Volontariato fai da te

tupperwaste

Probabilmente questo post vi sembrerà un po’ polemico e affatto ironico, non me ne vogliate, ma era opportuno fare un piccolo update dopo quello che abbiamo scritto su Vanessa e Greta, le due ragazze rapite in Siria da ormai 11 giorni. E sopratutto non c’è un cazzo da ridere.

Non che la cosa debba per forza interessarvi, ma quel post è stato scritto poco dopo l’annuncio della Farnesina, un po’ a caldo, ancora non si sapeva nulla riguardo le circostanze del rapimento, né le motivazioni per cui le ragazze erano lì.

Non voglio parlare di loro, o meglio non voglio farlo direttamente, ne hanno già parlato tantissimo e in modo  anche disgustoso, ma evitiamo di dar peso a commenti di fascisti, leghisti, o più semplicemente teste di cazzo.

Tra l’altro molte di queste persone hanno anche condiviso il post, forse attratte dal titolo e convinte di trovarci parole dileggianti nei confronti delle due ragazze e trovandoci tutt’altro, se mai l’abbiano letto fino alla fine, intendo.

Ovviamente le polemiche sorte da questo evento sono le più disparate, dalle solite opinioni su “andate ad aiutare i bisognosi in Italia invece di fare le fighette all’estero in paesi di merda” a “adesso i rapitori li paghiamo noi” fino a “sono andate a farsi i selfie coi terroristi”.

Non lo sappiamo, non possiamo saperlo, al momento ogni ipotesi è vera e ogni ipotesi è falsa. Possiamo solo trarre conclusioni dalle poche informazioni che abbiamo.

Evidenziamo alcuni punti che ritengo fondamentali:

1. Vanessa e Greta NON sono cooperanti, come ancora continuano a chiamarle giornalisti e commentatori vari. I cooperanti sono dei professionisti, lavorano per ONG o altre organizzazioni umanitarie. Il lavoro del cooperante è molto più complesso del raccogliere fondi e medicinali e partire da solo all’arrembaggio in una zona di guerra a distribuire farmaci e soldi alla popolazione. I cooperanti lavorano su progetti, prima di attivare qualsiasi progetto si fanno studi, si fanno indagini per capire se questo progetto sia veramente fattibile, soprattutto utile sul breve e lungo periodo. Soprattutto, il lavoro del cooperante è un lavoro anche politico, necessita di continue e delicate negoziazioni tra le parti, con i governi, con i partner locali. Non ho mai sentito (ma magari mi sbaglio) di ONG che entrano illegalmente in un Paese, un paese in conflitto, mettendo a repentaglio la propria vita ma sopratutto rischiando di mandare a puttane tutto il lavoro fatto per la popolazione soccorsa.

2. Vanessa e Greta sono due studentesse ventenni, fanno volontariato in alcune associazioni lombarde, hanno avuto esperienze di volontariato internazionale. Vanessa e Greta sono attiviste per la causa siriana. Attiviste, non cooperanti. Gli attivisti si schierano, hanno posizioni politiche ufficiali. Gli attivisti posso occuparsi di solidarietà internazionale ma non nel modo in cui lo fanno i cooperanti. Sono sicuramente mosse da ideali nobili, questo non si discute, è ammirevole, ma gli ideali spesso portano a fare scelte di cuore, e non di testa. Le scelte di cuore non sono sempre utili alla causa, se non sono supportate dal 200% di razionalità. Il 200% di razionalità, ad esempio, probabilmente avrebbe evitato alle due ragazze di subire la fascinazione di un quaquaraquà che, molto probabilmente, coi suoi racconti avventurosi le ha convinte a fidarsi e a entrare in Siria sotto la protezione di un gruppo armato dell’opposizione.

3. Il fratello di una delle due ragazze ha rimproverato i giornalisti di essere ignoranti riguardo la storia della Siria, specie di quello che è successo dopo la caduta dell’Impero Ottomano e potrei essere d’accordo, perché non tutti i giornalisti sono anche contemporaneamente grandi esperti di tutto ciò di cui parlano ma la domanda fondamentale è un’altra: Vanessa e Greta conoscono così bene la storia della Siria? Non ho risposte, so solo che il conflitto siriano è molto più complesso di quanto possa sembrare, i protagonisti sono numerosi, le idee in gioco ancora di più. Ma l’hanno spiegato molto meglio persone più competenti di me, che in realtà non lo sono affatto, e difatti non mi sarebbe mai venuto in mente di entrare in Siria spalleggiata da un gruppo armato, ma tant’è.

4. Non si sa chi le abbia rapite, ad ogni modo non credo siano delle brave persone, agire senza coscienza può portare a queste situazioni. I gruppi criminali ti rapiscono, il tuo governo paga il riscatto, quei soldi vanno a finanziare i gruppi criminali che già sono largamente finanziati anche senza che qualcuno venga rapito. Qualcuno potrebbe dirmi “ehi, ma io mi ricordo quanto eri solidale quando hanno rapito Rossella Urru!” e avrebbe ragione, me lo ricordo anch’io. Rossella Urru è una cooperante, si trovava nei campi profughi saharawi a lavorare per il Cispi, una ONG. Quando ti trovi in territori delicati, questi rischi possono correrli tutti. La differenza fondamentale sta nel fatto che la Urru non è entrata a Tindouf grazie a, che ne so, i gruppi terroristici della Mauritania. Puoi farlo, io non ti giudico, ma “purtroppo” in questa situazione io parlo da addetta ai lavori, da una che ha fatto/fa attivismo e cooperazione e che ha capito la differenza fra le due cose.

Dobbiamo liberarci da questa idea emergenziale dell’aiuto umanitario, sulle emergenze è giusto lavorare durante guerre e catastrofi ma poi si deve andare avanti. Lavorare sempre sul piano dell’emergenza è inutile, è controproducente, non serve a chi ha bisogno, serve solo a noi per sentirci forse un po’ meno merde.

Quest’ultimo principio, che considero egoista e autoreferenziale, è anche quello che, a mio avviso, porta a un’estrema frammentazione la realtà italiana della solidarietà internazionale. Ci sono migliaia di progetti che hanno lo stesso scopo, lo stesso bacino di utenza, migliaia di progetti solitari che, se si riuscisse ad uscire fuori dalle dinamiche personali e da primadonna che ho constatato in molte organizzazioni, potrebbero riuscire a supportare le popolazioni in difficoltà molto più efficacemente, sopratutto in larga scala.

Immagino il vostro disappunto ma sinceramente non me ne frega niente, non giudico le due ragazze in quanto persone, ma in quanto attrici della solidarietà internazionale e allora dico sì, hanno sbagliato, perché non si lavora in questo modo. In questo modo non si è d’aiuto e si è solo un pericolo, per se stessi e per gli altri.

Ad ogni modo, spero che vengano liberate presto e che la Farnesina faccia di tutto perché questo avvenga. Sono contenta se il mio stipendio possa servire anche a liberarle, d’altronde gonfio già le tasche di Calderoli, almeno questa volta faccio una cosa utile.

[S.T.]

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15 thoughts on “Volontariato fai da te

  1. Concordo con te, che sia nobile voler aiutare una popolazione in difficoltà. Ma credo che se tu decidi di testa tua e senza i permessi e le autorizzazioni necessarie in entrare in un territorio di guerra (tra altro) sei anche conoscio di poter rischiare la vita o di essere rapito da qualche fazione “di tuoi amici”.
    Come hai giustamente detto te, ci sono molte differenze tra i cooperatori (o i militari) impegnati in una zona di guerra e due ragazzine che, anche spinte dal piu alto fuoco di cambiare il mondo vanno “in vacanza” in una zona di guerra.
    Nel primo caso, è giusto che il tuo stato sia pronto a fare ogni azione (anche militare che civile) per riportare a casa i propri compratrioti, nel secondo caso….lo trovo meno giusto..anche perchè NESSUNO ti ha mandato li, NESSUNO ti ha dato il permesso di andare li, e con i soldi dei contribuenti non devi supportare le cause terroristiche…QUINDI non ITALIA come BANCOMAT per il Terrorismo Internazionale.

    • sono partite in buona fede, di questo sono sicura. Quindi non stanno supportando terroristi e, anche se fosse, meritano comunque di essere liberate. Questione di umanità, tutto qui.

      • Come ho detto nel post, per me si dovrebbe fare il necessario per liberarle. Sono state probabilmente ingenue, mosse dal fatto che per loro l’opposizione siriana sia il bene, non pensando che lì ci siano decine di fazioni a sbranarsi a vicenda. Ma non per questo dovrebbero rimanere lì nelle mani di chi le ha rapite. Ripeto, è una questione puramente umana a questo punto. Se non si può trattare altrimenti, il riscatto è obbligatorio.

  2. Pingback: Teste di cazzo. | non si sevizia un paperino

  3. “….evitiamo di dar peso a commenti di fascisti, leghisti, o più semplicemente teste di cazzo….”
    (Terzo paragrafo del post: penultima e ultima riga).

    Questo mi sembra un PECCATO DI PRESUNZIONE DI TIPICA CONNOTAZIONE SINISTROIDE!

    Mi spiego:
    Sono 20 anni (circa) che le prese di posizione dei “lego-fascisti” di fronte al fenomeno migratorio di massa, l’Islam e il loro impatto sull’equlibrio dei rapporti socio-multiculturali in un mondo in caotica evoluzione vengono presuntuosamente liquidate come frutto di menti “cazzute” e grossolane che mancano, cioe’ deficienti di quell’acume sottilissimo che pervade, al contrario, la mente illuminata del sinistroide progressista, “buono”, “aperto”, “sensibile”, “democratico”, proiettato anema e core verso gli “obbressi”, i “boveri”, gli “sfortunati”, i “disperati”, i “terzo-mondiali” dei paesi del sotto-sviluppo e di quelli in via di sviluppo.

    Da una parte i “fascio-leghisti” rozzi, ignoranti, “razzisti”: le teste di cazzo nere e verdi.
    Dall’altra i sinistroidi rossi: gli intelligenti, gli “studenti”, gli idealisti di un mondo “piugggiusto-eddemmocratico”: un mondo migliore dove la “Pace”, la “Liberta’”, la “Democrazia”, la “Giustizia Sociale” regnano sovrani.

    A 20 anni di distanza, pero’, fino a prova del contrario, le prese di posizione delle “teste di cazzo nere e verdi” si sono rivelate piu’ intelligenti (in senso etimologico) di quelle dei “sinistroidi” rossi.

    In Inghilterra e in Francia, per esempio (cito solo i due esempi piu’ significativi) i “rozzi, ignoranti, razzisti, teste di cazzo”, in una parola: i “fascio-leghisti”, quelli del controllo dell’immigrazione e del contenimento della progressiva “islamizzazione” di parti assai estese dei territori metropolitan, sono la maggioranza e ragionano come quella testa di cazzo di Bossi e di quella del Trota, il suo degno figliolo.

    Voler credere che la maggioranza dell’elettorato franco-britannico si sia trasformato, nel tempo, in un elettorato di “teste di cazzo”, rozze, ignoranti e bifolche, mentre i nostri sinistroidi, nel tempo, siano riusciti a tenere solidamente la testa sulle spalle e a farla attraversare, costantemente, da illuminata ispirazione divina mi sembra, alla luce dei FATTI, un po’ presuntuoso.

    Certo, il “fascio-leghista” italiano, francese, inglese e, piu’ generalmente, “europeo” non ricorre alla sofisticata “narrazione” intellettuale vendoliana per esprimere un concetto. Da bravo contadinello/operaio con le scarpe grosse e il cervello fino, “tutto casa e lavoro” nei campi e nelle officine, chiama le cose come le vede: se vede “pane”, dice pane; se vede “vino”, dice vino.
    E se vede un problema, lo chiama “problema”.

    Io, quindi, starei attento a liquidare come “cazzata” il ragionamento semplice o grossolanamente articolato.
    Io, che non sono un “fascio-leghista” o un “lego-fascista” (e tantomeno un razzista, un termine, peraltro, cosi abusato e storpiato da aver perso la sua odiosa connotazione originaria), penso invece che la vox populi (la voce del popolo), se proprio non corrisponde, come si credeva in tempi medievali, alla Vox Dei (la voce di Dio) conservi ancora quell’alone di saggezza che la rende sempre degna di attenta considerazione.
    Ed infatti, molto opportunisticamente, la Sinistrella europea progressista alla “volemmose bbene”, dopo 20 anni di demagogico aperturismo, sta gia’ correndo velocemente ai ripari e si adatta alle istanze delle Teste di Cazzo Fascio-Leghiste facendole proprie attraverso sofisticati equilibrismi tra la putrescente retorica buonista e l’impatto inevitabile con l’ ineludibile realta’.
    Equilibrismi, pero’, che se pur sofisticati, non dovrebbero sfuggire ad un occhio attento che le cose vuole osservarle con un minimo di profondita’.

    Fatta questa lunga premessa vengo al punto delle signorine Vanessa e Greta.

    Che piega avessero preso le “Primavere Arabe” (ispirate, all’inizio, da esigue minoranze di giovani istruiti, occidendalizzati e da intellettuali che chiedevano riforme “liberali”, e subito soppiantate da “Forze Religiose” capaci di mobilitare le masse semi-analfabete per ri-affermare il Potere oscuro della Chiesa (cioe della Moschea)) lo avevano capito tutte le persone di buon senso, ad eccezione di Obama e degli altri tontarelli italiani ed europei che hanno cretinamente creduto che Islam e Democrazia potessero andare a braccetto come d’Alema andava a braccetto con gli Hezbollah.
    Si stava passando, invece, ed e’ apparso subito evidente, dalla padella alla brace: dalla Tirannide dei “Militari” a quella dei Preti con in mano il Corano
    Peggio di cosi, si muore.
    Ed infatti muoiono a centinaia di migliaia, dando nuovamente spettacolo, al mondo, di quanto orribile sia stato, in tempi lontanissimi, il fanatismo religioso, ed i tempi piu’ recenti il fanatismo delle ideologie naziste e komuniste.
    Vanessa e Greta, come giustamente sottolineato nel post, erano due “attiviste”. Il sentimento umanitario che le agitava aveva la connotazione della faziosita’: “Ho pena per la sofferenza di una parte coinvolta in quella guerra civile: me ne frego della sofferenza dell’altra parte: anzi, quasi quasi ne godo”.
    Questa forma di “umanitarsimo” si chiama “umanitarsmo della minchia” ed e’ ispirato dall’ignoranza e dall’imbecillita’. E’ il frutto marcio del lavaggio mentale cui sono sottoposti migliaia di giovani da un certo tipo di propaganda: quella del sostegno ai “boboli obbressi”.
    Chiedersi, cosi’, per curosita’, se, per caso, non si sa mai, gli “obbressi” abbiano le stesse caratteristiche degli “obbressori” sarebbe un’operazione troppo sofisticata per la fragile mente di un/a giovane gagliardo/a e speranzoso/a. Meglio agire d’impulso: in fondo, se non agisci d’impulso quando sei giovane, quando cazzo lo farai? Da vecchio? E poi lo sanno tutti che da giovani si fanno cazzate. Pero’, se sei in buona fede e ti ha ispirato lo spirito di “umana solidarieta’”, ti perdonano e pagano anche il riscatto che servira’ ad uccidere ancora perche’ un giorno trionfi la Legge della Sharia, quella che imbavaglia le donne, non le ritiene degne di educazione, impicca i “froci”, perseguita dli infedeli, odia l’Occidente infedele, corrotto e decadente ed insegna che la guida dell’uomo e della donna e’ una ed una sola: il Corano.

    Le due giovincelle ventenni, invece di andare la sera ai concerti di Miley Cyrus e di Lady Gaga, strillare di entusiasmo nel vedere le loro pop star divaricare le cosce e titillarsi il clito per poi piegarsi alla pecorina invitando un atletico ballerino in perizoma a “prenderle da dietro”, e il giorno dopo sfilare con la Kamusso e la Guzzanti indossando una virginea sciarpa bianca per protestare contro Abberlusconi che con le veline delle sue TV e la sua corte di “Orgettine” corrompe la sana gioventu’ italiota, hanno preferito andare a lezione di Politica Progressista dal solito “quaquaraquà”, diventare “attiviste” partigiane mediorientali e sacrificarsi per la Guerra Santa.
    Sono state sfortunate e gli e’ andata male.
    Meglio le sfilate con gli striscioni e le sciarpe bianche. Sara’ per la prossima volta.

    Nel frattempo io partecipo commosso alla loro disavventura.

    • Ho letto il tuo commento all’altro post e sono piacevolmente stupita che tu sia riuscito a passare dal menefreghismo per la sorte delle due ragazze a questa attuale partecipazione commossa.
      Per il resto non ho voglia di risponderti perché i tuoi toni irrisori, il tuo abuso di virgolette e l’evidente problema con le labiali, mi indispongono e invece vorrei che la comunicazione mantenesse un certo grado di serenità.
      Buona giornata.

  4. L’abuso di virgolette e il problema delle labiali, evidentemente, mi hanno tolto la serena concentrazione necessaria per colorare in modo piu’ marcato il tono ironico/sarcastico della mia “commossa partecipazione”. Opps, ancora le virgolette !!!

    Me ne scuso ed approffitto della circostanza per reiterare il mio menefreghismo o, per essere piu’ dolci, la mia indifferenza al dramma delle due “attiviste, partigiane” che hanno “in buona fede” (opps, le virgolette!!!) confuso l’umanitarismo con la Guerra Santa.

    Sospetto che la “voglia di rispondermi” (opps, le virgolette!!!) ti manchi perche’, dentro di te, covi il dubbio che io sia la solita “testa di cazzo fascio-leghista” con la quale, comme d’habitude in certe aree del progressismo sinistroide, e’ bene non perdere un solo minuto del proprio preziosissimo tempo.
    Tempo da dedicare al “sociale”.

    Ma ti ringrazio per avermi degnato di un minuto di attenzione e ricambio, questa volta in modo sincero, gli auguri di una buonissima giornata.

    Cordialmente.

    P.S.
    Mi commuove, invece, la morte di un pilota di elicottero schiantatosi al suolo mentre cercava di salvare “dei poveri Cristi” dalle grinfie dei Nuovi Kaliffi dell’Islam sulle montagne siro/irakene.

    • Evidentemente sei tu il primo a non aver colto la palese ironia dietro la mia risposta. Si capisce da un miglio che non te ne frega niente, forse la differenza tra me e te sta proprio nel fatto che per me la morte è una tragedia in qualsiasi circostanza.
      Sinceramente non covo alcun dubbio, per me puoi essere benissimo anche grillino, son fatti tuoi. Ripeto che non ritengo opportuno risponderti perché hai già tratto le tue conclusioni e quindi non vedo spazio per il dialogo. Per la cronaca, i miei pensieri non sono sinistroidi. Sono di sinistra, e se pensi che tutti quelli di sinistra non possano essere lucidi e obiettivi, mio caro, come vedi non abbiamo niente da dirci.

  5. D’altra parte siamo in un paese in cui alcune teste di cazzo pensano che se fumi e ti viene un tumore ai polmoni lo Stato non ti debba curare…
    Beh almeno quelli che non vogliono che spendano i loro soldini siano coerenti: se fumate andate poi a crepare per i fatti vostri.

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