Don’t touch my gattini

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tupperwaste

Non ho mai pensato di essere una persona intelligente: forse molto curiosa, discretamente acculturata, ma intelligente oh, non esageriamo. Ché qui le responsabilità non vuole prendersele nessuno, figuriamoci io.

Però ci sono giorni in cui devo fare degli sforzi titanici, manco fossi Einstein, pensare con un solo neurone, scendere nei gradini più bassi dell’intelletto umano e scrivere la rubrica del martedì.

In questi giorni ne son successe di ogni, eventi che hanno scosso la vita politica comatosa di questo paese: l’epurazione della Biancofiore, Berlusconi che vuole andare a raccogliere la merda dei cani a parco Sempione, gente che per miracolo s’è ritrovata col culo sulla poltrona mentre schiacciava tasti a caso sul pc e non sa manco lei perché (un saluto caloroso ai grillini che mi seguono da casa, CIAO MITICI) e tragedie immense che non fanno ridere. No, non Selvaggia Lucarelli, intendo quella di Lampedusa.

Davvero, vorrei far diventare questo post qualcosa di davvero divertente, vorrei avere la leggerezza di Selvaggia che riesce a trasformare in gossip uno dei punti più bassi degli ultimi anni di politica italiana. E invece no, sarà che sono sanguigna, o biliare, qualcosa del genere, ma a me rode il culo parecchio e non mi diverto.

Sarò cinica o solo stronza, sicuramente, ma credo di aver assistito allo show più ipocrita e coglione da quando sono in vita. Funerali di stato in pompa magna per i 200 immigrati morti nel naufragio, cittadinanza italiana a tutte le vittime, minuti di silenzio ovunque, a scuola, negli uffici, negli stadi, nei cessi di casa. Dappertutto, perché il rispetto per la morte, i poveri negri che arrivano qui e crepano in mare, e siete razzisti e fate schifo al cazzo, no è colpa vostra, siete razzisti al contrario ecc. ecc. Il solito refrain che ci ha rotto i coglioni grandemente.

I soliti morti che son morti e diventano eroi, tanto ormai son morti, e i soliti vivi che son vivi, e quindi poveri stronzi, appunto perché ancora vivi, che manco il tempo di piangere e tac, denunciati per immigrazione clandestina col rischio di espulsione e di multe da 5.000 euro.

E questa è l’Italia. Da un lato ti piange e dall’altro c’hai già una mazza chiodata su per il culo.

Vorrei fermarmi qui, magari pubblicare un link a una qualsiasi cazzata di Povia o del nostro sempre prodigo compagno Matteo Salvini, una gif buffa o dei gattini. E invece no. Succede altro, succede molto altro.

Succede che l’evoluzionismo ha fallito e il mondo è in mano agli idioti e noi siamo qui, che assistiamo inermi al declino della civiltà.

Ma cosa è successo, vi chiederete, miei adorati lettori, per farmi crollare così tanto le speranze in basso che dalla mia finestra posso persino mandare un caro saluto al Trismegisto?

La prima notizia, dopo il minuto di silenzio – in cui eravamo tutti tristi e disperati ma anche un po’ contenti perché oh, ma dove cazzo li dovevamo mettere ‘sti 200 negri vivi che ci rubano il lavoro – ha subito fatto il giro del web fra gli haters, i leghisti ma soprattutto fra quelli adorabili esseri che compongono la famigerata categoria dei “io non sono razzista però”, A-DO-RA-BI-LI.

Ecco, amici, rivelata la verità: il barcone era pieno zeppo di stupratori. ECCO CHI FATE ENTRARE IN ITALIA VOI COMUNISTI!

Chiaramente, a questi idioti, non basta dire cazzate, perché le cazzate son come l’alcol per il fuoco e quindi più vedi che il fuoco si alimenta, più ti vien voglia di spruzzarci su altro alcol finché, speriamo, non ti dai fuoco, finalmente.

E allora daje che ce la prendiamo con la Boldrini (perché lavorava con l’UNHCR e quindi è amica dei negri) e, naturalmente, con la Kyenge (perché negra e amica più dei negri che dei bianchi, fatto inammissibile per il minus habens italico).

Ma adesso arriva il grande exploit: vi chiedo di sedervi perché non so se riuscirete a sopportare l’idea che, molto probabilmente, una di queste persone vi cammina o siede accanto, forse questa mattina le avete anche offerto il caffè, forse la amate, persino. Non resisterete alla voglia di ucciderla, o uccidere voi stessi per la vergogna.

Questo è il momento in cui la tragedia si compie, ormai è tutto scritto ma, alla fine, non ci saranno gli applausi perché la disperazione vincerà su tutto, anche sulla forza di muovere gli arti o di emettere suoni.

Adesso, immagino saprete bene dell’esistenza del giornale satirico “Lercio” e, se non lo conoscete, o avete gli amici sbagliati o credete sia un giornale vero e quindi, amici, adesso parlerò di voi.

Ebbene, qualche giorno fa è stato pubblicato quest’articolo dal titolo così assurdo che qualsiasi persona dotata di buonsenso avrebbe subito capito che trattavasi di scherzone.

E invece io ho così dannatamente fiducia nel genere umano, cristo.

La notizia ha fatto subito il giro del web e, vi giuro sulla cosa a cui tengo più al mondo (la mia connessione wifi), esistono umani che ci hanno creduto. VE LO GIURO.

Seguono citazioni di gente che purtroppo non ce la fa e che sicuramente ha anche un lavoro e una vita soddisfacente, probabilmente alleva anche dei figli e distruggerà il pianeta terra (gli eventuali errori grammaticali non saranno corretti per dovere di cronaca):

L’animalista poeta confuso sui regni naturali: “È lei la bestia assetata di sangue e gli animali son persone umane. Chi fa così male agli animali è mio nemico.”

Il possessivo omicida: “E io ti do il mio cane a te? Si però gli dico di sbranarti”

La “non sono razzista ma se il cane era più giovane forse forse…”:  “senti carissima lungi da me dall’essere razzista ma il mio cane te non lo tocchi…. è con me da 12 anni”

La pioniera: “ma a questa chi cavolo l’ha chiamata??!?!? odiosa!!!!! sempre odiata dal primo momento >.<”

Il nostalgico: Facciamola tornare a lavorare nei campi di cotone sta negra di merda .. Lei e tutta la sua razza di bastardi”

La tigre disgrafica da tastiera: NEGRA DI MERDA NON OSARE NEMMENO A PARLARE DI CANI E GATTI ALTRIMENTI FAI LA FINE DELLE POVERE SCIMMIE SOTTOPOSTE A TORTURE. LA GENTE PAGHEREBBE PER FARTI TORTURARE PER CUI STAIBMOLTO ATTENTA LURIDA TEOIA. NON CREDERE DI STAR AL SICURO!”

Termino la rassegna qui perché devo preparare le valigie.

Ciao a tutti, ci vediamo sul Sole, mi hanno detto i rettiliani che hanno appena trovato l’acqua. ❤

[S.T.]

 

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5 comments

  1. “Non ho mai pensato di essere una persona intelligente: forse molto curiosa, discretamente acculturata, ma intelligente oh, non esageriamo.”
    Sai che c’è? Generalmente si associa la capacità di capire e (quando si ha discreto talento) di fare satira, all’intelligenza, alla cultura e menate varie.
    Non è vero un cazzo, non è una cosa associabile a codeste capacità. Il punto cardine è il saper trascendere dal proprio gruppo sociale, inteso come “umanità”. È una condizione necessaria per poter godere appieno dell’arte, apprezzare l’insieme delle informazioni e il tono con cui vengono espresse, come in un tutt’uno e coglierne ogni sfumatura, soprattutto quelle surreali. Molta gente, alla lettura di un intero articolo satirico, preferisce carpirne il titolo che generalmente è più che provocatorio e interpretare, comportamento tipico di un critico, figura professionale che non ha capito un cazzo della vita. Mi complimento per te, dato che riesci ancora ad indignarti.

    1. Ma alla fine, secondo te, sono intelligente o no? 😉 Mi indigno stancamente ormai, più che altro mi dispiace suicidarmi e allora evito e mi limito a incazzarmi di tanto in tanto.

      1. Ben sapendo che della mia risposta non dovrebbe fregarti di meno, potrei dire di si… ma non credo agli attestati di intelligenza come test del quoziente intellettivo e puttanate varie, mi limito a constatare che sai ragionare de capoccia tua. Questo, nel contesto attuale globale, significa due cose: uno, avere un handicap; due, essere un emarginato. Ringraziami pure. 😀

  2. Uff ma anche tu… sempre a volerli difendere questi! Nella Genesi c’è scritto “Dio creò l’uomo a sua immagine/ a immagine di Dio lo creò/ maschio e femmina li creò”
    Capito? Qui non si parla di negri (o vuoi farmi credere che l’Onnipotente non sia bianco??!). Quindi lascino in pace i nostri animali e vadano a caccia di facoceri a casa loro..

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