Violenza inaudita

tupperwaste

Ci sarebbero così tanti argomenti da affrontare oggi che mi spiace parecchio doverne lasciare fuori molti e scegliere di concentrarmi su pochi temi. Ma la vita è fatta di sacrifici, come saprete, quindi procediamo.

Alcune persone stanno chiedendo di abbattere una creatura di dio perché potenzialmente pericolosa.

Chiaramente questo sta generando un gran polverone e grandi dibattiti etici su quanto sia giusto o meno uccidere un essere vivente se si può, che ne so, confinarlo in un’isola deserta in modo che non abbia più contatti con altre creature.

Io, appunto per il mio grande senso etico, sceglierei la seconda opzione perché la morte non è una soluzione che soddisfa il mio sadismo. Quindi, mi chiedo, perché non mandiamo Alfano in qualche posto isolato dove possa essere libero di sparare le sue minchiate lontano dalle nostre orecchie e spargere il virus dell’idiozia nel vuoto?

Lo so, vi aspettavate il discorso sul cane spagnolo ma io, miei teneri invasati amanti dei CAGNOLINI, non ne so abbastanza per poter affermare con certezza che si possa/ basterebbe/sarebbe conveniente mettere in quarantena il cane per dirci fuori pericolo, sicché non mi esprimo. Ma resta il fatto che se sapessi che il mio cane fosse un presunto portatore di virus, non ci penserei un attimo a farlo sopprimere se questo significa evitare altri contagi, ma sarà che ho problemi io nella sfera dei sentimenti.

Tornando ad Alfano, Angelino è un po’ come il figlio che deve combinare sempre grandi vaccate per uscire vittorioso dal confronto coi fratelli dalla personalità prepotente e farsi notare da mamma e papà. Sicché un giorno fa i dispetti alla maestra a scuola, un altro fa espellere (a sua insaputa) due rifugiate tra cui una bambina, un altro torna a casa con amichetti poco raccomandabili. Non riuscendo a ottenere l’affetto che desidera, decide infine di cavalcare l’onda delle ultime polemiche e azzardare un’uscita che, in tutta onestà, definirei eroica. Da kamikaze.

Con un colpo a sorpresa, Angelino stupisce tutti giocandosi la carta della legge, cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato considerando il suo dna berlusconiano, e afferma, in qualche tweet prima e in un’intervista poi, che la legge italiana non prevede i matrimoni omosessuali indi per cui le coppie gay sposate all’estero devono essere cancellate dagli appositi registri dell’anagrafe adottati in alcuni comuni.

Peccato che il povero Angelino forse non sa che, non essendoci appunto una legge a riguardo, i registri sono pressoché simbolici. Un gesto da parte di alcuni comuni meno trogloditi che hanno voluto dare un segno al paese, mostrando che c’è qualcuno qui che è uscito dal medioevo e ha intenzione di allinearsi alle politiche europee in materia di Pari Opportunità. Un segno, appunto, che è lo stesso che ha voluto mandare Alfano poiché, mancando totalmente la necessità giuridica di un simile provvedimento, si tratta solo di un’imposizione ideologica da testa di cazzo (e in questo caso sei una testa di cazzo non perché esprimi le tue idee -idee di merda ma legittimo esprimerle in un sistema democratico- ma perché vuoi spacciarle come giuste in termini di legge credendo siamo tutti una manica di cretini che non c’arriva).

Peccato, inoltre, che siamo senza un ministro delle Pari Opportunità da quasi un anno e mezzo e che tra l’altro Renzi, che ne fa le veci (…), ha dichiarato che parleremo di diritti civili, certo, ma dopo, in un futuro ancora imprecisato, quando avremo finito di fare le riforme.

Peccato che persino Forza Italia abbia scelto la via dell’avanguardia pura inaugurando il dipartimento “Libertà civili e diritti umani contro ogni discriminazione” che uno dice boh, era buona ‘sta droga o sta succedendo davvero? Sì amici, sta succedendo davvero: la Pascale si è iscritta all’Arcigay ed è riuscita nella titanica impresa di convincere pure il devoto Berlusconi ad accettare i matrimoni gay riaffermando il saggio detto  “tira più un pelo di figa che un carro di omofobi”.

Certo, uno in malafede (io) potrebbe pensare che sia solo una astuta mossa per accaparrarsi voti approfittando del procrastinare di Renzi e dell’assoluta contrarietà dei cerebrolesi cattolici del Nuovo Centrodestra ma comunque resta il fatto che, paraculata o no, qualcuno affronta l’argomento e fa notare come questo paese sia arretrato in fatto di diritti civili ma molto ferrato in discriminazione.

Sopratutto resta il fatto che una riflessione simile arrivi, assurdamente per svariate cause, dalla destra mentre il PD tace e continua la sua tradizione di convincerci che le priorità del paese siano sempre altre.

Eppure l’agenda Renzi aveva previsto la riforma sui diritti civili a settembre 2014 (correggetemi se sbaglio), scadenza che adesso si è trasformata in un generico “entro il 2017” perché i problemi sono altri e perché, fondamentalmente, si tratta di argomenti che potrebbero far saltare i già precari equilibri all’interno della maggioranza.

E noi aspettiamo comunque, sempre qui curiosi che chiediamo “Ehi Matteo, ma ne parliamo di ‘sti diritti civili?”

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Ma certo.

Col cazzo.

[S.T.]

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