Libri e Coca Cola

razzista3

Non è facile, non è per niente facile.
La linea che ormai seguo da un po’ è quella di condannare violenze e razzismi in genere, da qualunque parte vengano, di qualunque colore siano, perché essere di sinistra vuol dire esserlo dentro, al di là del colore politico indossato, al di là degli schemi in cui vi piace tanto autocatalogarvi.
Sarebbe facile, in realtà, perché i simpaticoni che ieri hanno strappato copie del libro di Salvini sono degli idioti tout court e su questo non ci piove, non fosse altro perché hanno fatto esattamente il gioco del nostro populista preferito che, e qui mi attirerò gli insulti di molti, stupido non è: perché, altrimenti, sarebbe andato proprio a Bologna, la città che storicamente lo detesta e lo dimostra nella maniera più visibile possibile?
Bene o male, l’importante è che se ne parli, è una massima che lui ha studiato benissimo e che voi, dall’altro della vostra maglia del Che indossata sotto la kefiah continuate ad ignorare, accecati dai vostri ragionamenti di pancia e dall’illusione che davvero ci sa qualcuno che segue le vostre lotte mentre, stravaccati sul divano, twittate che quelli di Hobo Hanno fatto bene!!!!!.
Prima
di compiere determinate azioni, andrebbe ripetuta una piccola domanda: cui prodest?
Giova a Salvini, che adesso può dire che i fascisti siete voi, perché sì, avete compiuto un gesto totalitarista come quello di strappare dei libri per impedire ad altri di leggerlo, per nulla diverso da quello di versare della Coca Cola su dei fumetti poco graditi.
Giova a Maroni, che adesso ha potuto dire che i leghisti sono i nuovi partigiani con degli imbecilli che gli hanno anche dato ragione, noncuranti dei partigiani veri che hanno preso a far le trottole nelle loro tombe.
Giova a chiunque abbia mandato via la sinistra dal Parlamento, perché così viene data l’immagine di una sinistra immatura, incapace di esprimersi se non a schiamazzi e sberleffi, con Salvini (ancora lui) che può atteggiarsi a superiore agli occhi dei più (facciamocene una ragione, non tutti leggono i commenti su Facebook dei seguaci di Salvini, M5S e compagnia, e noi che ragioniamo più di cinque minuti su qualunque cosa siamo una sparuta minoranza).
Giova, e qui chiudo anche se potrei andare avanti, alla Lega e ai suoi seguaci.
E fin qui la parte facile: vi lascio però con un dubbio.
Non ho letto il libro di Salvini né mai lo farò, ma dò per buono che sia un’accozzaglia di retorica fascista e populista, e qui mi chiedo: è davvero così sbagliato bloccare uno scritto che sia così smaccatamente contro la democrazia, la libertà, i diritti umani? È sbagliato un gesto simbolico come strapparne le pagine quando ci sono canali ufficiali che distribuiscono certe aberrazioni? Io mi ci sto tormentando.
Non mi fate schifo oggi, no. Vi invidio, perché riuscite a vivere in un mondo totalmente bianco o nero. Sarà la mente semplice.

[E.P.]

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6 thoughts on “Libri e Coca Cola

  1. Al dubbio io mi rispondo col fatto che sia sbagliato comunque bloccarlo, perchè chi lo legge non necessariamente può pensare che sia roba sensata. Grazie alla lettura potrebbe pure rendersi conto di che razza di persona sia Salvini. Quindi ha anche un senso lasciare certi libri integri.

    • È una riflessione che volevo fosse fatta. Il condannare e basta non mi piace, anch’io ritengo sbagliato distruggere un libro esattamente per il tuo stesso motivo, ed è per questo che ho chiuso in questo modo. Grazie mille!

  2. Non conosco il contenuto del libro. Può essere che in futuro possa provare lo stimolo per leggerlo… chissà. Certo è che l’articolo di questo blog , ancora una volta, sa esprimere con mordace lucidità un’analisi corretta, pertinente. Dopotutto non si tratta di scendere a compromessi ma di rispettare le altri scelte, pure editoriali. Così se ne è fatta anche pubblicità, peraltro. Ho sempre pensato che a certi “contenuti” vadano proposti altri, ben più sostanziosi e motivati. Il dubbio che sorge è che qualcuno potrebbe averli esauriti. E spiace molto.

  3. Come hanno strappato le pagine del libro di salvini (S volutamente minuscola), avrebbero dovuto strappare le pagine del Mein Kampf o di molti libri di Pansa ed altri, per coerenza.
    Ora, con tutto ‘sto casino che han fatto, sono anche propenso a leggere il fantomatico libro “censurato” da hobo.
    Ovviamente non ho intenzione di acquistarlo, ma, data la loro volontà di censurare un libro, ora più che mai, voglio leggerlo per capire cosa hanno voluto “cancellare”.
    Il rogo dei libri, IMHO, oltre ad essere antidemocratico, è anche un gesto stupido, insulso e, permettetemi il francesismo, da COGLIONI (con tanto di sputazzi di spregio).
    Io trovo che sia un gesto da condannare tout court.
    Ovviamente, però, si tratta della mia opinione.
    Rispondendo al quesito finale, ripetendomi, allora perché, oltre al libro di salvini, non hanno stracciato anche Mein Kampf ed altri libri, magari di Evola?
    Perchè non hanno stracciato anche i libri di Pansa, di De Felice o “A noi” di Cerno?
    Volevano attaccare la persona?
    E allora perché non renderla ancora più ridicola di quanto già sia?
    La satira, tanto invisa anche ai “fascistelli” che hanno insozzato di coca cola “Quando c’era lui”, credo sia l’arma migliore per “””risvegliare””” le persone dotate di cervello.
    Posso sbagliarmi, ovviamente.
    Però, non credo che l’uso di metodi tanto smaccatamente fascisti faccia il gioco di un “collettivo antifascista”, ANZI.
    Oltre alla satira, avrebbe funzionato un boicottaggio, IMHO.
    Niente minacce, niente rogo o stracciamento, semplicemente spiegare alle persone disposte ad ascoltare che il libro non avrebbe dovuto essere comprato e poi lasciare il libero arbitrio alla singola persona.
    E ricordiamoci che l’atto è stato consumato nella STORICA Feltrinelli di Bologna, in cui Feltrinelli stesso voleva si lasciasse modo alle persone di leggere i librie in cui è anche tollerato il taccheggio, visto che, anche se in modo molto furtivo, si tratta di trasferire la cultura.
    Concludo ribadendo la mia opinione sul collettivo “hobo”: un branco di falliti e fannulloni buoni solo a provocar danni, far pubblicità a chi vogliono “abbattere” e ad aver torto a prescindere.

    Saluti, Manto.

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