Intolleranza alle intolleranze.

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Una dissertazione a tratti maleducata firmata da Costanza Baldi

“Qui si eseguono test per le intolleranze alimentari”
Quante volte avete letto questo cartello nell’ultimo anno?
Oppure, quante volte avete sentito dire da qualche conoscente: “Mi hanno trovata intollerante a [inserire alimenti a caso].”
Quando l’amica di turno mi dice che l’hanno trovata intollerante alla barbabietola, alla mentuccia, al maiale e al kamut, ringrazio Darwin. Io, al massimo, sono intollerante alle puttanate.

Ma cosa sono le intolleranze? In cosa si differenziano dalle allergie?
L’argomento è complesso, ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza andando per gradi.
Possiamo intanto dire che le allergie attivano il sistema immunitario, scatenando una serie di reazioni biochimiche mediate da anticorpi specifici (reagine o immunoglobuline E), mentre le intolleranze colpiscono il nostro metabolismo. Esempio classico: la mancanza dell’enzima lattasi che non ci permette di scomporre il lattosio, rendendoci intolleranti (da non confondersi con la mancanza di intelligenza, che rende intolleranti i leghisti).

In medicina esistono, ad oggi, solo due intolleranze alimentari sono riconosciute: l’intolleranza al lattosio e al glutine (celiachia) ed anche in questi due casi occorre procedere con cautela per evitare il proliferare di falsi positivi. Ad esempio, non si può essere intolleranti al latte vaccino e poi scofanarsi mezzo chilo di yogurt senza, come minimo, morire per eviscerazione sul WC.

Le cause che portano all’insorgenza di un’intolleranza non sono ancora state dimostrate, questo genera ulteriore confusione e un ammucchiare di cause più o meno possibili; si va dal parto prematuro allo svezzamento precoce fino agli immancabili vaccini, ormai considerati concausa anche dell’ascesa al potere di Hitler.

Ma quindi, come si diagnosticano le intolleranze?
Partiamo da un concetto fondamentale: non si è allergici a un cibo ma ad una molecola contenuta in essa. Ecco perché i test che promettono di evidenziare intolleranze a classi intere di cibi sono fallaci. Esempio: l’intolleranza “al pane” non ha senso. A quale tipo di pane? Fatto con che farine? Con che lievito? Alla luce di questo discorso, si può anche intuire la difficoltà nella formulazione di test scientificamente validi e riproducibili in quanto le molecole da testare sono milioni.

Quindi: diffidate da chi vi dice che siete intolleranti ad un cibo specifico. Non c’è alcuna validità scientifica alla base. Diffidate ancora di più se qualcuno vi promette di individuare intolleranze a 70 alimenti diversi con una goccia di sangue o, peggio ancora, facendovi stringere in mano delle fiale o, che ne so, guardandovi negli occhi. Non fate quelle facce: lo fanno.
Partendo dal presupposto che esistono due tipi di test per le intolleranze alimentari (quelli scientifici e quelli non scientifici) e che quelli scientifici riguardano solo lattosio e glutine, cose saranno tutti i test che promettono di identificare intolleranze fra 60/70/100 alimenti diversi grazie ad un vostro capello?
Esatto, una stronzata.

Ora, potreste pure dirmi: “ma a te che cazzo te ne frega se io voglio togliere Nmila alimenti dalla mia dieta o se voglio sottopormi ad esami senza alcuna valenza scientifica? Non deve fregartene!”
Invece no, me ne frega eccome.
Il proliferare di pratiche non supportate scientificamente crea confusione e fa perdere l’oggettività dell’evidenza a favore di quello che il cliente (o paziente) vorrebbe sentirsi dire. Ho fatto una breve ricerca su Google, il costo medio di questi test si aggira intono ai 150 euro per 70 alimenti. Si arriva a 250euro se gli alimenti sono 200.
E qualcuno dirà anche: “eh, ma se lo fanno in farmacia è sicuro che funziona!!1!”.
Certo che funziona, ma non nel modo che pensate voi. Funziona commercialmente: non c’è niente di meglio di un test fuffa per invogliare all’acquisto di integratori vari e prodotti omeopatici. Che sicuramente non vi daranno problemi, visto che non esiste l’intolleranza all’acqua.

Ma non solo: una volta fatto il test non vorrai mica togliere gli alimenti da solo, eh? Sarai seguito da un dietologo (60 euro a visita, con mastercard) e potrai assumere le sostanze che ti mancano tramite comodi integratori (da 10 a 50 euro a confezione, con mastercard). Farsi prendere per il culo, invece, non ha prezzo.

Il proliferare di questi test ha inoltre un’altra motivazione.
Dà una spiegazione facile e immediata a una serie di sintomi. Ipotizziamo: La signora Cesira mangia. Si sente gonfia, ha un po’ di mal di testa, un po’ di disturbi intestinali e incolpa subito un cibo (qui entra di prepotenza la suggestione e quante bufale alimentari si beve ogni giorno), quindi punta il dito verso il pane, la pasta e i latticini. Esegue uno di questi test farlocchi in farmacia (perché i medici so’ brutti e cattivi ma un test fatto in farmaci la tranquillizza) e le stilano una lista infinita di cibi da eliminare. Li elimina e, miracolo, sta meglio. Quindi la signora Cesira pensa che la causa del suo malessere siano i cibi.

E invece no, la causa del suo malessere è probabilmente un problema di digestione e assimilazione dei cibi. Eliminando alcuni cibi risolve in parte i sintomi ma la cause che portano alla cattiva digestione rimangono, e rimangono sconosciute.

Concludendo, tenetevi alla larga da chi vuole rifilarvi test per fantomatiche intolleranze a decine di cibi, diffidate da tutti i test che non hanno validazione scientifica, usate il senso critico anche se vi promettono immediate risoluzioni ad una moltitudine di malesseri: rischiate di peggiorare le vostre condizioni di salute, buttate nel cesso un sacco di soldi e fate pure una figura di merda.

[C.B.]

 

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9 comments

  1. Ho letto tutto questo lungo articolo.
    Non mi meraviglio per quello che hai scritto. Purtroppo l’andazzo è questo perché la Medicina Accademica, col paraocchi, considera solo ciò che è scientifico come se esistessero 2 o più individui identici che, per essere tali, dovrebbero pensarla nello stesso modo.
    Le « intolleranze » a lattosio e glutine non sono intolleranze… sono un’altra cosa.

    Esistono le intolleranze alimentari e possono, se riconosciute, risolvere molti problemi dove la medicina ufficiale gongola.

    Ne parlarono molti anni fa un paio di psichiatri americani (hanno scritto un libro tradotto in italiano). La ragione delle intolleranze è, molto spesso, psicologica.

    Non mi dilungo perché diventerei noioso e antipatico (magari lo sono già). Sono un medico… ormai vecchio e, ti posso dire che bisogna informarsi ed essere aperti verso verità poco conosciute ma affascinanti.

    Buon pomeriggio.
    Quarc

    1. E io che pensavo che di scientifico nella medicina ci fosse, principalmente, il metodo. Ma, evidentemente, è pieno di “verità poco conosciute ma affascinanti” che però non possono essere dimostrate (strano concetto di “verità”, soprattutto detto da un medico), però magari ho capito male io…
      Due domande:
      1) Mi sai dire il nome degli psichiatri, così cerco il libro?
      2) In che senso la medicina “gongola”?

      1. “Buonasera, grazie intanto per aver letto l’articolo. Il tuo commento mi lascia perplessa, soprattutto da parte di un medico.

        “Le « intolleranze » a lattosio e glutine non sono intolleranze… sono un’altra cosa.”
        In verità, la celiachia non è considerata allergia in quanto nel celiaco i glutine ingerito provoca un danno alla membrana intestinale e questo provoca una cattiva assimilazione dei cibi, generando uno stato di malnutrizione. Si parla quindi di “intolleranza al glutine”

        “La ragione delle intolleranze è, molto spesso, psicologica.” Se si parla delle intolleranze alimentari di secondo livello è vero, una delle cause può essere psicologica. A maggior ragione,che senso ha eseguire test senza alcuna valenza scientifica volti a togliere blocchi di cibi?

        “Purtroppo l’andazzo è questo perché la Medicina Accademica, col paraocchi, considera solo ciò che è scientifico”.
        Su cosa si dovrebbe basare la scienza medica se non sulle EBM?

      2. Se mi mandi il tuo indirizzo, ti mando la copertina del libro scanerizzata.
        La medicina gongola perché non trova la soluzione e considera troppo spesso solo i risultati di molteplici esami e dimentica “il colloquio”… dato che ognuno di noi ha anche una psiche.
        Ciao.
        Quarc

  2. Infatti la celiachia non è una semplice intolleranza, è una malattia autoimmune che si presenta come intolleranza PERMANENTE al glutine.
    Quanto alle altre intolleranze, che siano chiamate così o no, alcune persone soffrono di disturbi vari se ingeriscono alcune sostanze e i test per le intolleranze servono esattamente a capire quali sostanze causano questi fastidi. Lungi da me, che peraltro ho una celiachia conclamata e un fratello intollerante al lattosio, istigare a fare test inutili, ma in qualche modo bisogna pur fare per capire quali sostanze danno problemi al proprio organismo…Andar per tentativi non è una buona idea, mentre alcuni test possono aiutare a capirlo senza nemmeno bisogno di andare a fare chissà che visite dal dietologo tra l’altro

    1. Buongiorno.
      Un piccolo appunto.
      “…se ingeriscono alcune sostanze e i test per le intolleranze servono esattamente a capire quali sostanze causano questi fastidi. ”
      Purtroppo no.
      Gli attuali test che promettono di identificare i cibi (puntualizzazione importante) a cui si sarebbe intolleranti non funzionano. Questo perchè non sono basati sulla molecola attiva ma su un concetto che scientificamente non sta in piedi.
      Giustamente si deve cercare di capire da dove nascono i problemi di digestione e assorbimento di alcuni cibi ma si deve ricercare la patologia che porta queste problematiche.
      Le intolleranze di secondo livello non sono patologie, sono sintomi di una patologia.

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