Sono una persona di merda.

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Recentemente ho partecipato a una discussione riguardo al Polase, un integratore senza obbligo di prescrizione che, a livello pubblicitario, sta puntando molto sul fatto di essere “vegan friendly”. In sostanza, ci si chiedeva se il Polase, in quanto parafarmaco, fosse effettivamente cruelty free, o se fosse comunque testato su animali. Cosa c’entra questo col fatto che io sono una persona di merda? Un attimo che ci arrivo.

La questione Polase in realtà è abbastanza semplice: se la domanda è “Polase è vegan friendly?”, la risposta é sì. Dentro il Polase non c’è nessun derivato animale. Se invece parliamo di sperimentazione (argomento che però non c’entra con l’essere vegano tout court), la risposta è “nì”, nel senso che da un lato il Polase non è direttamente testato sugli animali, ma lo sono una serie di ingredienti di tipo alimentare (i vari correttore di acidità, acidificanti, edulcoranti, coloranti, etc) in esso contenuti, in base a quanto chiaramente stabilito da una serie di norme che trovate riassunte qui. In sostanza, trovare un prodotto che contenga qualsiasi tipo di additivo alimentare che non sia stato precedentemente testato è praticamente impossibile. Vale per i farmaci da banco tanto quanto per il cibo in generale.

Da qui però m’è partita una riflessione: la vita di noi occidentali benestanti si basa sul costante sfruttamento di terzi, tanto uomini quanto animali, ed è impossibile non vivere, qua da noi, un’esistenza agiata che non poggi su una pila di cadaveri e sofferenza.

Ti fai problemi a mangiare della marmellata prugne se è stata trattata coi pesticidi e poi, per dire, usi la macchina? Io fossi in te farei a cambio: stai usando un oggetto di origine industriale, fabbricato in un posto che impatta sull’ambiente a diversi livelli, e con esso immetti costantemente nell’ambiente gas nocivi, che hanno effetti devastanti sulla fauna e sulle persone, e poi t’infastidisce a morte che siano stati eliminati degli afidi?

Stai leggendo da un tablet o da uno smartphone? Sai che probabilmente è stato assemblato da un cinese che guadagna 300 euro al mese? Ogni volta che ti vanti del fatto che non mangi quei fagioli in scatola in cui c’è un conservante che è costato la vita di qualche topo, lo fai usando uno strumento realizzato da gente che fa una vita da schiavo in una fabbrica i cui inquinanti stanno probabilmente sterminando la fauna del luogo.

E’ come come mettere un filo d’olio in una scodella di merda per renderla appetibile, è come spruzzare del profumo su un malato di elefantiasi per renderlo più sexy, è come piantare petunie intorno a un campo di concentramento sperando che l’orrore passi in secondo piano. Non funziona.

Io, figlio bastardo di una civiltà bestiale, sono una persona di merda. A volte a queste cose ci penso, ma nella vita di tutti i giorni me ne sbatto costantemente il cazzo. Posso anche essere dispiaciuto per quei dieci secondi in cui leggo il giornale seduto sul cesso, ma la verità è che il fatto che la radula visiniaca si sia estinta non ha avuto grande effetto sulla mia vita. Non m’importa né degli agnelli macellati per nutrirmi, né dei beagle morti per curarmi l’influenza, né dell’operaio della Foxconn che si ammazza gettandosi dal tetto della fabbrica affinché io possa scrivere queste quattro cacate su internet. Ve l’ho detto, no? Sono una persona di merda.

[B.K.]

Sì, in questo post c’è un che di Louis CK.

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Informazioni su Benito Karimov

Non ho peli sulla lingua. Ma se ce li ho, sono (pick one randomly): di una tizia\o conosciuta\o ieri, di una deputata grillina, di Alyssa Milano, di un siberian husky, di tua madre*, della tua metà (uomo o donna che sia), di un gattino, miei, di Lorella Cuccarini, della tizia di cui guardavi le foto stamani, tuoi, non so\non ricordo. * se può consolarti ho dovuto drogarla.

2 thoughts on “Sono una persona di merda.

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