Era solo un provino.

angolokarimov

A me piace molto la creatività in campo sessuale. C’è un che di ludico nel sesso, ed è piacevole scoprire sia quello che ci piace, sia quello che piace ad uno o più eventuali partner. Mi piace anche tutto il porno, credo che uno dei maggiori pregi di internet sia l’aver reso raggiungibile a chiunque abbia voglia di esplorare tutto lo scibile umano in campo sessuale: adesso, se vuoi farti sborrare in bocca e poi passare lo sperma al tuo compagno, puoi dire: “snowball?” invece che complicarti la vita con un lungo giro di parole. So cosa state pensando: “non dovevo leggere a voce alta davanti a mio figlio”. Ma ormai è tardi, scusate, la prossima volta metto un disclaimer (no, non lo farò).

Il limite unico che la quasi totalità dei praticanti della nobile arte del sesso, sia esso di coppia, gruppo, autonomo o auto-inflitto si impone è per l’appunto il coinvolgimento dei bambini. E non sto parlando di ragazzini post-adolescenti (che fra di loro, potendo, scoperebbero come conigli, e che sono esclusi dalle voglie degli adulti più da un sistema di leggi a tutela della loro incoscienza che da ragioni prettamente anatomiche), ma proprio di bambini.

E parte una ristretta schiera di malati generici c’è una categoria ben precisa di persone che sembra particolarmente interessata a sbattere il proprio cazzo rugoso nel culo della nostra progenie: i preti. Mentre le suore, specie se interpretate da esperte pornostar, sono da sempre un’innocua categoria pornografica simile alle supereroine in pericolo e alle cameriere giapponesi, i preti tendono a stare fuori dai siti mainstream e a frequentare i loro giri, solitamente come registi di amateur porn con piccoli attori non consenzienti.

Come nel recente caso di Placido Greco, ai più conosciuto col nome d’arte di Don Dino, regista e scrittore di Fiumicino: questo artista incompreso non solo girava film pedopornografici, ma ha anche scritto un’ispirata versione hard della Bibbia. Alle accuse di chi gli faceva notare che, ecco, infilare il cazzo in bocca a piccoli rom è un pochino un reato gravissimo oltre che una cosa che porcoddio devi essere proprio una merda, ha risposto con disinvoltura: “ehi, erano solo provini!”

Adesso la domanda è: questo tipo di persone sono poveri malati di mente, che quindi andrebbero curati con dei farmaci (per esempio 200 mg di ossicodone), oppure viscidi pezzi di merda da appendere per i coglioni e per la lingua a complessi sistemi di lenze e ami da blue marlin, per la felicità degli amanti del BDSM? Non possiamo saperlo. Mentre indaghiamo, però, facciamo due cose: quando li becchiamo, mettiamoli in carcere e buttiamo la chiave, caghiamo in bocca a chi li copre e ricordiamoci sempre che è con l’otto per mille che questi bastardi si pagano l’avvocato.

[B.K.]

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Informazioni su Benito Karimov

Non ho peli sulla lingua. Ma se ce li ho, sono (pick one randomly): di una tizia\o conosciuta\o ieri, di una deputata grillina, di Alyssa Milano, di un siberian husky, di tua madre*, della tua metà (uomo o donna che sia), di un gattino, miei, di Lorella Cuccarini, della tizia di cui guardavi le foto stamani, tuoi, non so\non ricordo. * se può consolarti ho dovuto drogarla.

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