E invece no.

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elezioniPrima, una passata veloce su una piccola grande vittoria su un piccolo grande indagato per truffa.

Elezioni a Vasto, Davide Vannoni prende TRE voti. Non so se posso sbilanciarmi con un ciucciami il cazzo, ovviamente ironico. Niente immunità, baby. Comincia a correre.

Adesso, le Europee. Direi che c’è un dato più che chiaro: il PD ha stravinto. Oltre ogni ragionevole dubbio, Renzi è riuscito nel malefico piano di convogliare sul PD il voto di tutti i moderati, sia tendenti a destra che a sinistra, i voti delle persone spaventate dall’anti-europeismo, dalla deriva anti-scientifica, dal populismo che diventa gogna e minaccia. Tsipras ce la fa per un soffio ma non convince, con una cartuccera di candidati che troppo spesso include -isti di vario tipo. La Lega – con Salvini che entra in cabina col tablet, mettendo a segno il match-point contro Povia nel campionato nazionale del QI a due cifre – si ferma al 6%. Berlusconi subisce il crollo che avrebbe dovuto subire anni fa. E non parlo delle occhiaie.
Se la vittoria di questo PD sia un bene o un male, è presto per dirlo, anche se – ricordiamolo – si tratta di una vittoria del PSE e non del PD tout court, una vittoria in Europa e non Italia. Paradossalmente chi ha spinto di più per rendere queste Europee uno specchio del voto nazionale si è ritrovato a lanciare un boomerang piuttosto pesante, uno di quelli che dopo che l’hai lanciato c’è uno stronzo che ti chiama e tu ti volti mentre il boomerang torna impietoso mirando alla tua testa. O forse più in basso. Ognuno si faccia il filmino che preferisce.

La sinistra-sinistra, con mio sommo dispiacere, si trova ad arrancare, depredata di una fetta consistente di voti dal timore della deriva fascistoide che già si è affermata in altri paesi, con un’Inghilterra e una Francia che fanno quasi paura, e incapace di canalizzare il malumore della gente, ormai appannaggio di altri.

Renzi finora si era sottratto alla sfida elettorale, attirandosi meritate accuse d’incoerenza da parte degli avversari. Alla prova del voto, però, il suo scheramento sfonda il 40%. Siamo forse di fronte a una specie di Margherita che funziona? Ok, qualsiasi cosa priva di Rutelli funziona meglio di tutto, forse devo cambiare domanda: siamo di fronte a una Democrazia Cristiana con la sfumatura a sinistra? Chissà. Se prevarranno i giochetti politici tipici della DC o il senso della responsabilità che si si aspetta da una left-wing aggiornata al 2014 ce lo diranno i prossimi mesi: c’è da vedere innanzi tutto se Renzi forzerà la mano per andare subito alle elezioni per sfruttare il successo (mossa “politica” ma poco responsabile), oppure se incasserà il risultato e proseguirà sulla propria strada.

Rimarrebbe da analizzare un’ultima forza politica, ma davvero vogliamo fermarci a parlare di uno schieramento già morto? Di un partito che, al di là delle dichiarazioni pre-elettorali, non aveva chiaramente speranza? Vogliamo davvero parlare di Mario Monti?

Ah, no, scusate, non parlavate di Scelta Civica. Parlavate di Grillo. Ma a lui e al suo hashtag ho già dedicato il titolo del post. Direi che basta così: non mi piace infierire.

[M.V.]

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