Mark, se hai un cuore non-ci-piace.

ostruzioni

Ricominciano le scuole e la solita routine. Ecco che i genitori della famiglia tradizionale sono di nuovo liberi – dalle 8 alle 13 – di darsi senza inibizione alle migliori attività di coppia quali scoparsi la segretaria, ascoltare ore di Giallo-Zafferano o – per i più innamorati – lanciarsi siringhe di diazepam. Tant’è.

Ci siamo: l’avido Mark sta pensando a qualcosa che faccia compagnia al like. Non ha ancora detto apertamente quale o quanti tasti, ma ha dichiarato che in Facebook ci stanno lavorando. Questo – sempre a detta sua – per accontentare i cari utenti che da anni lamentano la pochezza espressiva ed empatica della sola possibilità del mi piace. E visto che i suoi cari utenti sono giusto quella miliardata e passa, il problema prima o poi se lo doveva porre. Ma – essendo pur sempre l’Altissimo e Avidissimo – non può non aver pensato alle conseguenze di un tasto che si riduca a essere l’esatto opposto del mi piace. Perché Mark ci conosce molto bene, e sa che un tasto secco da pollice in giù potrebbe scatenare un tafferuglio schizoide all’ultimo unlike, con conseguenti lotte fra procarioti disturbanti ed eucarioti permalosi. E pensate se questa guerra della preferenza e del giudizio iniziasse a infastidire le cosiddette “sponsorizzate”: Mark ne subirebbe più danno che altro. Quindi eccolo lì, con la sua solita t-shirt grigio pantegana e il taglio alla Fra’ Martino, imprigionato col microfono in mano tra l’incudine che gli chiede il “non mi piace” e il martello che gli suggerisce “vedi di non fare cazzate”. Ed eccolo aggirare il problema con una via di mezzo che in una conferenza ha presentato con l’aurea paradisiaca di una scelta filantropica: daranno presto agli utenti un’alternativa al mi piace, senza però creare un tasto che permetta di umiliare, giudicarsi o distruggere i post altrui. Con questa premessa politically correct Mark salva capre e cavoli, e spiega poi che Facebook si sta orientando verso altri modi per comunicare risate, stupore, dispiacere e cose di questo tipo. Sarà davvero così? E se così fosse, dobbiamo credere davvero che lo faccia per etica e non per salvaguardare gli interessi del suo prezioso social da oltre 200 miliardi di dollari? Sì, e Gesù è morto di freddo. Lo so, in realtà ci sono cose ben più gravi e importanti a cui dovremmo pensare – come la sicurezza negli studi televisivi. Però, già che siamo in tema, mi sembra giusto attaccarci al carrozzone delle richieste, con alcuni suggerimenti da porre all’attenzione dell’avido Mark: da queste parti non vogliamo tasti politically correct, vogliamo tasti schietti e sinceri per sturare. Con empatia, ci mancherebbe.

Tasto Cazzi soia (ci sarebbe molto utile per diffondere la nostra empatia verso quei soggetti che ci comunicano giornalmente il proprio stato di choc e di disgusto alla dolorosa scoperta che le scatolette di tonno, le fettine panate o i Big Mc non nascono così in natura, e che non si riproducono per gemmazione sugli scaffali del supermercato, ma addirittura ci sarebbe dietro la vita e l’uccisione di un essere vivente).

Tasto Call Isis (per comunicare il nostro palinsesto di insulti interiori agli ostinati del link-palesemente-bufala e della NOTIZIA SCIOK. Quella roba tipo: “le cose che nessuno vi dirà”, “ecco la verità su”, “il bicarbonato ci salverà tutti”, “I Puffi sarebbero stati di carnagione caucasica se non li avessero imprigionati per anni nel tubo catodico”).

Tasto La D’Urso (per quei selfie allo specchio che non c’è modo di capire da quale bizzarro progetto intracranico siano stati generati).

Tasto Valerio Scanu (per comunicare tenerezza a coloro che hanno la schizoide e rituale necessità di documentare fotograficamente in quali luoghi e in quali laghi sono andati a prendere il sole o ad assistere a quell’intrico di insolite situazioni cosmiche note ai più come tramonto).

Tasto ctrl-alt-canc (utile come risposta immediata sotto quei post in cui si fa leva sul nostro muscolo cardiaco per far girare immagini di disagio con annessa frase subnormale).

gesu

Restiamo in attesa. Nel frattempo sentitevi liberi di aggiungere proposte, e se avete un cuore: al posto vostro mi farei vedere per controllare come mai questa normalità all’interno della vostra cassa toracica. Ma fatelo in fretta, prima che compaiano anche quelle cosette spugnose dette polmoni.

Sturate, gente, sturate.

[M.C.]

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