Salvini come Manson (o viceversa)

Marilyn Manson eretico durante un concerto, Salvini incoerente durante un comizio.

L’amico Marilyn ha bruciato una Bibbia sul palco dell’OBI hall a Firenze, a poche ore dall’arrivo del papa dellagente in città. Una roba da far intervenire direttamente il Signo… ah, no.

Comunque, un gesto di per sé discutibile. Non tanto per per il gesto in sé quanto per come suona bene la frase “un gesto di per sé discutibile”. Una frase che meno bene si adatta a gesti come la “condanna a morte per tentato furto” inneggiata dai tifosi di Ermes Mattielli e, perché no, ai comizi di Salvini e al suo ritrovato amore per l’ex nemico giurato (no, non è uno zingaro, almeno credo) Silvio Berlusconi.

Eccolo, ecco un altro gesto importante, uno di quelli che scuote gli animi, uno di quelli che sveglia le menti, uno di quelli che fa ribollire il sangue nelle vene, scendere in piazza a Bologna e urlare al popolo:
– Cosa diciamo noi alla dignità?
– Non oggi!

Tra saluti romani e saluti ai romani abbiamo avuto un altro meraviglioso gesto atletico dell’uomo che non teme di sedersi su qualsiasi superficie, sia essa il populismo becero, il razzismo più disgraziato, l’ignoranza imperante, il leccaculismo laccato o l’imbottitura di puttanate, veramente, ovunque. Tanto, ad essere comodo, è il suo culo.

Di tanto in tanto mi viene da chiedermi se sia l’ennesimo provolone che ha trovato il buco per non lavorare, o se sia davvero uno di quelli che ci crede tanto da rendere meno divertenti le battute razziste.

Dovrei provare.

Anche perché, visto da fuori, sembra il Totti del ritardo mentale, c’ha i numeri.

Sembra uno di quelli che adesso scriverebbe su Facebook di quanto “è stronzo Marquez che ha istigato Valentino, che poi ha fatto il gesto, che però Marquez è il vero antisportivo”. Lo stesso che ho sentito quando Materazzi offendeva la  mamma di Zidane ai mond… ah no, lì era furbizia. Faccio sempre confusione e dimentico la cosa principale: a chi va in tasca.

Tipo: i motociclisti spagnoli non hanno fatto sconti, cosa a cui l’italiano Valentino invece era abituato, soprattutto con l’erario; quindi mondiale in tasca agli spagnoli: male. Milioni di Euro di tasse in tasca a Valentino: bene?

Niente, non ce la faccio, non sono in linea. Per questo vorrei seguire le dritte del leader del carroccio, perché lui sembra avere sempre le risposte. Solo che dovrei fare quello che fa, e non quello che dice, un po’ come con i preti, che pure loro, tramite il portavoce vestito di bianco, urlano povertà e posseggono ricchezza, cioè: in tasca loro.

Quindi, tornando “a noi” e ricapitolando: ha viaggiato fino ad una città italiana dai costumi e dalla storia molto distanti dai propri, ha esaltato il pubblico con la sua voce e con i suoi gesti eclatanti e se n’è tornato a casa con le tasche un po’ più piene, lasciando strascichi, polemiche e un po’ di nostalgici. Non male per una tappa del tour di Marilyn Manson, ma pure Salvini s’è difeso bene.
Parafrasando il buon Karimov, la differenza tra i due credo sia la stessa che tra uno che ci fa e uno che c’è: quello che ci fa, una pausa, ogni tanto, può prendersela.

[D.C.]

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