Il teorema dell’automobilista

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Bimba di 11 mesi sbranata dal cane di casa: arrestato il padre.

Era un normalissimo lunedì, di quelli in cui sei lì impegnato ad ignorare le uscite della Lucarelli mentre schivi le puttanate di Salvini e scavalchi la malattia psicosociale di montagne di gattini che fanno cose (o nessuna cosa), quando vengo a conoscenza di questa fantastica notizia tramite una condivisione in cui l’articolo veniva presentato con la frase “Per chi ama i cani, che non sporcano solo i marciapiedi…”.

Premesso che qualsiasi essere vivente con un minimo di empatia provi affetto per delle creature domestiche, entro i limiti dell’interesse umano e privato, l’immagine che ho di qualcuno che ci tenga a sottolineare “io amo gli animali” è più simile a qualcosa del genere:

Ma mentre si accavallava nella mia mente l’immagine della più ampia e insensata affermazione “io amo gli animali” con l’idiozia del voler incolpare una bestia per essere tale, mi sono accorto di essere esattamente immerso nel teorema dell’automobilista.

Quella dell’automobilista è una posizione dalla quale le prospettive del mondo che ci circondano vengono ridotte a due sole condizioni: giusto e sbagliato. Giusto è il modo in cui guida l’automobilista, sbagliato è chiunque sia d’intralcio a quel modo e chiunque si ritenga intralciato da quel modo, e chi va più veloce è uno stronzo e chi va più lento è un coglione, e così via. Be’, in quel momento io ero in macchina, con una mano sul volante, andando leggermente oltre i limiti e sorpassando a destra uno che non capiva che la responsabilità del comportamento della bestia domestica è di chi la addomestica, e schivando davanti un altro ai due all’ora per condividere il selfie di lui che pomiciava il gatto.

Io ero lì e non mi stava bene un cazzo.

Come il tizio vorrebbe una società senza cani, come l’animalista vorrebbe un gatto presidente della Repubblica, come il leghista vorrebbe una terra senza negri/migranti/terroni/stranieri/gay/scienziati/etc, così io vorrei che persone come il padre dell’articolo non possedessero animali, non facessero figli e, più saggiamente, non esistessero proprio.

Ma lo vedo anche negli aforismi fabiovolosiani condivisi da più meno giovani donne, che hanno un’immagine dell’amore talmente idealizzata da impedirsi l’accesso alla sporca felicità quotidiana, lo vedo nelle condivisioni religiose, che idealizzano una gioia inventata basata sull’infelicità reale, etc. Ognuno ha in mente un modo totalmente o più assurdo di come le cose dovrebbero essere, di come dovrebbe scorrere il traffico, di come dovrebbero essere fatte le macchine, le strade, gli automobilisti. E io, quando salgo in quella macchina, in questo non sono diverso dagli altri, anzi, sono pure peggio, perché poi mi diverto quando alla condivisione:

Bimba di 11 mesi sbranata dal cane da guerra del padre “Per chi ama i cani […]”.

Un genio risponde condividendo l’articolo:

Mamma uccide la figlia mettendola nel forno “Per chi ama le mamme e i forni.”.

Non si scappa al teorema dell’automobilista, è la natura, è come fare la pipì, puoi farla di nascosto, da seduto e piano piano, ma non puoi trattenerla a lungo, e da qualche parte devi mandarla. Io piscio qui, a voi la scelta.

[D.C.]

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