Scontri fra manifestanti: danni ingenti e molti feriti.

“Gli scioperi, il boicottaggio, il parlamentarismo, la manifestazione, la dimostrazione: tutte queste forme di lotta sono buone come mezzi che preparano e organizzano il proletariato nel trovare uno stronzo da prendere per il culo durante il TG.”
(J. Stalin)

Mentre continuano a imperversare le discussioni sul tizio intervistato dopo i disordini all’Expo, che vertono principalmente su “è ritardato o è bruciato dall’MDMA?”, e mentre molti continuano a parlare della questione black bloc (spesso a cazzo di cane, in una toccante gara per vedere se in Italia ci sono più ritardati o bruciati dall’MDMA), io sono qui che m’interrogo su un’altra questione, una di quelle con cui riesco a procurarmi sputi e insulti su base più o meno regolare. Oh, il lavoro è lavoro.

Ebbene, prenderò in prestito un simpatico quiz da Saverio Raimondo (un grandissimo stand up comedian della “scuola” di Satiriasi) e vi farò qualche domanda su un paio di manifestazioni.

Roma, Ottobre 2011. Manifestazione nata pacifica diventa improvvisamente guerriglia a causa di un gruppo di alcune centinaia di Black Bloc. Oltre cento i feriti. Senza Google: per cosa si manifestava? E cosa si è ottenuto?

Roma, di nuovo. Novembre 2012. Sparuti gruppi di manifestanti diventano turbolenti. Scontri. La polizia carica. Otto persone arrestate, circa cinquanta fermi, un centinaio di segnalazioni, diversi feriti e contusi. E in questo caso, per cosa si manifestava? E cosa si è ottenuto?

Dicembre 2013, Torino. Un’iniziativa di protesta degenera in vandalismi e scontri con le forze dell’ordine, decine di feriti. Di nuovo, chi manifestava e perché? E cosa è successo dopo?

Milano, Novembre 2014. Un’altra manifestazione. Un gruppo di studenti si allontana dal corteo avanzando verso un posto di blocco, gli agenti reagiscono malissimo e fanno partire i lacrimogeni sparando basso. Diversi contusi. Che cosa aveva unito i manifestanti in questa protesta? E cosa si è ottenuto?

Ovviamente il quiz contiene un trucco: chi è coinvolto nelle manifestazioni, quale che sia la parte che occupava, quegli scontri se li ricorda eccome. Il problema è invece il pubblico, la gente normale, quelli che dalla manifestazione dovrebbero essere sensibilizzati, che invece dimenticano tutto. Per non parlare degli effetti: non ricordo una manifestazione che abbia portato a risultati davvero concreti, se non in alcuni rari casi, e sempre a livello più locale che nazionale, anche se forse a funzionare meglio sono presidi ed occupazioni, più che le sfilate in strada, che invece mi sembrano sempre di più uno strumento non funzionale. La sensazione che ho è quella di voler scavare una fossa usando una forchetta: qualcosa riesci a fare, ma non è abbastanza. E il rischio è che se anche ce la fai, alla fine nella fossa ci sei tu.

minniePurtroppo le manifestazioni hanno questo difetto: sembrano tutte uguali e sembrano portare tutte verso lo stesso risultato: un cazzo. C’è il corteo, con un percorso prefissato, si intasa il traffico per un po’. Ci sono gli slogan, la tensione, poi quasi immancabilmente succede qualcosa: infiltrati di destra, infiltrati di sinistra, black bloc, teste di cazzo in generale, agenti impazziti dei servizi segreti di Topolinia che sobillano la folla vendendo canne tagliate con la stessa roba che prende Pippo.

E ogni volta, dopo qualche giorno, sparisce tutto, se non per i pochi che ci credono davvero, fino alla prossima manifestazione, e dopo il teatrino su quanti fossero i partecipanti, gli unici numeri concreti che rimangono sono due: quello dei feriti e quello dei danni a strutture e proprietà di cittadini con l’unica colpa di aver posteggiato nel posto sbagliato, tipo sotto casa.

Non so che dire, di manifestazioni ne ho fatte tante e la sensazione che avevo era sempre quella; non solo: solo per fortuna e per lo stare sempre nelle frange tranquille (nonché grazie all’ausilio della nobile arte del cacarmi sotto nei casi più estremi) non mi sono ritrovato nella conta dei contusi. Per cosa? No, essere a milioni in piazza a Roma non fermò la guerra in Iraq: eravamo tantissimi, senza se e senza ma, solo che a Bush bastò dire “e però no” per fare i cazzacci suoi, né il massiccio corteo impedì a Berlusconi di dargli tutto il supporto possibile. E oggi farei fatica a scendere in corteo, perché non sento questa forma di lotta in linea col mio modo di essere. Quindi da un lato non pretendo di avere il diritto di giudicare quanto manifestare abbia ancora senso, quanto possa cambiare le cose, ma mi riservo quello di pormi il dubbio.

Se volete, dite la vostra, che io la mia stavolta non ce l’ho.

[M.V.]

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Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

4 thoughts on “Scontri fra manifestanti: danni ingenti e molti feriti.

  1. Concordo con te, anzi, alle volte mi pare che le manifestazioni (visto poi cosa succede e soprattutto come ne parla la stampa) riescano addirittura a nuocere alla causa.
    Solo che alternative “democratiche” non me ne vengono in mente.

  2. Secondo me, i cortei non son mai serviti a un tubo (se non all’ego di chi vi partecipa, piu’ o meno convinto di star facendo qualcosa e di essere importante alla causa, quale essa sia), e se anche qualche decennio fa avevano una ragione di esistere vista la forte contrapposizione dx – sx, oggi sono anacronistici, oltre che inutili. Lo pensavo quando avevo vent’anni, lo dissi al tempo di Genova, e lo penso ancora adesso. Ho cambiato idea su molte cose, ma il modo in cui vedo il mondo non e’ cambiato poi molto, forse perche’ e’ la stessa cloaca di sempre, solo piu’ veloce, tecnologico e moderno. Oggi confido nelle scie chimiche e nel club Bidibibodibiberg

  3. Pingback: Rabbia manifesta. | non si sevizia un paperino

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