Fascisti.

“Noi non condividiamo il parere di coloro i quali intendono condannare ogni azione fascista sotto la generica condanna della violenza. Ci sono delle azioni in cui la violenza, anche se assume l’apparenza di aggressione, è in realtà una violenza difensiva, cioè legittima.”
(B. Mussolini)
 
Il fascismo è noto per lo squadrismo, la violenza, la repressione armata. Ma ovviamente non è che dall’oggi al domani i fascisti si son messi a dar manganellate in mezzo alla strada. Si sa che, all’epoca, la situazione era tesa: la popolazione era affamata, si erano verificati favoritismi nelle assegnazione delle commesse statali, che avevano portato a sprechi e a frequenti casi di corruzione. La crisi post-bellica aveva scaricato il suo soverchiante peso sulle fasce sociali più deboli, e il malcontento verso politici e industriali era alle stelle.
Fu così che, come spesso accade in tempi di crisi, iniziò a prendere piede una corrente politica nazionalista, antiparlamentare, resa ancor forte da una politica debole, una politica incapace di imporsi con gli alleati europei e di far fronte con polso alla situazione nazionale.
Il fascismo nacque come movimento, proponendo idee repubblicane, anticlericali  e antipolitiche. Anche quando si trasformò in partito, per partecipare attivamente alla vita politica del paese, il fascismo continuò ad ammantarsi di un’aura di superiorità, “noi siamo la soluzione”, facendo leva sulla partecipazione popolare pur lasciando in mano al Duce e ai suoi pochi, fidati collaboratori le redini del partito, le decisioni, il programma, la comunicazione. Quest’ultima fu molto importante fin da subito: prima di iniziare con le azioni squadriste vere e proprie, fatte di incendi, pestaggi e torture, i fascisti lavorarono sul piano della propaganda, con slogan demagogici che avessero presa sul disagio del popolo, e mettendo alla pubblica gogna con sberleffi e minacce chi non la pensava come loro.
I fascisti avevano il tipico atteggiamento narcisista di chi ha la giustizia dalla sua, di chi ha soluzioni facili a portata di mano, di chi pretende di essere diretta espressione della volontà del popolo.
I fascisti sono la soluzione alla corruzione. I fascisti sono il nuovo contro il vecchio, la virtù contro il vizio, la trasparenza contro il sotterfugio. Chi è contro il fascista è colluso con “gli altri”, tutti uguali, ed è per questo contro la nazione. E’ un nemico, e se non lo si può “educare”, lo si deve eliminare, in qualche modo: se non funziona la gogna, ci sono altri sistemi.
La strategia che usa il fascismo per tenere unita la base è tanto semplice quanto efficace. Tanto per incominciare, il Duce ha sempre ragione. Tutti indossano o mostrano i simboli di appartenenza al movimento, si fa gruppo, si fa squadra. I vertici hanno controllo assoluto sull’immagine pubblica del movimento, ma si ricorre spesso all’opinione del popolo come strumento di misurazione del consenso, pilotando alla bisogna – in modo più o meno sottile – le consultazioni: non tanto con brogli, quanto suggerendo con proclami e discorsi di piazza la linea da seguire. E se qualcuno non è d’accordo, alla gogna: si schedano gli oppositori, si isolano, si umiliano di fronte al popolo, in modo da minarne la credibilità. E se a far giustizia non ci pensa la folla, prima o poi una soluzione la si trova.
Gli avversari parlano di metodi eccessivi e squadristi? Feccia! Hanno fatto di peggio! Hanno rubato, vermi senza spina dorsale! Le loro donne sono puttane, i loro intellettuali dei vili, i loro capi dei criminali: sono morti, e come tali devono solo arrendersi.
Tutti a casa! Che si resti solo noi, col 100% dei consensi!
E venite a parlarmi di violenza? La violenza non è un male necessario: è necessaria, quindi è per forza un bene. I fasci sono qui, per ascoltare e incanalare l’odio e le urla del popolo ferito. E’ necessario. E’ giusto. I fascisti sanno qual è il bene, perché i fasci sono come te, e tu sei un fascista. Perché tu sei un fascista, vero? Non sarai mica uno di loro?
Siamo in guerra.
[M.V.]
PS: per stemperare, un gradevole giuoco di parole del maestro Sili.
petacci
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Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

5 thoughts on “Fascisti.

  1. Pingback: L’onestà andrà di moda. Ma magari un’altra volta. | non si sevizia un paperino

  2. ci siamo persi per strada i RAS e i militari che pestavano a morte i contadini e gl’operai in sciopero PRIMA della marcia su Roma, ma forse questa è un’altra storia papà castoro 😄

    • Che lo squadrismo sia stato comunque da subito violento è fuor di dubbio. Ma il primo squadrismo (soprattutto quello agrario) era assai meno “alla luce del sole”, le notizie locali circolavano più lentamente (o rimanevano circoscritte). Nella vita politica “aperta”, invece, si usavano altri mezzi.
      Sarebbe arduo riassumere tutto il fascismo in un post solo, addirittura fatica a farlo gente che ha a disposizione un intero blog dedicato…

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