Dagli all’untore!

Libertà di pensiero, di parola e di stampa? Sì, purché regolata e moderata da limiti giusti, chiaramente stabiliti.”
(G. Casaleggio)

È bello veder evolvere le cose. È bello vedere come si possa, attingendo con pazienza all’energia derivante dalla spinta propulsiva che deriva dalla passione del proprio pubblico, trasformare un’iniziativa in qualcosa di più grande. È così che, con grandissima gioia, si può celebrare nella sede 2.0 di un grande partito 2.0 il cambiamento 2.0 di una bella iniziativa fascista. Senza 2.0, che alcune cose funzionano meglio alla vecchia maniera.

Lo so, lo so, “fascista” è un termine forte. Anche se boh, non so come chiamare il mettere all’indice trentasette giornalisti, esponendoli alla gogna di un pugno di utenti meschini e frustrati.

Chi mi conosce sa quanto abbia sul cazzo il giornalismo fatto male, e come consideri “giornalismo fatto male” quasi tutto quello che passa sui maggiori quotidiani. I TG neanche li guardo. La reiterata e deliberata guerriglia politica, il propagandare puttanate, il sensazionalismo, sono tutte cose che rendono pessimo il giornalismo, e che al momento vanno troppo spesso per la maggiore.

In sostanza, le stesse cose che in passato ho contestato al blog di Grillo (che si erge esso stesso a “organo d’informazione”, laddove per “organo” s’intende probabilmente l’intestino) le contesto pari pari a molti giornali, blog e quant’altro.

Un errore ogni tanto ci sta, ma è brutto se non viene corretto. È assurdo che se qualcosa va storto, e se il caporedattore non trova un donatore per un trapianto di testicoli, si decida di segare il giornalista. Spessissimo, proprio su queste pagine, abbiamo puntato il dito contro bufale, esagerazioni e amenità simili sparate dai giornali.

Ma un conto è non essere d’accordo con l’opinione di un giornalista, e arrabbiarsi nel proprio piccolo per una notizia mal riportata, e un conto è invece che una forza politica attacchi il giornalismo (e i giornalisti) aizzando le masse tramite comunicati ufficiali (anche se nel caso del blog di Grillo forse sarebbe meglio parlare di house organ). Non è una sparata del Fatto o di Libero o di Repubblica, ma un attacco che parte direttamente dal Movimento 5 Stelle.

Il problema grave sta nel chi reagisce (un partito), e come (esponendo a una gogna mediatica). Perfino il perché appare secondario (si vuole alimentare la barriera del “noi” vs “voi”? Creare le basi per un’informazione controllata? O solo aumentare i click sui link pubblicitari che hanno quadruplicato gli utili della Casaleggio Associati?). Chi se ne frega, il problema è l’atto in sé, non il motivo.

Sono altri i mezzi che ci permettono di difendersi dalle calunnie e dalla diffamazione, sempre se sono davvero presenti. Arringare una massa di bovini affinché sbavino offese contro altre persone è una pratica da arruffapopoli irresponsabili.

Detto più chiaro: scagliarsi in questo modo contro l’informazione, di qualsiasi colore si pensi che sia, è prerogativa di quei movimenti politici che, in passato, hanno portato a situazioni poco piacevoli. Ogni cazzo di atomo del mio cervello va in stato di allerta, quando sento queste cose, quando qualcosa suona così grave da farmi provare empatia per Sallusti e Ferrara, che saranno pure dei giornalisti che approvo quanto lo sporco che devo togliere da sotto le unghie quando pulisco le cozze, ma che non si meritano una gogna del genere, le offese deliberate e ignoranti, le minacce ai figli.

paperogaCosì come è terribile che chi gestisce il blog non si sia accorto che nella lista c’è anche Federico Orlando, morto qualche giorno fa (e la cui morte era stata già accompagnata da gridolini di giubilo delle solite bestie filo-cinquestelle). O forse lo sa, e non gliene frega niente, anzi: più polemica, più click. Più odio, più voti.

Ma qualche cinquestelle che si vergogna per queste uscite, c’è?

[M.V.]

 
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Questo articolo è stato pubblicato in A Collo di Papero e contrassegnato come , , , da Marco Valtriani . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

4 thoughts on “Dagli all’untore!

  1. Sarò stronzo, ma non vedo l’ora di vedere subire la stessa medicina cinquestelle quando saranno trombati per “livello di cazzate massime consentite” qualche Big o Triumiviro come Di Battista o Di Maio che secondo me sono prossimi della lista essere cacciati e additati come l’Origine Stessa del Male del Mondo, per vedere come reagiranno dal trattamento dei loro “cuccioli” così tanto ben addestrati.

    Per il resto, condivido in toto l’articolo

  2. Pingback: Burlone. | non si sevizia un paperino

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