E questo è quanto.

“Gl’indifferenti mi lasciano indifferente, ma di questo dovrebbe importarvi il giusto un cazzo.
(A. Moravia)
In queste ore, una notizia ha squassato il web, lasciando percossa e attonita la terra al nunzio, una roba malissimo che c’è gente che non ci ha dormito: Lapo Elkann, a scuola dai gesuiti, l’avrebbe preso a più riprese nel culo.

Per favore, guardate questo video.

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Avete appena visto: un palloncino pieno di quanto non me ne frega un cazzo.
Non solo: sarà che Lapo Elkann m’ispira la stessa empatia del cazzo di John Wayne Bobbit (non John Wayne Bobbit, proprio il suo cazzo da solo), ma mi pare assurdo che si parli così tanto e così diffusamente della “notizia”, messa in giro dalle Iene (sì, quei buffoni che hanno fatto scoppiare il caso Stamina facendo spendere allo stato una barca di soldi a vuoto), quando la stragrande maggioranza di abusi su minori passa sotto silenzio o quasi.

Vi ricordate la sposa-bambina violentata un mese fa? Dov’era? India? No, quella è di aprile, quella dopo. Yemen? Sì. Yemen. Ma anche Padova. Nel mezzo, nel mondo, chissà quante altre. O quanti altri, vittime di laici come di religiosi.

La differenza fra i primi e i secondi è che questi ultimi hanno una giustificazione pronta, visto che secondo loro a volte è anche, se non soprattutto, colpa dei bambini. ‘Sti stronzi.

E insomma, le tragedie son tragedie. Non so se la storia di Elkann sia vera, fra Lapo e Le Iene il livello di credibilità è quello che avrebbe Byoblu se scrivesse su Libero, ma trattandosi di una vicenda che non coinvolge sperimentazioni mediche concediamo loro il beneficio del dubbio. Però, se da un lato prendere l’equatore e metterlo in verticale percorre a malapena per metà la distanza che passa fra la terra e quanto non me ne frega un cazzo di Lapo Elkann, cerchiamo di fare attenzione a non gonfiare palloncini rispetto a tutti gli altri casi, quelli che non finiscono alle Iene.

Buona settimana, io vado a vomitare.

[M.V.]
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Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

4 thoughts on “E questo è quanto.

  1. Io farei qualche distinguo sul personaggio: beccato in un festino tra coca e travoni, uno dei rampolli della famiglia Agnelli, uno dei fantomatici “responsabili” del rinnovamento, del cambio di stile e di altre puttanate buone solo per Le Iene. A me pare tanto un tentativo di pararsi il culo e riabilitarsi davanti all’opinione pubblica, vista la fine che fanno i “dissidenti” della famiglia borghese più aristocratica d’Italia. I gesuiti, intanto, smentiscono che il soggetto abbia studiato in uno dei collegi dei gesuiti, nè in Italia, nè in Europa.

      • Appunto, mo te pare che al primo papa nero gli appioppano sta rogna? Me pare strano. Dubito fortemente anche del fatto in sè, mi sembra che Elkann cerchi di giustificare il fatto che gli piace il cazzo. L’indignazione è una cosa legata a quegli abusi, e lui tutto mi sembra fuorchè indignato. Da qualche parte ho letto una battuta calzante: “Lapo Elkann: da piccolo ho subito abusi… Mi dispiace, Lapo, adesso tira fuori la Ferrari dalla fontana.”
        Per quanto riguarda le Iene, è un discorso troppo lungo, ogni tanto devono pisciare fuori dal vaso per convincere la gente che sono una voce libera e fuori dal coro, invece del solito programma (di merda) utile come l’olio 31 in un caso di aids.

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