Sogni da bambino: un calcio alla crisi

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Renzi si accorge che c’è un problema con le pensioni, intanto nel mondo del calcio provano soluzioni alternative: l’ultima ha fruttato per ora 50 arresti.

Fermo restando che anche le soluzioni governative meriterebbero di passare al vaglio degli ispettori, in un momento in cui la crisi entra a gamba tesa, ciascuno reagisce come può: Mattarella si abbassa un po’ le entrate, Renzi ne spara senza sosta, l’idraulico alza le tariffe, il notaio se ne fotte, il calciatore trucca partite, il dipendente si attacca al cazzo.

Questione di stile.

Ma l’ennesimo giro di truffe, frodi e scommesse in ambito sportivo, scoperto dalle indagini della polizia, non è altro che una prova di sistema privato alternativo per combattere la crisi, in particolare quella delle pensioni, aspetto notevolmente critico nella carriera degli sportivi. Si tratta di una soluzione poco difforme da quella delle sovvenzioni alle scuole private che Renzi sostiene con forza: “coprono un servizio pubblico che altrimenti dovrebbe offrire lo stato, è giusto finanziarle”, un sistema che purtroppo comunque non riesce a superare le barriere della ricchezza, relegando i protagonisti a cifre da “straordinari de Libeccio” mentre agli investitori va il frutto del lavoro extra dei lavoratori coinvolti.

L’aggravante, secondo gli inquirenti, è che così si priva i giovani del sogno di diventare campioni, da grandi, come i propri idoli. Hai visto mai che si mettano in testa di studiare, o addirittura di comprendere la realtà che li circonda.

Merito dello sport è però quello di aver spesso rappresentato la società in cui si sviluppa, in questo caso con un’aderenza encomiabile, una quantità di morti di fame che si affannano per ruspare il possibile mentre la barca dei furbi su cui pensavano di viaggiare si rovescia come il barcone di disperati che in realtà è.

E il bimbo sogna, come il babbo prima di lui, di tirare un calcio alla crisi, scagliandola verso gli spalti, tra la folla di coglioni che lo ammirano, perché lui sì, che ce l’ha fatta.

[D.C.]

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