“Era già pedofilo quando sono arrivato.”

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tupperwaste

Dato che la merda non basta mai, dopo la prima uscita del meraviglioso nuovo quotidiano “La Croce” (nomen omen?) del nostro beniamino Mario Adinolfi, che pare abbia riscosso un grande successo tra i nostri cari connazionali abitanti di Frittole, un altro evento ci ha aiutato a bestemmiare gesù cristo  toccare con mano l’assoluta intolleranza  da cui siamo circondati: il convegno sulla famiglia.

Che cos’è questo convegno sulla famiglia? Una riunione di grandi menti tutte intente a difendere la famiglia naturale dalle insidie dei tempi moderni e dunque, in sintesi, un convegno omofobo.

Al convegno milanese hanno partecipato tanti vip a cui siamo affezionati, come il buon Formigoni e Maroni ovviamente, ma sopratutto interessante è parsa a tutti la presenza di don Inzoli, sacerdote di Crema accusato di abusi su minori.

Se non ci fosse da piangere sarebbe davvero super LOL che un pedofilo si presenti a un convegno in difesa della famiglia naturale, ma d’altronde questo è un paese sorprendente in cui tutto può succedere. Tipo avere amnesie improvvise, per esempio.

Infatti, dopo le polemiche nate in seno alla presenza vagamente inopportuna di Inzoli al convegno, subito Maroni ha preso le distanze da tale evento affermando di non avere assolutamente idea di chi sia il sacerdote.

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Qui ammiriamo Maroni che saluta calorosamente un completo estraneo, educazione prima di tutto

“Non conosco quell’uomo” – ha dichiarato Maroni – “soffro solo di un disturbo compulsivo che mi porta a stringere la mano ai preti pedofili.”

Siamo gente orribile, che si ricorda tutto all’occorrenza. Siamo gente che ieri ha tirato fuori una foto del 2004 in cui, guarda tu il caso, Maroni era seduto allo stesso tavolo di Inzoli durante un convegno.

Incredibile quanto sia piccolo il mondo, gira che ti gira ti ritrovi a frequentare sempre i soliti quattro stronzi, eh?

Ma se il LOL non era sufficiente, dopo la bufera arriva il colpo di genio: Maroni avvia verifiche per accertarsi che quell’uomo lì, quello che sembra proprio il sosia di Inzoli, sia proprio il suo sosia e non, come pensiamo noi maligni, il prete pedofilo.

Spero solo che questa sceneggiata si concluda in fretta e sopratutto con Papa Francy che vi tira un punio™.

È normale.

 

[S.T.]

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14 comments

  1. Giusto per dovere di cronaca: Inzoli non è più un prete, è stato spogliato dalla Chiesa della sua veste, almeno da quanto ho letto facendo un pò di ricerche.

    Ovviamente, non cambia lo status di condannato e la relativa meschinità dei suoi atti.

  2. “È veramente miserabile che di un convegno in difesa della famiglia sui giornali e nei tg non passi un messaggio o un tema affrontato dai promotori, ma il fatto che nel pubblico si siano infilati un disturbatore e un prete accusato di pedofilia.

    Questa sì che è vera macchina del fango: sporcare un convegno in difesa della famiglia, dei bambini, delle nascite associandolo all’omofobia, all’intolleranza e alla pedofilia. E all’insinuazione mediatica dall’interno si accoppia la pressione dall’esterno di chi assediava quel convegno per impedirlo, intimorire i partecipanti e denigrarli come una setta omofoba e tendenzialmente pedofila. Si è mai visto in un convegno omofilo o abortista qualcuno che abbia potuto prendere la parola per insultare il tema del convegno ed esprimere idee opposte, senza essere interrotto e alla fine impedito di parlare?

    Si è mai fatto un censimento di quanti indagati per pedofilia o affini ci sono nei gay pride o nelle manifestazioni analoghe? Ma che paese civile è questo che non è in grado di sopportare due idee divergenti sulla famiglia e sui diritti civili, perché deve subito demonizzarne una e squalificarla a priori? E che informazione domina se si depistano eventi e fatti attraverso episodi marginali? La questione di Greta e Vanessa, della loro avventatezza e del riscatto, ad esempio, è diventata la questione Gasparri, come se fosse stato lui il sequestratore… Il fatto sparisce con la sua gravità; da punire resta solo un piccolo, stupido tweet.”

    Marcello Veneziani – Mer, 21/01/2015 – 14:59 (Il Giornale)

    Io, nel mio piccolo, aggiungo che tra voi omofili e i fondamentalisti musulmani corre poca differenza. Vi manca il kalaschnicov e qualche aspirante suicida che in nome dell’omofilia faccia irruzione al Convegno omofobo e spari alla testa di Formigoni, di Maroni, di Adinolfi e dei giornalisti della “Croce” (nomen omen).

    A proposito di “nomen omen”: forse e’ opportuno ricordare che per mezzo secolo il “nostro” ex presidente Napolitano (quello dei governi Monti-Letta-Renzi: i governi del Presidente) sceglieva la Pravda (la Verita’) come prima lettura del mattino. E con lui anche Bersani, D’Alema e tutta la dirigenza del Partito Komunista italiano (e francese).
    Poi e’ caduto il Murazzo di Berlino e hanno sostituito la Pravda con “la Repubblica”, organo del Partito Democratico formato da ex-komunisti diventati post-komunisti e da kattolici di ispirazione “francescana”: quelli che secondo una moderna interpretazione del Vangelo si sono messi a predicare l’uso cristiano del cazzotto sul naso.

    E’ stato bello l’altra sera vedere D’Alema (quello che da giovane leggeva la Pravda) discutere impacciato con Marie Le Pen portando ad esempio delle sue argomentazioni nientepopodimeno che l’America. E sentire la “fascistona/nazionalista/razzista/omofoba” Marie rispondergli esclamando:
    “E’ divertente vedere un ex-komunista che elogia l’Amerika!”

    Ma quello che ha fatto torcere le budella dal ridere e’ stato D’Alema parlare “male” della Merkel.
    Proprio come Berlusconi, tre anni fa, prima di essere costretto alle dimissioni, accusava l’Europa di essere “germano-centrica”. e la Mafia finanziaria di Bruxelles di essere “germano-fila”

    C’e’ tanta di quella confusione a sinistra e, in generale, tra le file del “Progressismo” italiano (incluso il movimento LGBT) che un giorno vedremo una vignetta di Charlie Hebdo satireggiare sul PD chiamandolo “le parti de la merde”.
    E gia’ mi immagino i piddini scendere in piazza con le magliette “Je suis charlie” per difendere la liberta’ di espressione.
    La liberta’ sdi espressione di tutti: eccetto quella di Formigoni, di Maroni e di Adinolfi.

  3. Grazie per il tuo supporto, fenice9.

    La liberta’ di espressione, dunque, riguarda anche Formigoni, Maroni e Adinolfi.
    Si fa eccezione solo nei casi in cui la liberta’ di espressione viola la Legge.

    In Democrazia.

    Se i fondamentalisti islamici o i fondamentalisti LGBT, sventolando i loro “Corani”, vogliono impedire la liberta’ di espressione devono armarsi di kalashnicov e fare “Resistenza anti-fascista”.

    I fondamentalisti islamici lo hanno gia’ fatto.
    Ancora non vedo partigiani LGBT della Resistenza anti-fascista salire sulle montagne con il kalashnicov a tracolla e il pugnale tra i denti.

    E questo mi rasserena e mi tranquillizza perche’ in Italia, almeno per il momento, potremo continuare a pensarla come caxxo ci pare senza paura che i fondamentalisti LGBT ci infilino un cappio al collo o ci buttino giu’ dalle Torri.
    ############################################################################

    fenice9
    in gennaio 23, 2015 alle 20:54 pm, in risposta a Gustavo Ulivi, ha detto:

    “Sì”.

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