ER – astensionisti in prima linea

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tupperwaste

 Continuiamo a parlare delle elezioni regionali in Emilia Romagna (ER da ora) e Calabria di questo weekend ma guardiamole adesso con gli occhi del giovane Renzi™.

Abbiamo vinto 2 a 0, ha detto Renzi. 2 a 0 netto, per la precisione, perché si poteva vincere anche con un 2 a 0,5 ma gli altri no, hanno fatto proprio 0 gol. Nettissimo.

Ma cosa abbiamo vinto? *risposta censurata*

Diamo un po’ di numeri: in Calabria l’affluenza è stata del 44,07%, mentre in ER del 37,67%. Quindi, se la media è del 40% circa, significa che il 60% degli aventi diritti al voto è rimasto a casa. Giusto? Giusto.

Comunque abbiamo vinto e questa è la cosa fondamentale. Renzi ha liquidato il problema dell’astensionismo come “secondario” perché appunto, come hanno confermato anche i suoi fan più accaniti, l’importante era stravincere e lasciare a casa gli avversari.

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Secondo questo principio, quindi Renzi, furbescamente, avrebbe attuato una serie di strategie per disincentivare gli elettori e impedire che votassero male (cioè non votassero per il nostro giovane sovrano illuminato). Per esempio: sminuire i sindacati e tutti i lavoratori, i precari, i disoccupati, gli studenti che hanno partecipato agli scioperi degli ultimi mesi e ignorarne le richieste perché “le riforme devono essere fatte”; far caricare dalla polizia sistematicamente operai e studenti durante le proteste spesso senza motivo alcuno; strizzare l’occhio un po’ troppo al centro e un po’ troppo poco a sinistra; difendere la campagna elettorale assolutamente razzista di Salvini pur di non dar merito agli antagonisti per essere stati gli unici a provare a contrastare le provocazioni leghiste, e via dicendo. Noi pensavamo che questo PD fosse incapace e invece vedi, era tutto un bluff per farci stare a casa. Furbissimo.

Un’altra convincente motivazione per il calo di voti è la protesta contro Renzi unita a una mancanza di coraggio dei vecchi elettori del PD che non hanno avuto la pazienza di aspettare la rivoluzione di Renzi, che però ce l’ha promessa e, dunque, pensando che il povero Matteo sia come tutti gli altri, sono rimasti a casa a guardarsi il derby.

alSempre per lo stesso principio, di contare i voti e contarli male, spacciando un totale fallimento per un grande successo perché “ehi, il 40% ha votato PD” (senza considerare che quel 40% vale quanto tutto l’isolato di casa Renzi, più o meno), si gioisce appunto per un dato che non ha nulla di felice. Considerando inoltre, cosa che non sembra essere rilevante nel team Renzi, che il candidato leghista in ER ha conquistato il 30% di voti.

La rossa Emilia Romagna che per uno strano scherzo daltonico diventa verde. Verdissima. Bene, allora, festeggiamo. Abbiamo vinto. Non ci interessa essere rappresentativi, ci interessa vincere. Ci votano in 10? Sticazzi, comunque abbiamo vinto. Non avete votato perché siete sfiduciati/vi fa schifo il governo Renzi/volevate dimostrare dissenso/l’alternativa era votare Salvini?

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Se non vi sta bene il voto, la prossima volta muovete il culo e andate a votare, a votare bene chiaramente e cioè Renzi. Sennò, se proprio vi sentite super fighi e in grado di catalizzare i voti degli astenuti, vi potete fare un bel partito tutto vostro, la “vera sinistra vera” che, calcolando i numeri di chi non ha votato, sarebbe sicuramente il secondo partito italiano, chiaramente dopo il PD. Secondo Alagna, dunque, in questo mondo meraviglioso fatto di bianco e di nero, tutti gli astenuti avrebbero votato questo fantomatico partito di sinistra. Se ne deduce che nessun altro partito abbia perso voti in queste elezioni, tranne appunto la Sinistra (bonanima). Strano, perché risulta da alcuni dati che sia il M5S sia la stessa Lega, per non parlare del centrodestra, abbiano subìto una perdita significativa di elettori. Particolari trascurabili da noi che tagliamo il mondo con l’accetta e che abbiamo deciso che adesso il nemico di Renzi sia la sinistra dei gufi.

Ma cosa pensava Renzi quando due anni fa era Bersani a urlare “abbiamo vinto” nonostante le grandi percentuali di astenuti? Ecco, Matteo diceva che non c’era nulla da festeggiare, che sarebbe stato il caso di lasciare lo champagne in cantina, perché l’astensionismo è un dato negativo “per chi crede nella partecipazione”. Ma non solo l’astensionismo rappresentava un problema: in quelle elezioni il M5S conquistò molti voti, così come in questa votazione sembra averne conquistati (relativamente) tanti la Lega. E sopratutto, cosa pensava il PD del referendum sulla scuola a Bologna che raccolse scarsa partecipazione? L’anno scorso il referendum fu snobbato proprio perché votarono in pochi.                                                                                                                               Cos’è cambiato allora? Facile, direbbe il diavoletto sulla mia spalla, adesso tutti questi (anche se pochi) voti servono per l’ego del nostro giovane Renzi.

Ma no, no, non è così, è che solo gli stupidi non cambiano mai idea.

[S.T.]

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2 comments

  1. Il 60% degli aventi diritto al voto e’ rimasto a casa perche’ Vendola e Landini non avevano ancora lanciato “Human Factor”, la “tre giorni milanese” che dara’ vita al “NPD”, il Nuovo Partito Democratico della Sinistra post-Komunista che non riesce a mandar giu’ il rospo che l’Italia sia passata dalle mani di Silvio il Berluscone a quelle di Matteo il Berluschino, il suo figlioccio democristiano.

    Io li capisco i post-Komunisti: hanno fatto un Ventennio di anti-Berlusconismo e si ritrovano sodomizzati dal giovane berluschello fiorentino che li tratta come pezzi di cacca secca del XX Secolo. Un “Ventennio Perduto”!

    Dev’essere terribile aver dedicato un Ventennio di Resistenza al Berlusconismo e trovarsi tra le palle questa mostruosita’ politica chiamata “Renzismo” che porta avanti le riforme “liberali” e quele costituzionali.del Berlusconismo.

    Per fortuna, in soccorso, arrivano Vendola e Landini, veri “anti-fascisti” post-komunisti che fondando il Nuovo Partito Democratico post-Komunista chiamato “Human Factor” faranno per un altro Ventennio una guerra di Resistenza contro l’Italia di Berlusconi, di Renzi e di… Salvini.

    In politica non e’ importante vincere: l’importante e’ partecipare e prendere sberle sul naso.

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