La mia opinione su Israele

“La differenza tra il rivoluzionario e il terrorista risiede nella ragione per cui combatte. Io, tipo, ho un nobel per la pace. Come la mettiamo ora, cari i miei trabagài?
(Y. Arafat)

Ultimamente sui social network c’è quest’urgenza di dire la propria sulla questione palestinese, fino al limite di inveire contro la parte opposta, se necessario augurando la stessa morte che c’indigna quando colpisce lo schieramento per cui parteggiamo. Io, per mio conto, della questione palestinese non ho mai capito un cazzo. Mi avevano detto, ai bei tempi in cui facevo (un po’ di) politica attiva, che gli israeliani erano cattivi e i palestinesi perseguitati. Mi stava bene, era facile, e con la kefiah si cuccava.

In seguito ho provato a informarmi, imbattendomi nella storia della nascita dello stato di Israele. Intifada, OLP, Settembre Nero, Hamas e Al Fatah, crisi di Suez. Cose che credo siano difficili da capire se sei lì, figuriamoci da qui. Da qui la mia decisione di disinteressarmi del problema.

ficadigommaSì, lo so, è brutto, che c’è gente che muore. Ma io non so scegliere, per un mix d’ignoranza e di codice etico a cazzo di cane, fra uno stato che cannoneggia costantemente gli avversari incurante di mirare ai civili, che tanto è un loro diritto perché gliel’ha detto l’omino nel cervello, e un gruppo di integralisti che vorrebbe eliminare dalla faccia della terra la parte avversa perché gliel’ha detto l’omino nel cervello.

Una volta sono stato a Lampedusa. Non so se ci siete mai stati, è un’isola che unisce a un mare splendido un entroterra – se di entroterra si può parlare – fatto di sassi, terra arida e ciuffi d’erba secca. Mi hanno raccontato che anni fa è successo che alcuni abitanti dell’isola, per pochi lembi di terra vuota, delimitati da pietre che dividono il caldo nulla dall’arido niente, si siano presi a fucilate. Perché? “Perché sì”. Perché qui è mio.

Niente omino nel cervello, sia chiaro, ma con le dovute proporzioni sempre quello è: spararsi addosso perché “questo pezzo di sabbia e sassi è troppo piccolo per tutti e due”.

Vogliamo aggiungerci che siamo nel 2014 e ancora l’origine del conflitto attinge a piene mani da concetti come “diritto divino”, “popolo eletto” e “guerra santa”? Ma che opinione volete che abbia di una cosa del genere, se non essere contento matto che avvenga a migliaia di chilometri da dove vivo? Un sacco di cose orribili accadono lontanissimo, accadono abbastanza lontano perché io possa ignorarle, e non fare nulla se non un post del cazzo ogni tanto, una roba che aiuta chi ha bisogno quanto aiuterebbe mia nonna regalarle un vibratore. Fatevi due conti, sapendo che mia nonna è morta.

No, non ce l’ho con voi che condividete la vostra opinione, né voglio farvi la morale, anzi, tutto il contrario. Voglio fare coming out dicendo che la mia, di morale, fa schifo al cazzo: scrivo da un computer costruito da schiavi di un paese lontano, mangiando roba che i bambini di qualche paese lontano non potranno mai assaggiare, facendo girare un’economia che, temo, in qualche modo aiuta abitanti di paesi lontani a spararsi fra loro. Yay me.

E uno dei crucci che ho oggi è se spendere o meno 5 euro per comprare un videogioco indie su Steam, o se fare un abbonamento a Spotify, che mica è giusto non pagare per la musica.

Questo è. La mia opinione sulla striscia di Gaza, ma chi se la incula?

Nessuno. E meno male.

[M.V.]

 
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Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

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