Cazzetti

La coppia reale sta pensando al nome del figlio.

E grazie al cazzo!

Davvero, ma a che cazzo devono pensare? In un mondo di pezzenti, mal ridotti, sottosviluppati, decerebrati, disabili emozionali, fisici ed intellettivi che ignorano qualsiasi tipo di reazione alla propria situazione di handicap, preoccupandosi piuttosto del figlio di un paio di “beati”, proprio ‘sti beati dovrebbero preoccuparsi d’altro?

Suvvia.

Avrei davvero voluto fare un bel discorso sul saluto del papa in Brasile:

“Grazie dell’accoglienza!”

“Grazie al cazzo!”

Semplice, inoppugnabile.

Avrei voluto parlare della relazione fra quoziente religioso e sottosviluppo sociale, disponibilità economiche e grandi eventi, etc. inanellando una serie di “e grazie al cazzo” da poterci campare di rendita (si fa per dire, mica faccio il papa).

E invece no, oggi viaggiamo in un’altra menomazione mentale. Quella dei cazzetti degli altri, quella in cui la gente che ha dei cazzi per il culo grossi come travi ma guarda con più gaudio ed interesse ai cazzetti tra le chiappe degli altri. (Almeno teniamo il tema religioso).

Perché diciamocelo, quelli degli altri fanno meno male e danno più soddisfazione, un po’ come se fossimo noi a metterli e levarli, anche se in realtà siamo influenti come un neurone nella testa di Borghezio (avrei potuto dire Esposito, ma ognuno ha il proprio Borghezio preferito). Ne conosco, anche parenti, che vivono una vita talmente pessima da preferirle qualsiasi cosa: le telenovelas, i litigi dei vicini, le dichiarazioni di Casini, reality show, il TG2, le puttanelle di Silvio, l’ultima del papa, l’ultima di Silvio, le puttanelle del papa, il fuorigioco di Quagliarella, Vespa e la Franzoni e il Royal Baby. Voyeurismo e surrogato esistenziale come nemmeno in Inception.

Tanti piccoli cazzetti lontani dal nostro culo, in realtà già ampiamente impegnato a trattenerne di tanti e di tali che è meglio non vederli, che se è vero che ci piace vedere una bella inculata, non siamo comunque pronti ad affrontare il sesso estremo.

Che poi è un po’ il motivo per cui tanti proprietari dei “cazzi nostri” diventano sempre più spregiudicati: non strilliamo nemmeno, non diamo più soddisfazione ai loro colpi di verga, e loro ci rimangono male, e spingono più forte, e spingono insieme, e noi niente, nemmeno un misero “sei dentro?”.

Però “oh, hai visto il figlio del principe? C’ha il cazzetto.”

[D.C.]

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