La tassa sui gay e la patente per scopare.

anovantagradiCi vuole impegno a trovare un modo per farsi prendere per il culo per i propri meriti e non per le azioni di altri, quando ti chiami Joe Formaggio. Ma il nostro eroe è uno tenace, e tentativo dopo tentativo è riuscito a crearsi una nutrita schiera di detrattori grazie a una serie di iniziative culminate recentemente con la proposta di istituire una tassa sugli omosessuali.

Per chi non lo conoscesse: stiamo parlando di lui.

E pure i Dik Dik ci stanno abbastanza sulle palle.

Il sindaco di Albettone era già balzato agli onori delle cronache quando, alla richiesta di ospitare dei profughi negli spazi comunali sfitti, replicò che piuttosto avrebbe murato le finestre degli stessi per renderli inagibili e che avrebbe costruito un muro per tenere fuori i nomadi provenienti dai paesi vicini e, al tempo stesso, rinchiudere entro solide mure un discreto quantitativo di idiozia.

Adesso è la volta di una nuova brillante idea, la tassa sui gay: dato che i gay non fanno figli, vanno tassati, sennò – dice il Charlie Sheen sovrappeso della Berica –  “chi porterà avanti la nazione?”

Joe, non lo so, spero non tu né quelli come te. Senza contare che sinceramente non credo che “fare più figli” sia l’idea migliore per far ripartire un paese con la disoccupazione giovanile al 44,2%. Semmai ammazziamo i vecchi, no?

Ok, è vero, ammazzare i vecchi è una scelta un po’ estrema, lo riconosco. Senti questa, invece: istituiamo un patentino per figliare. Un documento che può essere ottenuto a seguito di un breve esame, che attesti che l’aspirante genitore ha un QI almeno a tre cifre, la capacità di stabilire nessi causali coerenti fra due o più eventi, un livello culturale medio-alto e un nome diverso da Joe Formaggio.

Una roba così:

patentino

“Benny, ma così si farebbero molti meno figli!”
“Bingo, Sherlock!”

Siamo già troppi e siamo già troppo stupidi, sarebbe davvero meglio evitare questa deriva verso l’idiocrazia e inziare a fare meno figli, ma più intelligenti. Davvero. Se proprio non possiamo eliminare gli anziani, almeno limitiamo il numero di giovani ritardati.

Ho fatto trenta, faccio trentuno: si mette un sigillo agli organi sessuali di tutti i ragazzi che raggiungono la pubertà, un anello in metallo per lui, una cintura di castità per lei, ovviamente realizzati in modo da consentire la minzione e la cura dell’igene personale, ma che al tempo stesso impediscano qualsiasi tipo di attività sessuale. Per toglierlo basta superare il famoso esame.  Pensate: per scopare devi avere il patentino, per avere il patentino devi studiare. Avremmo gli studenti più motivati d’Europa.

No, ok, è una cazzata, la castità forzata tirerebbe su una generazione di potenziali pedofili, ma ammetterete che è comunque un’idea meno cretina di un muro anti-rom o di una tassa sui gay.

Fra parentesi: Joe Formaggio, di figli, ne ha tre.

[B.K.]

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