L’inculata di Don Matteo

I politici fanno i paraculi per incularci.

Ero lì a farmi i cazzi miei, come nelle due ultime settimane, quando alla fine della partita di calcio tra cioccolatai e chierichetti, mi è partito un TG flash riportandomi di colpo ad una realtà che avevo gradevolmente riposto in quel posto in cui di solito la gente tiene il cervello.

Nel culo.

L’allenatore degli USA Jurgen Klinsmann saluta i mondiali dopo la sconfitta ai supplementari contro il Belgio. “E’ andata com’è andata, amen.” Ha dichiarato ai giornalisti.

Fatto sta che al TG ho sentito Renzi che paraculava chiedendo consiglio ai giornalisti sulla regolamentazione delle intercettazioni, agli avvocati sulla riforma della giustizia, al pubblico sull’amministrazione, ai senatori sull’immunità… un continuo fingere di accontentare tutti, accontentando ovviamente solo quelli di cui non si può fare a meno per restare lì e governare, alla guida del paese, oneri e onori.

Qualche giornalaio lo chiama inciucio, per chiunque che si sia sfilato il cervello dal culo si chiama diplomazia, o, se vogliamo, in termini più ampi, democrazia.

Quella democrazia che proprio non va giù invece a Grillo che, seduto accanto al suo alleato fascista antieuropeo, riesce a perdere credibilità ad ogni sbadiglio. In particolare si parlava della protesta dei fascisti antieuropei (sempre seduti nel parlamento europeo s’intende) che hanno dato le spalle all’inno alla gioia, protesta alla quale i grillini non hanno partecipato e che per coerenza invece Grillo ha fortemente sostenuto inveendo contro quell’inno “usato da Hitler”. Wow, politica del cambiamento, ci mancava un partito con un leader così.

Ah, no.

Continuava poi sblaterando frasi sulla democrazia che non funziona stile Bossi post ictus, ma qui era lecito ridere. Ora, Grillo, a me piace l’idea che chi non la pensi come me debba semplicemente sparire dal mondo, o stare in silenzio al suo posto senza interferire, ma mi piace se il protagonista sono io, non tu. Tutto qui, è una questione personale, non politica.

Poi il TG continuava con Schulz, rieletto, era quello che mandò a fare in culo Silvio, non saprei, a me sta simpatico, stava simpatico a Beppe, prima che fosse in competizione per il potere, prima di iniziare a minacciarlo (sempre stile Bossi, ma con 17 pistola invece che con 300000 fucili). Così, Beppe, a me pare sempre quella storia di prima, cioè che chiunque non la pensi esattamente come te… sempre una cosa personale, ecco.

Poi c’era la nuova legge che impone la possibilità di pagamento tramite POS, che però non prevede sanzioni per i trasgressori, che dalle mie parti equivale a una pisciata nel Tevere. E poi la riforma del Senato che per quanto mi paresse concettualmente una puttanata è riuscita di fatto a risultare peggiore delle aspettative. Etc etc.

Così il sorriso di Don Matteo (Renzi, non Klinsmann) appariva ancor più come quello di Rocco che ti poggia una mano sulla spalla, e duole, e duole che l’altro cazzo, l’un cazzo che vale un cazzo, sia l’opportunità persa di usare lo strumento per fottere, invece che un cavicchio per aprire un nuovo buco per fotterci noi stessi. Di nuovo.

[D.C.]

 

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