Teste di cazzo.

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Hanno 20 e 21 anni, ed erano in Siria per seguire progetti umanitari.  Si occupano di sanità e acqua. Non so che tipe siano. Magari sono pure antipatiche. Sicuramente sono diverse da me: io non andrei mai a fare del bene in culo al mondo, né l’avrei fatto a 20 anni: sono una merda ora, figuriamoci quando non avevo neanche un cazzo da fare tutto il giorno.

Faccio fatica a mettermi nei panni delle due ragazze: sono mosso da ideali meno nobili, compio azioni meno altruiste, e soprattutto non ho la più pallida idea di quello che stanno passando. Quindi l’unica cosa che riesco a pensare è: speriamo che le rilascino. Che vada tutto bene. Hanno vent’anni, cazzo. Mi rendo conto però che sto ragionando per concetti estremamente semplici.

Qualcuno potrebbe però voler andare oltre. Prima ancora di pensare alla salvezza delle ragazze, potrebbe voler analizzare la situazione, dire la sua su altri aspetti della vicenda.

Qualcuno potrebbe dire che ehi, sono pazze. Andare a rischiare la pelle per veder morire dei bambini sotto le bombe nel tentativo di dare una mano a salvarne qualcuno. Che stupide, quando potrebbero semplicemente premere “mi piace” su qualche vignetta sarcastica contro la guerra.

Qualcuno potrebbe dire che oh, sono irresponsabili. Che poi le rapiscono e tocca pagare a noi l’eventuale riscatto. Insomma, i nostri marò sono ancora prigionieri, poverini, solo perché hanno ammazzato dei pescatori. Come si fa ad essere così insensibili? C’erano prima i marò. Le solite italiane che vogliono saltare la fila.

Qualcuno potrebbe dire che è una vergogna che lo Stato permetta ai propri cittadini di andare a lavorare o a fare volontariato dove c’è gente che muore, mentre qua da noi c’è da manifestare contro le unioni civili e il diritto ad interrompere una gravidanza.

Qualcuno potrebbe dirlo. E io potrei dire, per esempio, il mondo è anche pieno di teste di cazzo. Ma più che andare in Siria, tendono a scrivere su alcuni giornali.

[M.V.]

Edit: l’articolo è uscito il giorno stesso del rapimento delle due ragazze. Abbiamo ritenuto giusto dargli un seguito un po’ più ragionato qui, all’interno della rubrica Tupperwaste.

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25 comments

  1. Cit:”Insomma, i nostri marò sono ancora prigionieri, poverini, solo perché hanno ammazzato dei pescatori.”
    Errato. Il calibro non corrisponde, l’angolo di traettoria pure…e l’india per finire non ha giurisdizione sulle acque internazionali.
    Ma qualche TdC scrive anche sui blog

    1. Il punto non era quello, ma comunque… io ho cercato le perizie e le rilevazioni satellitari: le acque non erano nazionali ma neanche propriamente internazionali e le perizie balistiche sono discordanti, ma quelle che attualmente fanno fede sono a sfavore dei due militari. Che, ci tengo a precisare, spero vengano giudicati in modo equo e liberati (quando non risarciti) se, come spero, risulteranno innocenti.

      1. A dire il vero le acque erano internazionali per la maggior parte degli standard di diritto marittimo. Sono le autorità indiane che hanno volutamente interpretato estensivamente in modo da includere (forzatamente) il luogo del delitto.
        Ottimo post per il resto.

    2. Massimo: non ne so abbastanza di diritto internazionale per giudicare questi dettagli. Avevo letto che, essendo la Enrica Lexie nella zona contigua, essendo rientrata in porto, e trattandosi dell’omicidio di due indiani su una nave indiana, questa serie di elementi dava di fatto all’India la possibilità di rivendicare la giurisdizione, e la cosa mi è sembrata credibile. Ovviamente se qualcuno ha elementi da aggiungere, ben vengano: non è una gara a chi ha ragione, si tratta solo di capire cosa sta succedendo.

    3. Mi spiace ogni volta dover infrangere i sogni di chi parla a sproposito del caso dei marò, ma:

      a) Erano eccome acque nazionali, ovvero 20 miglia dalla costa di Kerala. Per il diritto nautico entro 24 miglia è considerata “zona contigua” e uno stato può far valere la propria giurisdizione.
      E questo dato è stato ottenuto col tracking del GPS della nave.

      b) Gli unici che parlano di “calibro discordante” e “traiettoria che non coincide” sono le riviste italiane che sfruttano questa vicenda per far la solita propaganda E tale Luigi di Stefano. Chi è Di Stefano? Un dirigente di casapound, senza uno straccio di titolo accademico o qualifica, che ha tirato su una perizia basata su FILMATI PRESI DA YOUTUBE, interviste dei Marò ai rotocalchi, informazioni fornite alla stampa dalle autorità stesse e così via, tant’è che è stato bellamente smerdato e le sue tesi vengono spinte ormai solo da quattro analfabeti in croce nei forum (oh, e su TGCOM)

      I periti indiani, quelli italiani inviati dal ministero e i legali stessi dei due marò affermano che sì, hanno sparato loro, che i proiettili che hanno ucciso quei due poveracci sono i loro, che la nave si trovava in zona contigua e quindi l’India era assolutamente autorizzata ad agire come ha agito.

      Di tutta questa vicenda fatta di demagogia e populismo destroso un tanto al chilo, nessuno che abbia pensato di prendersela con La Russa, che ha permesso che passasse una simpatica legge per cui dei militari italiani potessero essere arruolati su una NAVE PRIVATA, come fossero mercenari qualunque, creando un buco internazionale ingestibile, trasformando le nostre forze armate in mercenari e levando loro quel poco di dignità rimasta, oltre che le tutele

    1. Funk, un post su facebook non ferma un cazzo, e io non sono migliore di chi non fa nulla se non scrivere due cagate inutili. Non ce l’ho con chi fa così, è la scelta che ho fatto anche io: me ne sto a casa, davanti a un PC i cui pezzi sono probabilmente fabbricati nel terzo mondo da mezzi schiavi che non conosco, lavorando per fare cose futili per pochi “ricchi” (quali noi occidentali siamo). L’ho detto ancora meglio qui: https://nonsiseviziaunpaperino.com/2014/07/28/la-mia-opinione-su-israele/

      Nel post, se leggi, ce l’ho semplicemente con chi, di fronte a un episodio come questo, pensa prima a sbrodolare cazzate e poi al fatto che ci sono due ventenni, impreparate e sfortunate quanto vuoi, ma con una vita davanti, con affetti, amici, parenti preoccupati che rischiano la pelle. Anzi, c’è gente che augura loro di essere stuprate e uccise, “così imparano”. Ecco: per me queste sono grandi, enormi teste di cazzo. Stacce.

  2. Fotografate, reggono in mano un cartello, nella traduzione si legge “Agli eroi di Liwa Shuhada grazie per l’ospitalità e se Dio vuole vediamo la città di Idlib libera quando ritorneremo”.
    Cito: “Liwa Shuhada al-Islam è un gruppo ribelle islamista il cui nome significa “La Brigata dell’Islam”. La Brigata inneggiata dalle due ragazze lombarde è considerata dagli esperti di terrorismo internazionale una sigla vicina al Fronte al Nusra, braccio di al Qaeda in Siria, di chiara matrice jihadista.”
    Poi datemi pure della TdC, ne sarò felice..

  3. Chiamatemi pure testa di cazzo ma penso che due ragazze di 20 o più anni che partono per un paese in guerra civile sono due incoscienti. In quanto la Siria tuttora è un paese spaccato dove la gente muore di fame e dove servono cure mediche specializzate e non altre due bocche da sfamare. Mi chiedo come è possibile che i genitori ed i familiari le abbiano lasciate andare. (comunque rispetto il loro impegno e spero che siano ritrovate sane e salve ma ci sono altri modi per aiutare )

  4. sono anche io una tdc penso che aiutare in qualsiasi modo mercenari integralisti che usano gas, autobombe, chee commettono atti di cannibalismo, mutilazioni e che ammazzano civili e militari prigionieri non possa che avere queste conseguenze. che se la godano l’ospitalita’ degli eroi….

  5. Intanto non capisco cosa c’entrino i maro’, ma credo che sia perche’ oggi non sei nessuno se non li citi in un articolo. Poi, il fatto che si debba fare di tutto e pagare per riportarle a casa senza se e senza ma non si discute, ma ci sarebbe pure il fatto che se avessero semplicemente voluto aiutare qualcuno senza voler fare le fighette, avrebbero potuto andare che so, a Lampedusa, invece di cacciarsi nella tana del diavolo, nel bel mezzo di una guerra civile dove il meno peggio e’ un dittatore di terza generazione.

  6. Suvvia!
    Cerchiamo di essere ragionevoli.
    I fatti sono questi:
    Due ragazze di Sinistra, ignoranti come caprette, decidono di sfuggire alla noia della vita di provincia e di seguire la moda mettendosi a fare le attiviste politiche in favore dei “boboli obbressi”.
    Non sono le uniche, intendiamoci.
    Ce ne sono centinaia di migliaia come loro, ragazzi e ragazze, ma loro sono piu’ “coraggiose”: vogliono fare qualcosa di piu’ che marciare con le bandierine e con gli spray e scrivere sui muri cazzate anti-semite, anti-capitaliste, No-global, No-Tav e inneggiare al “Terzomondismo” contro l’Occidente brutto e cattivo che non fa nulla per cacciare i tiranni che tengono la “boveraggente” in schiavitu’.
    Purtroppo l’intelligenza caprina che le caratterizza non permette loro di valutare se i rivoluzionari che vogliono portare Pace, Liberta’ e Democrazia nelle Terre dell’Islam siano peggiori dei tiranni che vogliono cacciare.
    Lavate di cervello dalla solita propaganda sinistronza, le nostre due eroine abbracciano con entusiasmo le rivoluzioni islamiste e i loro fanatici capibastone senza chiedersi se la Sharia abbia qualcosa da spartire con la Democrazia, se l’Islam rivoluzionario fondamentalista che ha portato aria di “Primavera” in quei paesi arretrati fermi al Medio Evo culturale, sociale, politico, religioso ed economico siano la giusta alternativa alla Tirannide che li opprime.
    E partono baldanzose per aiutare i nuovi tirannici carnefici che, esse sperano, prenderanno il posto dei despoti che li hanno preceduti e porteranno la….” Liberta’ “.

    Non sono volontarie della Croce Rossa e di altre organizzazioni umanitarie che rischiano la vita per aiutare le vittime innocenti (tutte le vittime, senza distinzione) che si trovano coinvolte e travolte dalle guerre civili e dai genocidi di bestiale crudelta’ che stanno agitando rivoluzionariamente l’universo islamico.

    Nient’affatto: le nostre due ragazze occidentali, pervase da oscena imbecillita’. scelgono di sostenere una parte, si schierano politicamente e ideologicamente a fianco di tiranni sanguinari che se Allah premiera’ per i loro sforzi applicheranno una forma di oppressione codificata dalla Legge Coranica della Sharia. Cioe’ instaureranno un Nuovo Medio Evo dove, tra l’altro, le donne, donne come sono loro, torneranno ad avere il valore di un cammello analfabeta e dove i “froci” verrano impiccati per atti contrari alla morale sessuale.

    Ecco il punto!

    Migliaia di musulmani europei di ideologia fondamentalista hanno lasciato la loro Europa Infedele e sono gia’ in Siria, in Irak, in Libia per combattere contro gli attuali oppressori e sostiuirli con un’altra forma di oppressione: l’slamismo combattente, fanatico, anti-occidentale, anti-semita, anti-cristiano etc etc.
    E le nostre due ragazze europee, cristiane, occidentali si sono messe ideologicamente al loro fianco.
    Nessuna meraviglia, dunque, se la loro “tragedia” non suscita particolari emozioni di solidarieta’.
    E’ un po’ difficile provare simpatia per Al Qaeda e per inuovi Califfatfi islamici. Provarne per le due ragazze che si sono schierate al loro fianco risulta altrettanto difficile.
    Io personalmemnte non ne provo. Forse perche’ sono una Testa di Cazzo.

    Post Scriptum
    Anellidifum0, cioe’ Sciltian Gastaldi, e’ quello scrittore, giornalista e blogger che si e’ auto-esiliato in Canada ad “aspettare la latitanza di Silvio Berlusconi” ?
    Siamo un po’ tutti TdC, ma una TdC grossa come la sua e’ davvero da Guinness dei Primati!
    Io mi farei vedere da uno psicanalista.

    1. Me la prenderei per i toni se non fosse che probabilmente userei i medesimi per la parte “avversa” (quale che sia) in una situazione simile.
      Sicuramente da quando è iniziato tutto – com’è normale che sia – sono emersi elementi importanti sulle modalità usate dalle ragazze per espatriare, e sulle loro (autonome o indotte) posizioni, su persone coinvolte, e così via.

      Senza perdere la “compassione”, è ovvio che uno una riflessione la fa, anche perché un “side effect” di tutta questa storia è che rischia di produrre fraintendimenti anche gravi sull’attività dei cooperanti. Io rimango abbastanza fermo nell’augurarmi la salvezza delle due, aspettatevi però un altro articolo “aggiornato” sull’argomento (non a firma mia, che sennò vi annoiate).

  7. Madonna, coraggiosissimo proprio.
    Non si prende mezzo rischio, non si fa sfuggire un luogo comune, bersaglia categorie facili da bersagliare per compiacere un pubblico che tendenzialmente si accontenta di poco (rectius, si accontenta di quello). Ne sentivamo il bisogno: che palle.

    Il tutto sarebbe trascurabile non ci fosse un titolo ruffiano, oggettivamente ben fatto, che invita a cliccare. Anzi, la combinazione titolo+foto è micidiale, perché uno si aspetta un parere EFFETTIVAMENTE fuori dal mucchio, e che con argomentazioni effettivamente abili si riesca a dare, senza rancore, alle due pischelle l’epiteto in questione.

    Io sono un po’ stufo che la way of thinking buonista-internazionalista “difffiniftra” si faccia ancora passare come anticonformista e spigolosa: siamo seri, è la posizione più comoda che c’è, è un sofà Natuzzi grosso 12 metri quadri, c’è pure un negro che sventola la piuma (ma assunto quasi in regola, eh!, per aiutarlo ad avere il permesso di soggiorno).
    È reazione (R-E-A-Z-I-O-N-E) allo stato puro: rassegnatevi; continuate pure a pensare & scrivere in questo modo, siamo in uno stato libero, ma almeno non sfasciateci le palle cercando di convincerci di essere “pochi e buoni e ‘dalla parte del torto come dice Brecht’ e altra citazione a caso presa da De Andrè”. Vi prego: rassegnatevi di essere definitivamente politicamente corretti e piantatela di darvi un tono controcorrente. Rimestiamo tutti la stessa merda.

    1. Ehm. Questo non è un post coraggioso, né controcorrente. E’ un post un po’ risentito per alcuni commenti che avevano fatto all’epoca un pugno di giornalisti. Non c’è nessun coraggio. Non c’è anticonformismo.

      Tieni anche di conto che quando l’articolo è stato scritto non si sapeva quasi nulla sulle motivazioni, le compagnie frequentate e le modalità d’ingresso in Siria delle due ragazze: il post è un mero augurarsi, a caldissimo, che due ventenni tornino a casa. Questa non è né sinistra né destra (che pure esistono, sia chiaro), è empatia, compassione, chiamala come ti pare.

      C’è anche la speranza (vana) che un certo tipo di giornalismo se ne vada affanculo. Che non è coraggioso, o anticonformista: è un vaffanculo. Qualcuno è convinto che il vaffanculo abbia una funzione alta, liberatoria, catalizzatrice, per me no: è un vaffanculo, punto.

      Poi tu leggici quello che vuoi, ma quello è.

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