Gesù non è su Facebook

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ostruzioni

Stavo ancora cercando di decifrare i vostri commenti d’avanguardia sul discorso dell’Oscar alla Grande Bellezza, quando all’’improvviso, nel 2015, scopro che ne sapete tutti moltissimo anche di letteratura e di Nobel. Google, il copia-incolla e la domanda mattutina “a cosa stai pensando” vi rendono sempre più meravigliosi. Tant’è.

Noto, da un po’ di tempo a questa parte, che sul Facebook si stanno oltremodo moltiplicando le pagine disagio a sfondo religioso, nelle quali – probabilmente insieme agli eventi come il rosario di gruppo – si genera un cospicuo numero di meme schizoidi che fanno salire i metodi dell’inquisizione anche a un tibetano. Da queste pagine, ogni giorno, vengono sganciate armi di distruzione di materia grigia sotto forma di immagini terrificanti, con cristi, madonne e santi vari che prendono vita, esortando l’utente medio-ritardato a fare, dire, condividere qualcosa di anormale e – quel che è peggio – in prima persona.

Avete capito bene: immagini* in cui la trinità (e tutta la celestial combriccola) prende vita e parla all’utente, attraverso fumetti che si abbattono sui normodotati come una tempesta di stricnina. Facendo il punto della situazione: ci sono Cristi Risorti che se non scrivi “amen” nei commenti ti minacciano in modo subdolo di non entrarti più nel cuore; angioletti che se li metti in bacheca ti portano serenità per tutta la settimana; frati e martiri e pontefici che ti chiedono se gli vuoi bene, e in caso di + condivisone ti proteggono la madre (da non-si-sa-cosa), e altre robette inquietanti di questo tipo. E dove arriveremo? A Madonne che se non le condividi piangono sangue dall’uretra attraverso la webcam? Padrii Pii che se non metti like non fanno più miracoli e che a sfregio ricompongono la Pangea per farci scannare meglio con quelli di altre religioni? E soprattutto: può una persona – che almeno sui social si aspetta un barlume di laicità e cazzeggio – navigare serena con questi santissimi sacramenti che spuntano fuori da tutte le parti, ti parlano e ti chiedono cose? E non sto parlando di vignette umoristiche, cari miei: qui parliamo di pagine (magari pure sponsorizzate, sia mai) nelle quali la gente risponde seriamente a un mucchio di Gesù animati che chiedono favori tutti speciali in cambio del loro amore. E la cosa simpatica è che proprio i cosiddetti credenti – invece di sentirsi (la butto lì) offesi da certi stupri fotografici – entrano totalmente nella parte, salutano, ringraziano, e chiedono grazie e intercessioni a queste figurine, convinti che il gestore della pagina sia davvero Cristo Dio.

No: Gesù non è su Facebook, fatevene una cazzo di ragione. Io lo capisco che secondo il vostro “libro di riferimento” l’Altissimo si è mostrato sotto la qualunque forma e materia (pensiamo al povero Mosè che se l’è visto spuntare come roveto parlante), ma vi assicuro che sull’internet ancora no, non si è permesso. E mettevi pure nell’ordine delle idee che dall’altra parte – a gestire queste pagine disagio – c’è un invasato più invasato di voi, o qualcuno che vi piglia bellamente per il culo e ci si fa pure quattro risate.

gesulike

Avido Mark, crea il girone dei bannati, ché c’è sempre più bisogno di un posto sicuro dove navigare. Ma davvero.

Sturate, gente, sturate.

[M.C.]

* ringrazio coloro che tempestivamente, con somma simpatia e un pizzico di sadismo, mi aggiornano con link e fotine tutte particolari, permettendomi di conoscere certe chicche e aiutarvi a sturare imbecilli con cura e benevolenza. Se ci credi metti “imene” nei commenti.

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6 comments

  1. “No: Gesù non è su Facebook, fatevene una cazzo di ragione”
    Su questo mi trovi pienamente d’accordo: da credente trovo assurda l’esistenza di RADIO dove si fanno rosari a squadre ogni ora o tv con la webcam FISSA sulla tomba di Padre Pio, figurarsi intere pagine e pagine di FB dedicate a persone che del concetto di fede hanno poco e di integralismo a livelli talebano molto invece.

    lasciate la fede nei luoghi appositi di culto e nel proprio privato, è meglio

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