Infatti risale a solo qualche mese fa la notizia dei servizi segreti (paura eh?) che avrebbero paventato un rischio terrorismo nelle lotte del movimento nostrano, il che è davvero LOL ma spiega perfettamente come vengano trattati i manifestanti No Tav – non dico da vent’anni perché non me lo ricordo – da quasi una decina d’anni, e soprattutto quale sia l’immagine che convenga mandare al grande pubblico.

Metti che ci affezioniamo pure a questi? No, meglio di no.

I media sono davvero strani. I giornali italiani hanno preso davvero a cuore queste lotte turche, sarà che i parchi in città son più belli di una valle imboscata lì in culo alla luna che chi cazzo lo sa dove sta la Val di Susa? Oppure sarà che con i No Tav i poliziotti non son poi così cattivi, boh.

E uno, giustamente, potrebbe obiettare: “Sì, ma c’è molto di più dietro la salvaguardia del parco: è una protesta politica, sociale, anticapitalista, una richiesta di democrazia…”, e un altro potrebbe rispondere: “E dietro il movimento No Tav non ci sono le stesse cose? Qual è la differenza tra i turchi e i No Tav? Perché lì il cattivone è Erdogan mentre qui i cattivi sono i manifestanti?”.

Piazza Taksim l’ha capito che non c’è alcuna distanza fra queste lotte; chi ci governa, invece, no, i giornalisti figuriamoci. A questo proposito, è di qualche giorno fa un appello ai media scritto da un giornalista italiano free lance che ha vissuto la piazza di Istanbul e che, tra tutti i punti elencati, ne ha indicato uno che trovo interessantissimo, specie perché è quello che più fa presa tra la gente che legge e si informa e, insomma, solidarizza con una causa piuttosto che un’altra: le fotografie.

Facendo un giro nell’internet cercando foto dei No Tav, la seconda cosa (la prima è “no tav alpini”) che mi salta fuori è un album dal nome evocativo “NO TAV VIOLENZE”.

Uno ci resta male. Davvero, non c’è neanche una foto pucciosa, come quelle di Gezi Park.

Chiaramente non sto delegittimando Piazza Taksim, anzi, è che mi fa molto ridere questa ricerca della foto superfica che, in un certo senso, renda più giusta la lotta dei manifestanti, le regali quest’aura di purezza e di innocenza.

Come se le motivazioni portate avanti a Istanbul e dai No Tav non fossero sufficienti a legittimare le lotte e a renderle belle e condivisibili perché giuste.

Oppure è che le lotte son sempre giustificate purché non a casa nostra? Un lacrimogeno a Parigi è più irritante di uno a Genova? I manifestanti stranieri son più buoni di quelli italiani?

Se, ad esempio, cercaste tra le immagini google “15 maggio 2011 Madrid” e “15 ottobre 2011 Roma”, parrebbe proprio di sì.

[S.T.]

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2 thoughts on “No Tav Sì Awww

  1. Ho cercato le immagini (il che dimostra, tra l’altro, che sono arrivato fino alla fine (o che ho iniziato a leggere il post dal basso)) con le chiavi che suggerisci tu e.. cavoli, impressionante! Comunque quello che scrivi è vero: è facile fraternizzare con i “idealisti” degli altri paesi, un po’ meno con i nostri. Sarebbe curioso sapere se vale anche al contrario (ero a Parigi, nel luglio del 2001, e la morte di Carlo Giuliani fu considerata assolutamente inaccettabile – in Italia stiamo ancora a discuterne…).

  2. Oppure che hai saltato mezzo post e hai letto solo l’ultima riga 😉
    Carlo Giuliani in Italia è considerato un teppistello drogato che quel giorno era lì per far casino. E, come lui, tutti quelli che solitamente fanno parte di movimenti e partecipano a proteste. Purtroppo è un problema culturale che non riusciamo a levarci di dosso. Forse dovremmo trovare nuove pratiche di “lotta” che riescano a unire persone appartenenti a diverse fazioni politiche, perché sicuramente continuare a pensare che sian solo i comunisti e gli anarchici quelli che scendono per strada mi sembra controproducente.

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