Settimo cielo.

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collodipapero

Infuriano le polemiche intorno a Krzystof Caharamsa, il prete gay che ha fatto coming out e ha dichiarato anche di avere una relazione stabile. Purtroppo il partner non è minorenne, e hanno dovuto rimuoverlo dagli incarichi.

Scherzi a parte, non capisco l’indignazione: non c’è omofobia, qui, c’è solo l’applicazione di una regola, l’avrebbero rimosso anche se avesse detto che stava con una biondina di Cracovia. Pare che stia anche per pubblicare un libro, quindi si spera che le royalties lo consolino per l’allontanamento da mamma chiesa. Anzi, il timing scelto – poco prima del sinodo sulla famiglia – è particolarmente furbo. In fin della fiera, personalmente non me la sento di condannarlo per la pubblicità che si è fatto, ma neanche lo vedo come un eroe, probabilmente aveva già scelto tempo fa, e ha solo aspettato il momento migliore per iniziare a farsi davvero i cazzi suoi. Letteralmente.

Più intrigante è invece il fatto che un gruppo di oltre trecento vecchi che non ha tecnicamente mai pensato a sposarsi o fare figli, anzi, che non ha mai neanche assaggiato un apparato riproduttivo postpuberale, si sia riunito per decidere cosa significhi avere una famiglia e come debbano comportarsi le coppie sposate. O meglio, la cosa intrigante non è questa, facciano un po’ cosa gli pare: la cosa divertente è che ci sia ancora un sacco di gente che è disposta a dargli retta.

Un po’ come se decidessimo di dare il diritto di dirci come dobbiamo lavarci il culo a un’assemblea di francesi.

D’altra parte, i preti mettono bocca su queste cose continuamente, come nel recente caso di Simona Vinci, che si è sposata per tutelare gli interessi dei figli e del nucleo familiare. La curia ha dichiarato: “matrimonio nullo!”.

“Estigrancazzi”, ha risposto il sindaco di Budrio, visto che il matrimonio era civile.

sonoioL’attacco della curia è particolarmente odioso perché il matrimonio in oggetto non è religioso, quindi l’opinione di un qualche dio o dei suoi bravi non è neanche stata chiesta: fra le virtù cristiane compare insistentemente l’umiltà, ma proprio l’umiltà mi pare una di quelle cose con cui questa chiesa ha qualche problema, e non parlo solo del fatto che il papa ha scelto come garçonnière un piccolo stato. Meno male che è esente dall’IMU, sennò sai che botta. Parlo del fatto che la pretesa di voler dire a una coppia quando stare insieme, quando fare figli e quando lasciarsi è di un’arroganza epica, già è difficile gestire emozioni, finanze ed esigenze, ci manca anche avere l’oppressione di un gruppo di anziani che, anziché guardare i cantieri come è giusto che sia, stanno lì a dirti cosa dovresti fare sulle base delle indicazioni di un personaggio inventato.

Insomma, io il sinodo sulla famiglia me lo immagino come un enorme raduno di sosia del reverendo Camden di Settimo Cielo, quello il cui attore è stato indagato per abusi su minori (“fottuto metodo Stanislavskij”, dichiarò Collins al momento dell’arresto), che fra sorrisi e paternali sceglie come punire i figli perché tentano di avere una vita normale.

Si apre il sinodo sulla famiglia, seguito con affetto e partecipazione da una cospicua massa di persone che ha deciso che una vita normale, fatta di buon sesso, tolleranza ed amore senza vincoli idioti sia una cavolata, e che sia meglio continuare a fare a gara a chi sta più simpatico a dio seguendo i consigli di una persona che di famiglia non ne ha mai avuta una, ma che in compenso ha un amico immaginario che si diverte tantissimo a darti il diritto di negare i diritti degli altri.

Sono queste, le cose che ti fanno sentire al settimo cielo.

[M.V.]

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4 comments

  1. Certo che il teologo ha scelto il momento opportuno. Se poi uscirà un suo libro… andrà a ruba.
    Del Sinodo so troppo poco o nulla. So solo che essere in Famiglia come “Pater familias” è molto difficile… anche se c’è dell’esperienza. Ergo…
    Buon pomeriggio.
    Quarc

    1. Guarda, non ho seguito approfonditamente ma a quanto ho capito il libro è praticamente finito, per cui sì, sembra proprio un caso di “coming out funzionale”, più che alla propria auto-affermazione, alla propria auto-promozione 🙂

  2. Di base la cosa sarebbe semplice:

    – La società civile e laica fa e crea leggi atte a migliorare e rendere funzionale gli aspetti della nostra vita regolamentando alcuni aspetti (status giuridico, contratto lavorativo, educazione, status familiare, sistema sanitario, rappresentanza politica), studiate per rendere migliore la vita del più ampio e differente spettro di persone;

    – Le religioni danno linee-guida su come seguirle per essere dei buoni fedeli, senza che queste debbano in qualche modo influenzare le linee-guida e le leggi della società civile;

    Dovrebbe essere così secondo me, la maggior parte dei problemi in merito è stato creato quando la rappresentanza religiosa ha avuto anche una controparte politica di riferimento, come successo da noi in Italia con la DC e poi con vari partiti a destra o negli stati islamici dove l’autorità religiosa è anche politica (ricorda qualcosa vero? tipo che so, lo Stato della Chiesa….), che ha creato paradossi legislativi non indifferenti.

    Se la religione si limitasse a dire: se credete seguite le nostre linee.guida, ma non potete obbligare gli altri a seguirle, se non la pensano come voi, tutto sarebbe semplice; invece, persone mischiano le due cose, con i casini che ne consegue.

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