Le donne di Facebook: l’utente Tena Lady

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Gli animali più velenosi per l’uomo: la medusa Vespa di Mare (Australia), il serpente Mamba Nero (Africa), il Polpo ad anelli blu (Giappone), il ragno Errante del Brasile (America Centrale), la Donna Innamorata non corrisposta (Ovunque). Tant’è.

2. L’utente Tena Lady

Altra categoria donne&disagio. E qui c’è da stare uniti. Ma veramente. L’utente social Tena Lady (d’ora in avanti TL) è quella che in un’altra vita era tutta casa/telenovelas/madonnità/figli/famiglia. Psicologicamente era quel tipo di donna che aveva messo a letto le ovaie per mancanza di motivazione, anche ben prima della menopausa. Poi l’insidia: la sensazionale botta ormale generata da Facebook. Ecco che questa innocua madre di famiglia si crea un profilo – giusto “per vedere com’è” – e silenziosamente inizia a osservare come gira la roulette dell’imbarazzo. In principio si accomoda nel mondo dell’online in modo discreto, con foto profilo asessuata, tipo angioletto o animale puccioso. In poche settimane defibrilla, e scopre comari, gruppi, giovanotti, scrittori, poeti, modelli, maniaci, fotografi, sportivi. Ma i veri fuochi d’artificio interiori le esplodono quando scopre il paradiso delle CHAT. Le ovaie si riattivano in frullamento vorticoso, e via di gonadi in giostra come non ci fosse un domani. Chiede l’amicizia a chiunque. In breve assistiamo all’involuzione da madre-di-famiglia a ninfo-web.

I campi di concentramento dove la TL si addestra sono i gruppi di coetanee, lanciandosi così nel mondo della difficoltà: gruppi bazzicati da mogli e madri che si tengono per mano di fronte a vignette del sottosviluppo, in un conciliabolo costante fatto di slogan femministi, saluti ossessivo-compulsivi, attori smutandati, e selfie imbarazzanti. La TL crea rete, manco fosse un aracnide australiano, e accresce esponenzialmente la propria autostima grazie all’incontro con i Papponi, che sono – per intenderci – quelli che non negano un complimento nemmeno al cadavere decomposto di Nilla Pizzi.

Dopo questa prima botta di euforia, la TL si rende conto che esiste il mondo dionisiaco degli utenti giovani, quelli investiti non solo di bell’aspetto, ma anche di interessante spessore psichico e culturale. La TL, spinta da impavida faccia tosta e da un frizzante sbalzo uterino, inizia la caccia, insidiandosi stavolta in gruppi dedicati a libri, arte e cultura, nati allo scopo di condividere passioni e punti di vista, e nei quali sarebbe gradita una minima capacità dialettica. Ma la TL è temeraria e si lancia lo stesso, anche se non legge un libro dai tempi del sussidiario e come film guarda solo Il Segreto, certa che l’esperienza e l’età siano la miglior scuola di vita. Inizia così a collezionare abbondanti figure di merda, intromettendosi in dissertazioni delle quali non capisce un cazzo. Dopo essere stata smontata in pubblico, ecco scattare il messaggio privato, nel teatrino patetico del “mi permetto di scriverti per chiarire il mio pensiero…”. Se il giovane è predisposto o prova pietà sociale, seguiranno richiesta d’amicizia e leccaculaggio estremo. La TL scorderà le comari e i papponi, e inizierà un’importante ricerca di se stessa, nella quale chiederà guida e sostegno ai giovani disposti a imbarcarsi nell’esoterica impresa. La TL, ormai in totale parapiglia ormonale per aver scoperto che esistono corpi michelangioleschi al di fuori del marito – invitanti quanto una parmigiana per un napoletano obeso – scoprirà il lato malvagio del selfie, e cambierà foto profilo ogni tre/quattro ore, mostrandosi in scatti surreali. Il punto massimo del malessere si coglie nelle riprese aeree del proprio volto, dove la TL esercita un’olimpionica estendibilità dell’arto superiore affinché (secondo lei) scompaiano imperfezioni o triplo mento, e nelle quali, con gli occhi spalancati e la bocca in protrusione, cerca di dare al volto una sensualità disneyana. Il risultato? Somiglia a quegli esseri eterotermi stile anfibio di stagno, e nella scala evolutiva della fotografia si piazza tra le merde.

Ora, avido Mark, per le Tena Lady – metafora del pannolone che contiene le fervide emozioni della violenza psicologica in utero stagionato – necessitiamo di alcuni tasti, di fianco ai soliti “mi piace” “commenta” “condividi”, per poter esprimere una manciata di concetti immediati sotto i loro selfie e i loro post.

  • tasto: me pari Nonna Papera
  • tasto: è fidanzato
  • tasto: potrebbe essere tuo nipote
  • tasto: ovulazione fotonica
  • Tasto: calmati

L’utenza normodotata ringrazia.

Sturate, gente, sturate.

[M.C.]

 

 

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