Mi piace il Papa ma non la chiesa

Ai cattolici italiani piace il papa ma non la chiesa.

Anche il protagonista di un giorno di ordinaria follia s’incazzava perché la pubblicità del panino non corrispondeva all’aspetto del panino vero e proprio.

Ma insistere nel voler sostenere questa posizione è come votare fascista perché mi piace la parte dell’edilizia popolare, però no che si picchiano i negri o le leggi marziali.

Oh, mi piace il cazzo ma mica so’ frocio.

Ho persino letto di accorati articoli in cui qualcuno chiede al papa di “dire alla chiesa” di comportarsi diversamente. Accettiamo ancora gente da Topolinia? Dov’è Salvini quando serve?

Ho ascoltato una marea di cristiani che considerano il cristianesimo solo per il suo “amatevi come fratelli”. E ci serviva una religione? Con una banca e uno stato? E serve continuare a sostenerla?

“Ma la religione è una cosa, la chiesa è un’altra!”

E invece no, perché la chiesa decide cosa ha detto dio, cosa ha detto Gesù, quale vangelo sia quello giusto, come si vada all’inferno, chi odiare e chi aiutare e schifare. E i cristiani continuano ad essere dei cherry picker, che scelgono con attenzione secondo convenienza o convinzione quali regole seguire della religione che sostengono, sostenendo così una posizione insostenibile.

“Cioè dai, non disperdere il seme, ma che davvero? Che poi se lo bevo mica lo spreco”.


“Palla di neve” [cit. Clerks]

Questo ragionamento non li porta molto lontano da i “tolleranza zero”, “però parcheggio in doppia fila sì, che non posso mica mettermi a girare per cercare posto, scontrini ne faccio la metà, che le tasse ci strozzano”. Questo, ma un po’ al contrario, che oh, alla fine manco male, preferisco stare in mezzo a persone che stanno dalla parte degli intolleranti e ignorano le parti più intolleranti, che viceversa.

Ma se credete che dio via abbia fatti a sua immagine e somiglianza, dovreste smettere di tentare di cambiargli i connotati a vostro piacimento, decidendo di volta in volta cosa sia lode o peccato, cosa giusto o sbagliato. Quello lo fanno gli atei.

Questa cosa non riesco ad accettare da persone apparentemente adulte e mature: perché incaponirsi nel voler appartenere a una religione che non corrisponde ai propri princìpi se non per una incoerente porzione? Cosa impedisce a queste persone di dire “io mi comporto così perché credo sia giusto, date premesse e conseguenze”? Perché distorcere un’intera religione pur di dirsene parte? C’è davvero bisogno di sentirsi giustificati anche da chi non è disposto a giustificarci? E grazie al cazzo che quando poi il papa dice “tiriamo i pugni” invece che “porgi l’altra guancia” vi piace, perché parla di quello che siete e non di quello che dovreste essere. Ecco, abbiate il coraggio di essere quello che siete, coerentemente, non cristiani, ma brave persone nel migliore dei casi, persone di solito, merde conclamate talvolta.

[D.C.]

 

 

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