Inventate maschi antistupro, grazie

caccole

Donne, gioite!

Finalmente abbiamo la soluzione. Il progresso tecnologico è dalla nostra parte, la scienza ci vuole proteggere, a noi vaginamunite ci vuole bene e per questo un gruppo di giovani ricercatori ha inventato l’oggetto che abbiamo sempre desiderato, e di cui non potremmo davvero mai mai mai più fare a meno.

Eccolo, lo smalto antistupro. GENIALE.

Come funziona? Te lo spiego subito, mia cara amica. D’altronde è facilissimo: dopo aver fatto la ceretta, aver scelto con cura la lingerie per l’ennesimo appuntamento al buio della settimana, ti metti questo smalto sobrio rosa shocking (un colore da femmine) e tranquilla ti rechi al bar. Aspetti l’uomo di turno che sicuramente arriverà, ti darà un bacino per salutarti e ti offrirà da bere. Mentre ti porge il bicchiere, subito dopo il brindisi e prima di bere, ricordati di infilarci due dita dentro e aspettare qualche secondo, mentre l’uomo di turno probabilmente inizierà a dubitare della tua salute mentale, o crederà tu abbia un termometro nelle dita e abbia bisogno di capire se il drink è stato servito alla giusta temperatura. In realtà il funzionamento non l’ho ben capito, poiché alcuni giornali scrivono che bisogna bere, quindi se la dose di GHB è abbastanza elevata, dubito riuscirai a fare in tempo ad accorgerti di qualsiasi cosa, ma vabbé, dettagli.

Insomma, se le tue unghie da rosa diverranno nere, SCAPPA! Il tuo drink contiene la droga dello stupro. Se invece no, preparati un discorso convincente da fare al tuo amico per spiegargli che non sei pazza. Pazza come tutte le donne, ovviamente.

L’idea è particolare, per carità, ma Barbie Sirena cambiava colore in acqua già negli anni ’90 quindi tutto l’entusiasmo con cui è stata accolta mi sembra eccessivo. Sopratutto mi sembrano eccessive l’esaltazione e la felicità con cui molti articoli (scritti anche da donne e la cosa mi mette i brividi) ne hanno parlato, invocando l’immediata messa in commercio di questa che è solo una delle tantissime precauzioni antistupro che il mondo ci ha regalato. (Grazie mondo)

Una breve sintesi per non dimenticare:

-Le calze antistupro: un’invenzione che consiste in dei collant interamente ricoperti di peli maschili che dovrebbero allontanare gli stupratori, generalmente famosi per la loro perversione di violentare solo donne dalla depilazione impeccabile.

-Il reggiseno antistupro: uno speciale reggiseno con un circuito elettrico che ti dà la scossa tipo taser se provi a toccarci le tette.

-La mutanda antistupro: non ho capito bene come funzioni, ma ha una specie di cinghia con una chiusura che puoi aprire solo tu, proprietaria delle mutande. Una specie di cintura di castità del 2000, che però ti dà l’idea dell’emancipazione perché le chiavi del lucchetto le hai tu e non tuo marito partito per le Crociate.

-Il preservativo dentato: sembra una roba da film horror e in effetti lo è. In pratica ti infili il preservativo in vagina, e se qualcuno ti stupra, oltre a morire dal dolore, non potrà più togliersi il preservativo dal cazzo senza andare in ospedale. Comodo e pratico, senza dubbio, sopratutto perché tutte sappiamo il giorno in cui qualcuno abuserà di noi e quindi quando indossarlo e quando invece preferire un tampax.

Mi fermo perché sono avvilita. Per alcune di queste invenzioni, come ad esempio per questa dello smalto, ci sono proposte di investimento che potrebbero bastare per finanziare una campagna seria di educazione nelle scuole, ma non ho letto da nessuna parte l’intenzione di farlo.

No, noi siamo contenti perché adesso ci inventano lo smalto, lo spray al peperoncino, ci fanno fare i corsi di autodifesa così appena arriva il molestatore lo stendiamo che manco Karate-Kid.

In un’intervista, pare che un gruppo di femministe americane abbia detto che “fintanto che non si riuscirà a puntare sull’educazione, queste invenzioni vanno più che bene”, parafrasando. La mia reazione, in primis, è stata: MA COL CAZZO.

Perché dobbiamo difenderci sempre noi? Perché lavoriamo sempre sull’emergenza e mai sulla prevenzione?

Lo smalto, le mutande, le calze non sono “prevenzione allo stupro”, sono mettere la pezza perché il danno è fatto.

Prevenzione è andare fin dalle scuole primarie a fare educazione alla sessualità, alla parità di genere, provare a sradicare una cultura maschilista e patriarcale come quella in cui siamo immersi.

Nelle scuole ci lavoro e non ho ancora visto nessuno parlarne, mai. Dire “lo stupro è una cosa brutta” non serve a niente, a parte che ricevere risposte tipo “grazie al cazzo”. Bisogna spiegare le motivazioni, perché alcuni uomini molestano, perché alcune donne sono vittime di violenza.

Finanziate l’educazione, e gli smalti antistupro buttateli al cesso.

[S.T.]

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17 thoughts on “Inventate maschi antistupro, grazie

      • Prego, noi maschi siamo fatti così… ironia e stupro a palate.
        Noi uomini siamo tutti potenziali cattivi stupratori e non vediamo l’ora che le femministe fallite vengano a ricordarcelo pure nelle scuole, magari ricordandoci pure che le donne guadagnano di meno perché noi uomini abbiamo istituito il patriarcato… e quindi siamo solo delle merde che camminano.

        Mentre oh, le donne… cazzo perfette. Non sbagliano nulla, non stuprano e anche se lo facessero, di che ti lamenti? Insomma, sarai mica frocio che ti lamenti se una ti ha scopato contro la tua volontà? E poi non dire che non ti è piaciuto se ti è venuto duro.
        Ma poi non accade mai, le donne so’ tutte buone, più intelligenti, e se si sbronzano e si ritrovano a letto con uno sconosciuto il giorno dopo… è assolutamente colpa dell’uomo.

      • Donato, il Roipnol, la ketamina e le altre droghe da stupro non funzionano che tu esci, ti ubriachi e ti trovi nel letto di uno sconosciuto, funzionano che tu, uomo o donna che sia, ti ritrovi cosciente ma impossibilitato a reagire.
        E, no, gli uomini non sono tutti potenziali stupratori ed è vero che esistono anche donne che violentano e la violenza è sempre equamente sbagliata. Ma siccome siamo in una società sessuofobica e ancora maschilista succede che le donne debbano sempre andare in giro avendo paura e anche solo il metterti un paio di shorts per uscire da sola, magari la sera d’estate, diventa un atto che fai a tuo rischio e pericolo. Non c’è molto rispetto per il corpi di una donna ed anzi c’è un’oversessualizzazione che si traduce nel fatto che molti uomini sbarellano di fronte a una gonna corta o ad un rossetto rosso, e se ti succede che ti violentano sicuramente qualcuno troverà una scusa per dire che te la sei cercata. Il rispetto e la non-oversessualizzazione vanno sì insegnati a scuola, a tutti nei confronti di tutti: a ragazze, ragazzi, etero ed omosessuali. Perché il rispetto del corpo di un altro è un atto dovuto, con buona pace dei signor-coda-di-paglia come te che si sentono presi in causa quando, se hanno la coscienza pulita, non lo sono.

      • Donato, cercherò di risponderti in modo cortese.

        1.Mi spiace deluderti ma non sono una femminista (non perché mi faccia schifo, semplicemente perché non vorrei dover sentire il bisogno di definirmi tale), se poi pensare che non sia una cosa carina la violenza sulle donne sia femminismo, allora considerami pure tale.
        2. Non credo di aver scritto da qualche parte che tutti gli uomini siano potenziali stupratori, anzi, ho anche specificato “spiegare perché alcuni uomini molestano”. Se poi hai la coda di paglia, problemi tuoi.
        3. Hai scritto una cosa fregandoti con le tue stesse mani: se gli uomini che rifiutano di andare a letto con una donna vengono additati come “froci”, non è colpa delle donne ma di una cultura machista del cazzo. E infatti, nonostante sia elevata anche la percentuali di violenza contro gli uomini, difficilmente un uomo sporge denuncia proprio per questi motivi, perché ha paura di minare la sua virilità.
        4. Non è che se qualcuno non è d’accordo con te allora gli dici che è femminista (come fosse un’offesa poi), ci sta che magari tu abbia detto una cazzata.

      • 1) Non sei femminista, ma l’articolo parla solo maschi potenzialmente violenti e da educare. Ti svelo un segreto, è un pensiero femminista, altrimenti avresti scritto “tutti stuprano e tutti dovrebbero essere educati a non farlo”

        2) Non credi di aver scritto da nessuna parte che tutti gli uomini siano potenziali stupratori? Allora perché pretendi che ci si comporti come se tutti lo fossimo? Insomma se si chiede l’educazione a partire dalla scuole per: ” provare a sradicare una cultura maschilista e patriarcale come quella in cui siamo immersi.” direi che come minimo della malafede verso l’uomo ci sia.

        E fin qui tutta sta cahata mi sembra una roba a livello di “non sono razzista ma gli zinghiri…”.

        3 lol cultura maschilista, ma secondo te se non vado con una cicciona sono gli altri uomini a darmi del frocio o lei e le sue amiche?
        Se un uomo non sporge denuncia per un aggressione non è di sicuro per proteggere la sua virilità, vi sono altri fattori detestabili in gioco… come lo strapotere delle donne sulle cause civili.

        4 se qualcuno ha un idea del cazzo lo insulto, e siccome penso che le femministe moderne siano la feccia dell’umanità, con le loro idee castranti, lo utilizzo come insulto.

      • L’articolo parla del fatto che mi sono rotta il cazzo di dover sentire parlare di invenzioni antistupro, invece di iniziare a parlare di politiche educative dedicate all’educazione sessuale, ai diritti umani, all’uguaglianza di genere.
        L’educazione è una cosa rivolta a tutti, generalmente, non è che perché tu sai fare la raccolta differenziata allora devi uscire dalla classe quando facciamo la lezione sull’ambiente.
        Comunque vedo che sei parecchio convinto, quindi ti lascio nelle tue certezze.

      • Tra l’altro vorrei capire dove cazzo siamo immersi nella cultura maschilista e patriarcale.
        Le donne hanno gli stessi identici diritti degli uomini, se non di più, lo stupro è fortemente penalizzato e demonizzato (giustamente), la libertà sessuale è quasi del tutto garantita.
        Ma da che cazzo siete oppresse? Dagli sguardi arrappati? Dobbiamo iniziare a cavare gli occhi alla gente per strada?

      • Indovina un po’? Sì, gli sguardi arrapati fan paura. Perché se sei da sola in un parco e uno ti guarda come se ti volesse violentare ti viene una strizza della madonna. Ma certo tu non lo puoi capire perché non ti sei mai trovato in una situazione in cui sentirti indifeso e in balia del volere altrui.

  1. Donny, pure io se qualcuno ha un’idea del cazzo lo insulto. Penso che tu non abbia capito niente dello spirito dell’articolo, e anzi che tu sia partito con un commento idiota cui poi hai cercato di recuperare scendendo a due a due gli scalini del ridicolo.
    Davvero ti fa incazzare che qualcuno dica che sarebbe meglio, anziché spendere soldi in minchiate antistupro, investire qualcosina nel campo dell’istruzione per formare persone consapevoli in campo sessuale e sociale? Perché magari ho capito male io, ma se in mezzo a quel marasma di cazzate e luoghi comuni che hai vomitato ci fosse nascosto un sì, per me hai espresso pienamente il punto di vista che mi aspetterei da un coglione*.

    * siccome penso che i coglioni siano la feccia dell’umanità, con le loro idee da retrogradi del cazzo, lo utilizzo come insulto.

  2. Senza ironia, non ho capito un punto.

    I tizi che han creato lo smalto hanno l’obbiettivo di farci soldi. I finanziatori che hanno trovato per la loro azienda hanno lo stesso obbiettivo. E’ chiaro che nessuno di questi finanzierà mai l’educazione sessuale nelle scuole, perché è una cosa su cui non potrebbero guadagnare nulla.

    Quindi non è che si stiano destinando soldi allo smalto _invece_ che all’educazione sessuale; semplicemente, tizi che non avrebbero mai e poi mai destinato un centesimo all’educazione sessuale, stanno finanziando lo smalto per guadagnarci…a meno che qualche entità governativa stia investendo nell’azienda, ma non sembrerebbe.

  3. Pingback: Spari, Amore e Fantasia | non si sevizia un paperino

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