Tre anni di successi.

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collodipapero

Oggi si festeggia il terzo anno di pontificato di Bergoglio, e ci tengo a infilare la mia futile celebrazione in mezzo al groviglio di lingue che affollano il culo del papa messo in piedi dai giornali di tutto lo stivale. In particolare, mi ha molto colpito lo speciale su La Repubblica online, che ripercorre “tre anni di gesti entrati nella storia” con una selezione di oltre 70 momenti. Commentarli tutti mi spaventa un po’, quindi faccio una piccola selezione mettendoci del mio, sperando di non sminuire l’opera di rivoluzione permanente del Papa Dellaggente™. Sarò un po’ prolisso, ma in soli tre anni Bergoglio ha davvero cambiato tutto. O almeno l’ha detto in modo molto convincente.

13 marzo 2013 Comincia ll’avventura papale di Bergoglio. Per Repubblica, inizia “la ‘rivoluzione’ già nelle prime parole”: la prima frase che ha pronunciato come papa è infatti un pionieristico “fratelli e sorelle, buonasera”, una splendida semicit. che ha mandato in visibilio tutti i fan di Nicoletta Orsomando.

14 marzo 2013 – Il papa si trasferisce dalla Casa del Clero al suo nuovo alloggio come pontefice: non solo il nuovo papa paga il conto alla struttura (i maligni noteranno che si tratta comunque di una struttura ecclesiastica, ma che cazzo, sempre a guardare il pelo nell’uovo), ma ha anche rinunciato alla tradizionale residenza del papa per una dimora più modesta, ché nel Palazzo apostolico “c’è spazio per 300 persone”. Fun fact: oggi Castel Gandolfo ospita, al posto del papa, un museo in cui si possono vedere molti ritratti dei pontefici: una visita guidata costa circa trenta euro anche se, purtroppo, i portatori di handicap non possono ancora accedere. Ma possono sempre sperare in un miracolo.

16 marzo 2013 – Primo incontro con i giornalisti. Seimila giornalisti accreditati, ai quali viene detta una delle frasi chiave del pontificato: “vorrei una Chiesa povera e per i poveri”. Da qui l’escalation: lo IOR abolito, la Chiesa che inizia a pagare le tasse, gli scandali finanziari svelati all’opinione pubblica, io che mi sveglio e guardo la speranza in una chiesa più umana che s’incula un chierichetto.

28 marzo 2013 – La sera del Giovedì Santo, il papa visita un carcere minorile e lava i piedi a dodici detenuti. Un gesto bellissimo, che debitamente seguito da interventi concreti avrebbe forse rivoluzionato il sistema carcerario minorile. Bene la teoria, manca la pratica, ma non si può avere tutto.

7 luglio 2013 – La visita a Lampedusa. “Oggi c’è una globalizzazione dell’indifferenza”, ha detto il papa lanciando una corona di fiori in acqua, inspiegabilmente ignorata dai migranti morti sul fondale. Merde. Fece discutere la proposta del papa di accogliere i migranti nelle parrocchie, per fortuna che poi la cosa si è risolta per il meglio!

29 luglio 2103 – E’ il giorno di un intervento che passa alla storia grazie a uno sterminato esercito di giornalisti baciapile. Un discorso sulla “compassione” per i gay cattolici astinenti che sanno di essere intrinsecamente sbagliati ma comunque cercano cristo e che almeno non si riuniscono in lobby (la cui esistenza è peraltro meno dimostrabile di quella di un qualsiasi dio) e diventa, grazie ai sapienti titoli di una manica di leccaculo, una straordinaria e rivoluzionaria apertura all’omosessualità del papa; in realtà più o meno le cose sono andate così:
“Ma chi sono io per giudicare i gay?”
“Il papa.”
“Ah, già.”
E infatti.

30 agosto 2013 – Bergoglio cambia il segretario di Stato. Bertone viene sostituito dall’arcivescovo venezuelano Pietro Parolin. Finalmente un provvedimento serio, voglio dire, Bertone era proprio inqualificabile (qualche maligno dice che più che altro era completamente sputtanato da Vatileaks, ma so’ voci), sostituirlo è stato un atto di grande saggezza, soprattutto in un’ottica di distensione e rimodernamento. Poi vabé, è andata come andata: Parolin è quello famoso per aver definito l’istituzione del matrimonio omosessuale in Irlanda “una sconfitta per l’umanità”, ma vabé, pure voi non vi accontentate mai.

17 novembre 2013 – Durante l’Angelus distribuita la “Misericordina: 50 grani per il cuore da assumere ogni giorno”. Sono rosari, 20.000, contenuti in una scatolina simile a quella dei farmaci. Un’iniziativa simpatica e originale, e soprattutto il modo più utile per investire svariate decine di migliaia di euro: si sa, che la pubblcità paga.

21 dicembre 2013 – “Gesù vi sta sempre vicino”, dice papa Francesco ai piccoli pazienti dell’ospedale Bambin Gesù. Lo stesso ospedale a cui, verrà fuori successivamente, la Chiesa inculava i soldi per farci gli attici dei cardinali. Quindi se Gesù vi sta sempre vicino, occhio: probabilmente fa il palo. 

21 giugno 2014 – “Coloro che nella loro vita seguono la strada del male, come i mafiosi, non sono in comunione con Dio. Sono scomunicati”. Come sempre, bellissime parole, prontamente validate dai fatti, come dimostra la messa di suffragio per il boss Vittorio Casamonica celebrata l’anno successivo.

7 luglio 2014 – Papa Francesco incontra a Santa Marta sei vittime di abusi sessuali e chiede perdono per i preti pedofili. E’ solo il primo di una serie di bellissimi discorsi pronunciati dal papa sull’argomento; per interventi fattivi a tutela dei bambini, invece, bisognerà aspettare le celebrazioni per le Calende Greche.

15 novembre 2014 – Papa Francesco parla all’Associazione Medici Cattolici Italiani. Un’occasione bellissima per ribadire quanto fede e ragione possano coesistere, e come religione e laicità possano andare a braccetto, se ai laici non interessa prenderlo costantemente nel culo.

15 gennaio 2015 – Alla vigilia del convegno sulla famiglia in Regione Lombardia, ma soprattutto all’indomani della strage nella redazione di Charlie Hebdo, il papa si esprime sull’attentato sdoganando l’uso della violenza fisica in risposta alla satira, con una fine metafora entrata nella storia: se mi offendi la mamma, aspettati un pugno. A me piace, Francé: se mi offendi la mamma, ti dò un pugno. E se m’inculi il figliolo cosa ti posso fare?

4-25 ottobre 2015 – Si apre il Sinodo sulla famiglia. I lavori si svolgono in Vaticano, dove 74 cardinali e 196 fra arcivescovi, vescovi e religiosi vari discutono di qualcosa che non avranno mai. Viene ribadito il no a aborto, contraccezione, eutanasia, matrimonio gay e vengono fatti un sacco di discorsi di quelli che lo fanno venire duro ad Adinolfi, insomma, passi da gigante in questo processo di apertura della Chiesa nei confronti della comunicazione creativa.

2 novembre 2015 – La Gendarmeria Vaticana arresta monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui perché implicati nella divulgazione di documenti riservati, riguardanti gravi scandali finanziari all’interno della Chiesa denunciati dai giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi, che vengono indagati dalla magistratura vaticana e processati. Insomma: pare proprio che il Vaticano possa processare stranieri che hanno compiuto reati su suolo straniero! Poi, ovviamente, sceglie di procedere contro chi minaccia i conti della Chiesa e non i culi dei bambini, perché anche le rivoluzioni hanno le loro priorità.

25-30 novembre 2015 – Viaggio in Africa. Ultima tappa: Repubblica Centrafricana. Proprio qui papa Francesco apre la prima Porta Santa de Giubileo della Misericordia, anticipando la data ufficiale; col giubileo a rischio terrorismo, si plaude al coraggio del papa che spesso gira con la papamobile scoperta, protetto solo dalla fede e da un manipolo di guardie armate. La preghiera è un’arma potente, come diceva sempre il cecchino Jackson.

12 gennaio 2016 – Papa Francesco incontra Roberto Benigni. “Da piccolo, quando mi chiedevano che cosa volessi fare, dicevo sempre che volevo fare il papa. Poi tutti ridevano e allora ho capito che dovevo fare il comico”, ha dichiarato Bergoglio. Il comico toscano  ha improvvisato come di consueto un piccolo show con tutte le sue idee politiche a sostegno della sinistra davanti ai giornalisti, facendo rivivere ai presenti i bei vecchi tempi del Benigni autore satirico per un secondo e tre decimi (poi tagliati al montaggio).

30 gennaio 2016 – Si celebra la giornata della famiglia. Di fronte all’atteggiamento aggressivo dei fan del Family Day, il papa non si esprime sull’evento; in compenso ribadisce la sua posizione sulla famiglia, continuando nell’opera di rivoluzione iniziata tre anni fa, e andando come sempre e come già detto incontro a tutti quelli che vogliono cullarsi fortissimo nell’illusione che la chiesa non sia solo un’invereconda montagna di merda.

Insomma, buon giubileo straordinario. Ci sono proprio tanti motivi, straordinari, per festeggiare.

[M.V.]

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