Forza Livorno.

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Un attimo che sento.”
(F. Nogarin)

Io sono pisano. Nonostante la storica rivalità fra la mia cittadina e Livorno, però, ho sempre nutrito grande simpatia per gli amici labronici, decisamente più scanzonati e allegri dei miei concittadini, che hanno sempre un po’ la puzza sotto il naso.

Dunque mi dispiace proprio vedere Livorno che annaspa, col sindaco che ci mette tre mesi a formare la giunta grazie a una serie di situazioni fra il ridicolo e il paradossale, e che – con la giunta ancora monca – si fa un selfie dal mare e nomina al posto degli assessori la località balneare manco fosse un’Ice Bucket Challenge venuta male.

 

Sorriso tirato, sarà il caldo.
– “Saluti e baci dalla Sicilia”

A dire il vero, un po’ mi dispiace per Nogarin, costretto a rivestire un ruolo che necessita di prontezza, polso, decisione, ma dovendo stare in balia di un pugno di attivisti che può, con votazioni, petizioni e supercazzole mangiargli in testa o, come si usa dire a Livorno, cacargli sul petto, e farlo senza troppi complimenti.

Che per un sindaco è una situazione di merda. Provateci voi, ad amministrare una città via chat.

Sceriffo70: “Ragazzi, scusate, ma qua serve un Assessore al Bilancio, e come primo cittadino, io…”

PortuAle: “Primo cittadino? Ma sei impazzito? Uno vale uno! “E comunque l’assessore s’è digià nominato noi: è Bòmbo.”

Sceriffo70: “Ale, maremma maiala, avete nominato il bria’o del circolo di Rosignano? Ma siete rimbecilliti?…”

PortuAle: “Dé, Pippo, s’è votato! Si vede che i bimbi avevano voglia di ruzzà!”

Sceriffo70: “I tuoi ‘bimbi’ hanno chiamato brutta negra di merda una modella, volevano ruzzà anche lì? Dai, bisogna chiedere scusa.”

Littorino: “Aspetta, aspetta: cosa chiedi scusa? E’ negra davvero, ‘un s’è detto nulla di male!”

PortuAle: “Magari si chiede scusa per ‘di merda’ ma non per ‘negra’, che ne dite?”

Sceriffo70: “No, no, chiedo a Casaleggio! Poi: gli striscioni anti-Israele? Li lèvo?”

CurvaSud5S: “Non t’azzardare! Un branco di gente ha votato che non si levano, e non si levano!”

Sceriffo70: “Che palle! Vabbé, una roba facile: c’è da inaugurare un campo da baseball: che ne dite se provo a ribattere una palla?”

Littorino: “Ma no, è difficile, poi fai una figura di merda, meglio se la lanci!”

PortuAle: “Mah, ‘un lo so, Pippo, te a gio’à ‘un sei bòno, non sei mica Grillo che le palle le tira bene abbestia… forse è meglio se stai in terza base.”

CurvaSud5S: “Guarda: per quello che conti, forse è meglio se l’inaugurazione la fai dalla panchina.”

Insomma, un po’ mi dispiace. Evidentemente il PD in terra labronica qualche troiaio l’ha fatto, e bello grosso, sia dal punto di vista politico che amministrativo, altrimenti non si spiegherebbe la crisi nera che c’è a Livorno (basti pensare al tasso di disoccupazione al 16%, il più alto della Toscana, alla situazione del porto, ai tagli ai servizi). E non devo certo essere io – che l’hanno già fatto altri e meglio – a spiegare le ragioni del successo del candidato a cinque stelle, che al ballottaggio è riuscito a “mettere d’accordo” gruppi anche molto diversi fra loro (dalla sinistra radicale all’ultra-destra) pur di levarsi dai coglioni l’amministrazione precedente. Il malessere c’era, ed è evidente, ed è un diritto dei cittadini “mandare a casa” un’amministrazione inefficiente.

Adesso però ai livornesi tocca fare i conti con l’inesperienza dei cinquestelle, nella speranza che, presi dalla foga di uscire dal pantano, si siano aggrappati a un ramo e non a un rettile di fiume.

caimano

Perché per ora Nogarin è riuscito a fare scivoloni un po’ ovunque: disorganizzazione e ignoranza in materia di procedure l’hanno portato a non riuscire a gestire in modo efficiente una cosa urgente come la formazione della giunta (ricordate il concorso pubblico “astenersi massoni”?), la comunicazione sopra le righe, coi selfie dalla spiaggia, si è rvelata davvero fuori luogo considerando che la città era priva di una guida, fino al paradossale eccesso di discussioni, fratture e cavilli nel confronto fra lui, i consiglieri e gli attivisti cinquestelle: proprio loro che dovrebbero essere i paladini dell’anti-burocrazia.

Ma non voglio infierire su Nogarin, che sarebbe come infierire su Livorno: voglio invece essere ottimista. Nogarin ha promesso molto: il bus gratis per tutti, tasse più basse, riqualificazione del porto, investimenti sulla cultura, referendum propositivo senza quorum, evitare di vendere i quattro mori per pagare tutto. E magari ce la fa. Non si può che augurargli buon lavoro.

C’ha messo tre mesi per fare la giunta, ma ora è pronto ad amministrare, e sono convinto che ci riuscirà, facendosi un culo come un cesto.

Anche perché,  conoscendo i livornesi, se non ci pensa lui, ci pensano loro.

[M.V.]

 
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