Non è razzismo, è solo una fase

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C’è una grande massa di fini intellettuali che tende molto spesso a sottovalutare fenomeni apparentemente senza alcuna importanza ma che, a lungo andare, esplodono e mostrano tutta la loro pericolosità che, a un occhio più attento, sarebbe stata evidente già dall’inizio.

Prendiamo la Lega, da sempre oggetto di grande ilarità per il suo straordinario folclore che ci ha donato anni di risatine e migliaia di occasioni per sentirci più intelligenti e intellettualmente superiori. Ché non ci vuole poi tanto a essere migliori di una massa di razzisti trogloditi.

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Peccato che, mentre noi intellettuali ce la ridevamo, la Lega ha continuato a lavorare e ad approfittare del declino socio-economico del Belpaese per mettere le radici e diffondere la sua ideologia nazionalista e xenofoba, sperando (con grande realismo) che la creazione del nemico straniero che ci ruba pure quel poco che abbiamo facesse abbastanza presa tra gli italiani.

Un rozzo ma ben studiato lavoro emotivo che funziona come la manipolazione mentale e ti porta a fidarti ciecamente del tuo interlocutore, perché ha argomentazioni convincenti che ti toccano su ciò che ti è più caro: la famiglia, i soldi, il lavoro, la salute. E non importa che la maggior parte delle argomentazioni e dei presunti dati forniti dai leghisti sia falsa, loro si fidano ciecamente, come ci fidiamo dei santoni, per dire.

Lo stesso discorso vale per il M5S che ha fatto dello scontento popolare la sua fonte di successo, ma ancora di più vale per tutti gli altri estremismi nazionalisti e nostalgici che spuntano come funghi in Italia ma anche in Europa.

Andiamo ai fatti: dopo la tragica morte dell’auto di Salvini, il Paese si è stretto attorno al buon Matteo per condannare duramente la violenza del gruppo di ragazzi antirazzisti che si è presentato a Bologna per protestare contro la evidente provocazione di Salvini.

Nessuno si è troppo indignato per il fatto che Salvini abbia investito i ragazzi che tentavano di fermare la sua auto e che, solo DOPO essere stati investiti, gli hanno spaccato il lunotto. Nessuno si è indignato perché Salvini ha fatto campagna elettorale presentandosi in un campo sinti (considerando che il nuovo male identificato dalla Lega sono le comunità nomadi). Nessuno si è indignato perché i ragazzi sono stati denunciati per “violenza” e perché Salvini chiede condanne.

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Anzi, sempre per quella storia della luna e del dito, è finita che è colpa “dei ragazzi dei centri sociali” se Salvini ha avuto visibilità. Teoria bizzarra e affascinante se si pensa che ultimamente Salvini e i leghisti sono presenti praticamente ogni giorno in qualsiasi trasmissione tv e radio.

Chi sta riabilitando i leghisti, allora? I sassi sul lunotto di 5 persone o le dirette tv davanti a  milioni di italiani?

Una protesta può dare davvero più visibilità a Salvini di un martellamento mediatico quotidiano in cui i giornalisti fanno a gara a chi crea più panico tra gli italiani inventando ogni giorno una psicosi diversa e aizzando l’odio nei confronti dei migranti?

Negli ultimi giorni a Roma, nel quartiere di Tor Sapienza, un gruppo di residenti ha assalito un centro d’accoglienza per minori rifugiati. A parte la vergogna del fatto in sé, che colpisce dei minori già in difficoltà, è interessante considerare come il fatto sia stato ripreso dai media che hanno parlato di guerra tra poveri, di scontri tra i residenti e gli stranieri, di guerriglia urbana, facendo sembrare l’evento come un vero scontro tra gli “abitanti del quartiere” (che poi erano una cinquantina a fronte di 25 mila abitanti totali circa, ma sono particolari insignificanti immagino) che sono stanchi del degrado causato dagli altri protagonisti della lotta, cioè gli immigrati (che in questo caso sarebbero una settantina di minorenni ospitati nel centro d’accoglienza e che hanno solo subito l’attacco, particolari insignificanti anche questi). Ancora più interessante riflettere sui modi con cui si è reagito a questi attacchi, e cioè decidendo di trasferire tutti i minori in altri centri di accoglienza della capitale.

Interessante che nessuno sollevi il problema di come si viva in certe periferie, di come i servizi siano insufficienti, di come i municipi non abbiano i soldi per finanziare progetti sociali per proteggere e aiutare le persone in difficoltà, di quanto sia facile per i gruppi estremisti di destra approfittare dell’abbandono per diffondere odio.

Interessante che si volti sempre la faccia, che la problematica si sposti sempre sui soggetti sbagliati, che le soluzioni siano sempre d’emergenza e mai radicali, come le toppe sui pantaloni rotti. Interessante come sempre quel gruppo di intellettuali condanni la violenza se ti rompono l’auto perché tanto poi i problemi si sgonfieranno da soli, come se tutto questo sentimento razzista sia una cosa nata ieri e di cui non dovremmo preoccuparci ché tanto è solo una fase. Come quella degli adolescenti problematici.

Intanto domani Borghezio sarà a Roma per la campagna “stop invasione”, di nuovo scortato da Casa Pound.

Ma è solo una fase, dormiamo tranquilli.

[S.T.]

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16 thoughts on “Non è razzismo, è solo una fase

  1. Epperò… io continuo a credere che certe persone, anche se le trasferisci nel quartiere più “in” di Stoccolma, dotandole di tutti gli agi della vita moderna e i benefici di una capitale sonnacchiosa e per bene, azzerando ogni disagio sociale ed economico ed eliminando ogni motivo di rivalsa, si comporteranno sempre e comunque come delle teste di cazzo…

  2. Domandone: sono le teste di cazzo che rendono qualsiasi posto un luogo degradato, o sono i luoghi degradati che inducono a generare le teste di cazzo??
    Non so, magari qualcosa che si infila negli spermatozoi… tipo sciekimike…

  3. Pero’ se in Francia la signora Le Pen e’ a un passo dall’Eliseo e in Inghilterra il Partito Indipendentista (UKIP) insieme al Partito Conservatore chiedono o minacciono di uscire dall’Europa perche’ nei loro paesi il problema dell’immigrazione si e’ fatto drammatico, diventa difficile sostenere che in Italia Salvini & Co sparino solo cazzate razziste.

    Oddio: qualcuno lo puo’ sostenere, ma fa la figura dell’imbecille (etimologicamente inteso).

      • La tua e’ una deduzione ottusa.

        Fossi piu’ acuta avresti dedotto che il problema e’ europeo (e americano) e che tutte le forze politiche ne discutono in modo piuttosto animato, ognuna cercando di offrire soluzioni sulla base della loro interpretazione di questo fenomeno migratorio di massa che sta caratterizzando l’Europa da circa un Ventennio.

        Si fa presto a fare come fa il povero Severgnini che sparando i dati delle “statistiche” dice che il problema dell’immigrazione non esiste: sono gli Italiani cretini che percepiscono male la realta’ che li circonda, non conoscono i fatti e si agitano nervosi quando dovrebbero prendersi una camomilla e fidarsi di quello che dicono gli “esperti”.

        Severgnini dovrebbe spiegarci perche’ i “suoi” Inglesi stanno uscendo dall’Europa proprio per poter recuperare il controllo delle loro frontiere e razionalizzare il fenomeno migratorio.
        Che si sia riempito di “trote” ignoranti e disinformate anche il grandissimo Regno dis-Unito del grande, immortale Beppe Severgnini?

        Salvini non e’ l’unico cretinetto fascistoide occidentale che si fa peso di questi problemi e propone le sue soluzioni.
        Salvini e’ uno dei tanti politici che partecipa ad una importantissima discussione che coinvolge l’intero Occidente ed i suoi equilibri sociali, politici e culturali.

        I “Fascisti”, in Francia, non sono arrivati dalla Luna o da Marte o da quella Cometa sulla quale si e’ posato ieri un laboratorio creato da una Cultura che non cerca risposte nel Corano: i “Fascisti, in Francia, la Signora Le Pen li ha pescati per lo piu’ nell’elettorato socialista.

        E’ da imbecilli pensare che l’elettorato, quando vota “socialista” dimostra un’acutissima intelligenza e quando vota “fascista” rivela un’ottusissima ignoranza perche’ si mette a correre dietro a Salvini, a Le Pen, a Farage e a tanti altri.

        Quando si ragiona di politica bisogna andare in profondita’ altrimenti si fa la figura degli imbecilli (etimologicamente inteso).
        Come succede spesso al blogger, giornalista, scrittore di fama internazionale Sciltian Gastaldi also known as Anelli di Fumo. (Eh Eh Eh…)

      • Io sarò pure ottusa e imbecille ma qua forse non stai capendo che ti sto parlando di razzisti e non di politici che vogliono risolvere il problema dell’immigrazione, perché un conto sono le politiche sociali e un altro conto è fomentare l’odio verso gli stranieri usandoli come capro espiatorio di tutti i problemi del Paese.

  4. Gustavo, hai proprio ragione. Così come uno fa la figura del ritardato se parla senza legare con nessi logici un concetto a un altro.
    Sono già due post che commenti senza capire, portando argomenti che possono anche avere senso, ma che non c’entrano nulla con i temi dei post: continui a confondere immigrazione con razzismo, e programmi con propaganda.

    Ora, credo che non ci sia indice più lampante dell’essere menomato nelle facoltà mentali e psichiche del non riuscire a capire un breve testo, o a stabilire nessi consequenziali fra due concetti o eventi.

    Se vuoi nel prossimo post ti facciamo un disegno.

  5. @ Marco Valtriani

    Io “continuo a confondere immigrazione con razzismo, e programmi con propaganda”?

    Io “non riesco a capire un breve testo, o a stabilire nessi consequenziali fra due concetti o eventi”?

    Puo’ essere vero.

    Pero’ tra le righe dei tuoi post e di quelli di Fenice09 si pende troppo sull’anti-fascismo e sull’anti-razzismo.
    E le palle si gonfiano.

    Fascismo e razzismo sono argomenti troppo seri per essere usati in modo cosi superficiale.
    Sono diventati come il prezzemolo.
    A un certo punto le palle scoppiano.

    Se volete vi faccio un disegno.

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