S-Fottere

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“Tornerà” di moda il sesso virtuale.

E grazie al cazzo!

Finalmente si parla di un argomento che mi piace, non come quando devo scrivere del papa che ricicla un regalo, che poi se fa così non gli regalano più niente, e poi come la fa la carità alla Caritas? Coi soldi suoi? Capisco che il Vaticano rappresenti la chiesa di Cristo in terra e che quindi i cuori di quegli uomini siano talmente votati alla generosità da non lasciare spazio a nessun tipo di pianificazione o macchinazione politica, però un pensierino ce lo potrebbero fare, OGNI TANTO.

Comunque, si parla di sesso, che è il meglio che possa fare (parlarne, non il sesso), e scopro con piacere che La Repubblica (quella che fa le cazzate, non l’altra) (cioè, quella che le scrive) (cioè, quella che ci lavorano quelli che prendono delle cantonate imbarazzanti) (cioè, oh, va che titolo azzeccato ‘sta testata eh!), la Repubblica, dicevamo, annuncia il “ritorno” del sesso virtuale. Ora, magari gli era andata giù l’ADSL, comunque pare che il giornalista di turno abbia “riscoperto” una certa tendenza ad utilizzare la tecnologia per fini sessuali.

Mecojoni.

(Non volevo essere ripetitivo.)

In somma, il sesso virtuale è il nuovo sesso virtuale. Siamo troppo avanti.

Certamente esagero io nel ritenere che anche i carillon siano stati ideati per fini sessuali, ma la tecnologia… qualcuno sostiene che sia guidata dalle necessità belliche, ma io vi chiedo, secondo voi, i militari, a cosa puntano? Dico, ne avete mai incontrato uno per le strade della vostra città? Allora sapete di cosa parlo.

A sostegno della mia tesi mi permetto di riportare una citazione colta (almeno rispetto ai miei titoli ed esami): “[…] Se da internet togliessero tutta la pornografia rimarrebbe un solo sito chiamato ‘ridateci il porno’ […]”.

Mi stupisco quindi come quando a Natale scarto l’ennesimo portachiavi da parte di zia, nel momento in cui scivola giù la lista di attrezzature più o meno funzionali volte a far interagire più o meno disperati curiosi umani con le proprie parti intime. “Vibrazione” e “i-Phone” sono i termini che vanno per la maggiore, esaltate le ditte che fabbricano cover impermeabili.

Ma ci sono anche progetti più complessi, perché il sesso non è solo orgasmo:

163114191-210ac8b4-c4b7-4aba-b162-f563e5acbba7Anche terrore, evidentemente.

Ed in effetti al MIT il sociologo Sherry Turkle un dubbio se l’è fatto venire “bisogna rivalutare che un robot sia meglio di niente”. Ma se già gli animali sono meglio degli esseri umani e manco ci facciamo sesso (non più, o non tutti, almeno), figuriamoci un robot (purché non abbia l’aspetto di “signorina agghiacciante” di sopra. Anche se messe in conto le rotture di coglioni di una parnter reale, alla fin fine…).
Il professore però insiste con un concetto piuttosto semplice “Utilizzare un robot per aggirare i propri problemi di socializzazione è un metodo che risolve il vostro vero problema.”
“Col cazzo.” (al MIT ci tengono ad essere precisi).

A dispetto delle considerazioni sociologiche e psicopatologiche perrò, pare proprio che l’essere umano sia dunque tornato a ricorrere al sesso virtuale.

Alzi l’altra mano chi non ha mai smesso.

[D.C.]

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