La democrazia è morta, però…

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Non si è raggiunto il quorum per il referendum “sulle trivelle”.

[…] tu occupati pure di diritti civili e di idiozia
che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov’è che i cani devono pisciare!

[…]

di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia![…]

Giorgio Gaber

Sì, ho aperto con una citazione, e non è la cosa peggiore che scriverò in queste righe, come disse Fabio Volo. In compenso vi risparmierò tutta la tiritera sulle trivelle, tanto non è vedendo mille volte la moviola e leggendo mille volte il regolamento, che farete ammettere a uno juventino che all’arbitro manca solo la maglia bianconera.

Avrei voluto scrivere tutto l’articolo inveendo con forza contro l’ingiustizia, l’arroganza, gli interessi privati e l’idiozia, senza dare indizi se intendendo contro i votanti del sì o quelli del no, ma non ho tutta questa pazienza, né questa bravura. Quindi vi basti sapere che sarebbe stato possibile, e quanto questo la dica lunga sulle “differenze” tra gli schieramenti.

Dall’apertura dei seggi ai giorni successivi la votazione ho letto sulla mia bacheca di facebook, nonostante l’accorta pulizia, ogni sorta di aberrazione civile e logica, da:

democrazia morta

a:

referendum[ndr: Salvini ha votato sì, magari per lo stesso motivo di Crozza: perché Renzi ha detto no. Tecnicamente inoppugnabile]

passando per:

refe

e una serie di insulti più o meno velati, dal “baro” per chi non ha votato, al “maledetto infame traditore” per chi ha votato “no”, e i motivatori tecnici per cui “converrebbe comprare il gas dall’estero”, e le mille drama queen della democrazia, fino a concludere con le parole della mia cara zia: “Ma come non hai votato!?! Te possino! M’hai fatto perde Grillo!”.

Ecco, c’è molta confusione e, come promesso, non si tratta di trivelle.

Tutti pronti ad attaccare la speculazione sul referendum da parte dei politici, salvo poi speculare sul referendum come fosse un voto politico.

Tutti a gridare che la democrazia è morta, perché boia non hai votato come me.

Siamo gente di sinistra che si cura dell’ambiente, degli interessi dei più deboli e boia chi molla.

E questo è il punto: siamo ad un click dalla guerra civile tra idioti fomentati che urlano senza sapere cosa e figli di buona donna che non parlano ma sanno benissimo di cosa. Nel mezzo una manciata di persone che tentano di mantenere una parvenza di dignità e logica senza rimanere schiacciate tra le due fazioni.

Si dovrebbe formare una regione autonoma abitata solo da persone oneste e vaccinate (non in senso figurato) che non credono in miracoli e scie chimiche, una sorta di piccola Svizzera che possa restare neutrale durante la guerra e riformare il paese una volta che si saranno ammazzati tutti.

Infine una parola sui referendum, tanto per riprendere il discorso iniziato da Gaber: sicuramente funzionano male, potrebbero avere regole migliori, ma per ora funzionano così, quindi qualsiasi atto tra votare “sì”, “no” e non votare è parte delle possibilità, senza che ci sia irregolarità o “baro”. Nel caso del non voto poi ci sono una serie di motivazioni inattaccabili, prima fra tutte quella di non avallare l’abuso dello strumento referendum, ad esempio con temi tecnici fuori dalla portata del pubblico o comunque ampiamente entro la portata dei rappresentanti deputati a legiferare, abuso che ne riduce il significato e l’efficacia (oltre a costare non poco). Mentre il non votare per non far raggiungere il quorum è null’altro che una convenienza matematica per dire “no”, onde evitare che una minoranza determini il risultato sulla base del 50%+1 dei voti. Ma questa è matematica, una roba difficile da capire per chi credeva di votare un referendum contro Renzi, per chi ha preso questo referendum come la scelta fra il bene e il male, fra amici e nemici.

Se questo è il tenore non mi stupirebbe trovare, sulle prossime schede elettorali, le facce dei personaggi Disney usate per indicare la preferenza.

Avanti Paperi!

Tranquilli, la democrazia andrà avanti, nonostante i suoi più scalmanati difensori siano dei fascisti senza appello, e farà schifo esattamente come la gente che ne sostiene l’agonia.

Intanto magari sarà passato il messaggio che ha davvero vinto questa consultazione: non vogliamo referendum del cazzo.

[D.C.]

P.S. Chiedo scusa per il titolo, ma è il mio “Je suis Charlie” alla memoria di Casaleggio.

 

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8 comments

  1. se sei così certo che il no avrebbe vinto e se sei così certo che se fossero andati a votare i 50 + 1 degli aventi diritto avrebbe vinto il no spiegami perchè non andare a votare per dire no, ad oggi la sola “arma” rimasta in questa falsa democrazie sono i referendum, perchè rispetto alle elezioni politiche, comunali non esiste nessuno, siete tutti la stessa cosa, che abbiate 5stelle o nessuna

    1. Te lo spiego io, bro. C’è gente, gente che ragiona davvero e che non si informa dal blog di Grillo (perdona l’ossimoro), che ha ritenuto offensivo per la propria intelligenza andare a votare per un referendum buffonata su cui si è fatta della disgustosa disinformazione per spingere i minus habens ad andare a votare mettendo in ballo ambiente, Renzi, il cazzo e la merda.

      Non mi intendo di concessioni minerarie, e come me nessuno del popolino, e non hanno effetto sulla mia vita perché non sono un imprenditore in quel campo. Ecco perché non ho votato. Soddisfatto, faina?

      1. Tranquillo, sono passato anche io da questa fase. Prima ti convinci di poterli far ragionare. Poi ti deludi per loro, come stai facendo ora. Poi arriva l’accettazione.

        Credo che la quarta fase sia assemblare un martello con una spranga ed un foratino e cercarli a casa, un paio di mesi e saprò dirti.

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