Morto col telefonino

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La gente scappa da casa e si porta il telefonino.

Fa schifo, bisogna mostrarlo o meno? Se ne parla troppo, nessuno però fa niente, è un problema, non dovrebbe riguardarci, è un complotto, sembrano esseri diversi, e il padre dov’era? Che c’è venuto a fare a casa nostra così, etc. sono infinite le polemiche riguardo le ultime foto di Johnny Depp.

Questo mi ha fatto riflettere sul perché i più reagiscano violentemente, anche se sempre con poco più di un tifo pro o contro, al presentarsi di altre persone che potrebbero entrare a far parte delle loro esistenze.

E la risposta, alla domanda che nemmeno io mi sono davvero posto, è  che voi siete il metro di voi stessi, così, quando qualcuno arriva lo misurate e lo collocate nelle vostre vite in base al vostro metro. Così Johnny Depp che si lascia andare si avvicina a voi e voi godete perché siete più simili, così il profugo morto di fame con il suo cellulare, le sue scarse credenziali e il suo stato di necessità si avvicina a voi e voi vi cacate addosso perché siete più simili.

Praticamente ora che gli immigrati hanno il cellulare l’unico modo per distinguerli da un leghista è vedere se si eccitano all’urlo “RUSPE!”.

E qui la peggiore verità, ossia che mentre intorno a voi tutto si muove, chi parte, chi cresce, chi migliora, chi ci prova, voi rimanete gli stessi, che si limitano ad agitare il pugnetto verso i giovinastri, i vecchiastri, i mediastri, e chiunque vi passi davanti ad una velocità apparentemente inarrivabile.

L’altra verità è che l’arrivo di anche un solo nuovo individuo scopre il difetto della vostra staticità, ossia che nel tempo non siete stati in grado di rendere la società che tanto dite di amare e tentate di difendere sufficientemente funzionale da soddisfare i vostri bisogni primari. Siete una fila di gente che muore di fame guardando una banana e quando arriva uno dal fondo non volete che passi, per paura che sia in grado di fare qualcosa, di mangiarla, e invece devono morire tutti di fame da idioti immobili come voi.

Per intenderci, in questo contesto “voi” sono anche io.

Esclusa la parte in cui dovrei essere voi.

[D.C.]

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One comment

  1. La causa di tutto ciò penso sia un’inconsapevolezza sugli effetti che un dato fenomeno può avere su noi stessi. Ci si ferma solo al titolone sensazionalistico, senza farsi due domande sul perché e sul come un evento possa accadere.

    E.

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