Facebook ti odia

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Migliaia di account Facebook aggrediti dall’amministrazione: usa il tuo vero nome o sei fuori.

Come appare chiaramente in quel misto tra Bibbia e Mein Kampf che è il regolamento della piattaforma sociale, che ciascuno di noi ha letto con la di quelli medesima accuratezza prima di accettarlo e farne ugualmente sfacciato uso (LOL), l’iscrizione richiede l’utilizzo del proprio nome e cognome, chiaramente come la bibbia dice di non mangiare crostacei e il Mein Kampf di… boh, so’ un cazzo io, comunque, alla fine, ognuno fa come vuole, per fortuna o purtroppo, e va con dio (mai abbastanza).

Quindi, in teoria, niente Tati Anal, Islom Mussolini, Ma Rò, Tris Tezza, Hitler Tony e tanto meno  quelle aberrazioni della natura degli account SimoneMoggiClaraViendalmare noti anche come “un’altra coppia che dovrebbe essere sterilizzata”.

E invece ce ne sono, a FottiByte (unità di misura creata ad hoc), proprio mentre a qualcuno di voi, me compreso, viene bloccato l’account con la richiesta di “esibire un documento”, per altro proprio nel tentativo di cambiare il nome in quello vero, ritenuto evidentemente meno attendibile di un più condivisibile Don Diego.

Unità di misura.

Poco male, tanto lo stronzo lo faccio con il mio nome, ma la richiesta ha un sapore amaro, un forte retrogusto d’ingiustizia, o meglio, d’iniquità, perché il regolamento accettato parla chiaro, e la richiesta non è un’assurdità, ma girarmi e vedere nella colonna delle “persone che non dovresti proprio conoscere” ancora GuidoneMosciTatianaStradivari, nella sua bella foto di coppia con tutta la squadra di cromosomi extra, mi sa di presa per il culo.

Che fare? Giustizia personale? Trasformarsi in un “canarino”? Falsificare un documento e dire a Facebook di chiamarmi Come Lui?

Alla fine, però, un nome falso su Facebook non mi fa scopare di più, né mi fa fare figure migliori se mi metto a urlare ai matti, né folgorerà GigionePorciTittyPomponia, nome e cognome e passa la paura, parcheggio nelle strisce e pago il dovuto.

Ma quando la stessa cosa accade per una sanzione? Per l’applicazione di una legge, per una restrizione? Come dovrei comportarmi? Abito a Roma, abbiamo le macchine parcheggiate sui lampioni, una volta ho dovuto spostare il frigo della signora del primo piano per uscire, ed ero quello messo meglio. In questo contesto presi una multa per aver parcheggiato con una ruota che sporgeva dalla striscia bianca, “non ero allineato” alla striscia, inevitabilmente, visto che i vicini avevano parcheggiato a pettine su di un parcheggio a spina. Una storia banale, una multa del cazzo, arrestato per essermi fatto scappare una puzzetta in un mare di merda.

Sbaglio, pago, sono costretto all’errore, pago, sbaglia il mio vicino, pago, una testa di cazzo mi parcheggia in doppia fila ogni santo giorno e abbozzo. Ora, nello specifico gli “abbozzo” la macchina, ma nella metafora riconosco il dubbio etico e filosofico del “come cazzo devo comportarmi”? Sfruttare i buchi del sistema e approfittare delle falle il più possibile? Rassegnarmi e “non guardare gli altri”, come diceva povera mamma*? Piantare un casino e iniziare una crociata contro i muli a vento (che sono una cosa piuttosto disgustosa)? Iscrivermi ai cinque stelle e mandarli tutti a casa? Andare a Salvini i Marò?

Ovviamente chi è costretto a stare alle regole (così come non dovrà mai rispettarle) vorrebbe vederle rispettate da tutti (tutti gli altri), ma regole troppo rigide e controlli “totali” non hanno mai funzionato, non molto a lungo almeno, e magari si vorrebbe solo una logica migliore nel controllo e nell’applicazione delle regole, ma questo, come tutte le cose troppo semplici, non è possibile.

La verità è che una risposta giusta non ce l’ho, la verità è che si deve avere una filosofia, una cultura, del rispetto delle regole, a prescindere dalle conseguenze personali del non farlo, sviluppare una logica di convenienza sociale, ma, come direbbe un mio caro amico: “De che cazzo stai a parla’, evadi tutto quello che puoi, levaje tutto prima che te lo levano loro, c’hai ‘na vita sola, ma che stai a pensa’ ar futuro de li fiji? Dei fiji de chi? Manco ce l’hai li fiji!

Ecco, faccio la mia parte, almeno non dovrò preoccuparmi dell’account di mio figlio. Intanto, voi piccoli sfigati che siete stati purgati dai controlli di Facebook, non disperate, sappiate che Facebook non vi odia, siete solo statistica, stupidi numerini che continueranno a dispensare i click necessari ad avere tutti quei Sardo Nico, Molto Alternativa e GiorgioneSucciPucciPippaiola**.

Un po’ come nella vita vera, pensate che potrebbe essere l’unico vostro momento di onestà digitale. Che, per altro, qualcuno sosterrebbe “andrà di moda”.

[D.C.]

*La cosa valeva solo quando quelli facevano sega, quando qualcuno prendeva mezzo voto di più ero un cretino a non seguire il suo esempio. Questo mi ha sempre creato molta confusione sul quando, come e chi guardare, il che ha messo me sulla strada della perversione e mia madre su quella della follia.

**Reale nome di fantasia di uno di quei ritardati, insicuri e psicodebilitati che hanno l’account in coppia con una fidanzata che con ogni probabilità si sollazzerà con qualsiasi normodotato a disposizione.

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